Partendo dalla commedia romantica di successo Crazy & Rich (Asians; omesso, per qualche ragione, nel titolo italiano), passando per il marvelliano Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli, fino ad arrivare al grande vincitore dell’ultima edizione degli Oscar Everything Everywhere All at Once, sembrerebbe un periodo d’oro per gli asioamericani in quel di Hollywood.
Una minoranza etnica della popolazione USA per troppo tempo ignorata – o ghettizzata in ruoli di contorno, spesso fortemente stereotipati – che, finalmente, sembrerebbe essere arrivata a reclamare il suo posto nell’immaginario della fabbrica dei sogni di celluloide. Il piccolo schermo non poteva rimanere indifferente a questa ondata “pop-asiatica”, con A24 – dietro al succitato EEAAO, ma anche a The Whale – a guidare la carica anche nel territorio televisivo.
Porta, infatti, il marchio della celebre casa di produzione indipendente Lo scontro, disponibile sulla piattaforma di streaming Netflix a partire dal 6 aprile. Serie di dieci episodi creata dal regista e sceneggiatore di origini coreane Lee Sung Jin (Tuca & Bertie, Undone), affiancato alla regia da Hikari (Tokyo Vice) e Jake Schreier (Al nuovo gusto di ciliegia).
Lo scontro al centro del titolo è quello tra Danny Cho (Steven Yeun, il Glenn di The Walking Dead) e Amy Lau (la celebre comica Ali Wong), una faida che inizia con un piccolo sgarro al volante: una strombazzata di clacson, seguita dal classico dito medio. Per Danny, muratore coreano sull’orlo del fallimento, è la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso; l’uomo ingaggia subito una folle e spericolata gara con l’autista del SUV bianco responsabile del torto, Amy, piccola imprenditrice di successo sommersa dagli oneri lavorativi e familiari. Sarà solo l’iniziò, visto che i due inizieranno a scambiarsi dispetti sempre più pesanti, in una pericolosa escalation pronta a degenerare in modo imprevedibile.

Un’assurda faida dai risvolti grotteschi
Un episodio quotidiano di road rage, già incipit del film Il giorno sbagliato, prende qui derive molto lontane dal puro genere, assumendo quasi i tratti di un’analisi sociologica. I due protagonisti, entrambi di origini asiatiche, subiscono forti pressioni sociali: Danny vorrebbe mettere da parte i soldi per riuscire a comprare una casa ai suoi genitori, mentre Amy è totalmente focalizzata sulla sua carriera, costantemente giudicata dalla suocera Fumi (Patti Yasutake), che non la ritiene all’altezza del figlio artista George (Joseph Lee).
Lo scontro, in cui si immergono totalmente, è una sorta di scusa per non pensare ai loro problemi quotidiani; una distrazione dalla natura quasi catartica, in cui incanalare tutto lo stress e tutta la rabbia repressa nei confronti del mondo. A confine tra il comico e il drammatico, la serie porta avanti gli atti di ritorsione perpetrati dai due, uno nei confronti dell’altra, tra colpi bassissimi e momenti al limite del grottesco, dove la situazione sfuggirà presto di mano, come nella più classica delle pellicole dirette dai fratelli Coen (il pensiero va a Fargo e a Burn After Reading). Una guerra che non risparmierà i loro cari.
La storia di due individui fondamentalmente soli, abituati a portare il peso del mondo sulle proprie spalle, non avvezzi a parlare apertamente dei propri problemi, neppure alle persone a loro più vicine. I protagonisti de Lo scontro sono due “broken people” con traumi profondamente radicati nella loro infanzia, nella loro storia familiare e culturale, che continuano involontariamente a ferire tutte le persone intorno a loro, alimentando all’infinito un circolo vizioso di dolore e sofferenza. Un soggetto tragicomico che la serie riesce a mettere in scena con la giusta dose di ironia, senza perdere la capacità di toccare nel profondo lo spettatore e di commuoverlo.


