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Malcolm: che vita!, recensione del revival della serie con Frankie Muniz

A quasi vent'anni dalla conclusione dello show originale, torna Malcolm con il suo revival. Malcolm: che vita! è disponibile su Disney+ dal 10 aprile.

Essere un figlio di mezzo è indubbiamente una condizione particolare. Non si ricevono né le attenzioni e le responsabilità riservate al primogenito, né l’affetto protettivo serbato, di solito, al più piccolo della nidiata. Sono i pargoli spesso più trascurati dai genitori, tanto da sviluppare un carattere fortemente indipendente, con anche sorprendenti capacità di mediazione e una spiccata creatività. Pensate al Richie Cunningham di Happy Days e alla sua carriera hollywoodiana da sceneggiatore; forse molti non lo ricorderanno, ma era anche lui un figlio mediano (il fratello maggiore Chuck, fatto sparire nel nulla dopo le prime stagioni del celebre show).

Malcolm e lo status di figlio di mezzo

Ma un altro celebre figlio di mezzo è stato al centro di una sitcom di culto, il Malcolm dell’omonima serie dei primi anni 2000 (il titolo originale era Malcolm in the Middle, letteralmente “Malcolm nel mezzo”). Show caratterizzato dalla classica comicità abrasiva e senza freni di quel periodo (se volete un esempio ancora più estremo, pensate a South Park), alcuni direbbero “prima dell’avvento del politically correct”.

Il giovane Malcolm era un genietto con un QI superiore alla media, castrato da una famiglia che definire “disfunzionale” sarebbe un eufemismo. Non solo da due fratelli non facili da gestire (pur essendo in quattro, il maggiore, Francis, era perlopiù fuori dall’equazione perché in esilio all’accademia militare), ma anche da una madre autoritaria e da un padre infantile e irresponsabile (Hal, interpretato da un Bryan Cranston pre-Breaking Bad).

Malcolm in the Middle: Life’s Still Unfair. Credits: Disney/David Bukach

Il ritorno di una delle serie simbolo degli anni 2000

Una delle serie simbolo di quegli anni, andata in onda per ben sette stagioni, pronta per essere riproposta nel consueto revival, ormai diventato d’obbligo nell’attuale panorama televisivo. Ma la scelta del creatore e showrunner Linwood Boomer si distingue, per esempio, da quella intrapresa dal recente rilancio di Scrubs. Malcom: che vita!, infatti, non è una vera e propria nuova stagione, ma una piccola miniserie celebrativa di quattro episodi, la cui breve durata l’avvicina di più a certe rimpatriate di una volta in formato film per la tv (Hazzard vent’anni dopo).

Disponibile in esclusiva su Disney+ dal 10 aprile, Malcolm: che vita! ci trascina nuovamente nella travagliata esistenza della bizzarra famiglia del titolare, a quasi vent’anni dalla conclusione della serie originale. Malcolm (Frankie Muniz) è ormai un uomo realizzato che gestisce un’ente di beneficenza. Il segreto del suo successo e della sua rinnovata serenità: escludere totalmente il resto della famiglia dalla sua vita. Ma l’imminente quarantesimo anniversario di matrimonio di Lois (Jane Kaczmarek) e Hal (il succitato Cranston) rischia di riportare i suoi disastrosi genitori, con fratelli al seguito, a turbare la sua placida quotidianità.

Malcolm in the Middle: Life’s Still Unfair. Credits: Disney/David Bukach

Un macro-episodio celebrativo

Un “previously” introduce un montaggio di alcune delle scene più cattive della serie classica. Un riassunto dalla natura per niente informativa, costruito più per far leva sulla nostalgia e farci reimmergere, fra sorrisi e qualche lacrimuccia, nello spirito dello show, o meglio dei bei tempi che furono. Una dichiarazione di intenti cristallina: Malcolm: che vita! è qui per offrirci una rimpatriata con dei vecchi amici, non per creare le basi per una ripartenza aperta anche a un pubblico di nuovi potenziali adepti.

L’intera miniserie è come se fosse un unico macro-episodio chiamato a fare da coda all’opera originale, rispondendo alla domanda che più volte si sono posti i fan in questi lunghi anni di attesa: “chissà che fine hanno fatto Malcolm e quei pazzerelli della sua famiglia”. Infatti, a differenza del vecchio show, composto quasi esclusivamente da episodi autoconclusivi, queste quattro puntate portano avanti un’unica narrazione orizzontale. Come dicevamo prima, la sensazione è quella di una sorta di breve film celebrativo, costruito attorno all’imminente anniversario di Hal e Lois.

Malcolm in the Middle: Life’s Still Unfair. Credits: Disney/David Bukach

Non solo nostalgia

Un’occasione non solo per rincontrare i protagonisti e alcuni dei più celebri comprimari della serie, ma anche per esplorare l’evoluzione del personaggio di Malcolm. Il nostro, infatti, è diventato padre della giovane Leah (Keeley Karsten), figlia adolescente con cui è stato, a differenza dei suoi genitori, eccessivamente presente e protettivo, causandole comunque diversi problemi. Leah, difatti, è una ragazza terribilmente insicura, con grosse difficoltà nel rapportarsi con gli altri. L’atteggiamento opposto, portato così all’estremo, di Malcolm ha quindi sortito quasi i medesimi effetti dell’approccio poco ortodosso dei suoi genitori. Un contrappasso ironico.

Ma Malcolm: che vita! offre anche un Hal in piena crisi mistica, che turbato dall’estromissione del figlio dalla sua vita intraprenderà una sorta di percorso di autoanalisi. Occasione per Cranston per sfoggiare tutto il suo estro comico, con risultati a dir poco esilaranti. Piccoli tocchi che fanno della miniserie più di un mero nostalgia bait, rendendola un gustoso revival con anche qualcosa di nuovo da dire. Una produzione che farà quasi sicuramente la felicità di tutti i fan storici dell’originale Malcolm.

Guarda il trailer ufficiale di Malcolm: che vita!

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Malcolm: che vita! è la miniserie che ci riporta nella vita della famiglia più disfunzionale dei primi anni 2000. Il formato breve scelto per questo revival rende la serie, più che una vera e propria nuova stagione, una sorta di film celebrativo, di quelli che si facevano per tributare certi show televisivi di un tempo (Hazzard vent'anni dopo). Una produzione nostalgica pensata per i fan, ma anche con qualcosa di nuovo da dire. Bryan Cranston è, come sempre, fantastico.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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Malcolm: che vita! è la miniserie che ci riporta nella vita della famiglia più disfunzionale dei primi anni 2000. Il formato breve scelto per questo revival rende la serie, più che una vera e propria nuova stagione, una sorta di film celebrativo, di quelli che si facevano per tributare certi show televisivi di un tempo (Hazzard vent'anni dopo). Una produzione nostalgica pensata per i fan, ma anche con qualcosa di nuovo da dire. Bryan Cranston è, come sempre, fantastico.Malcolm: che vita!, recensione del revival della serie con Frankie Muniz