martedì, Marzo 28, 2023
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Liaison, recensione della serie spy thriller con Vincent Cassel e Eva Green

La recensione di Liaison, serie spy thriller con protagonisti Vincent Cassel e Eva Green. Disponibile su Apple TV+ dal 24 febbraio.

È disponibile dal 24 febbraio sulla piattaforma di streaming Apple TV+ Liaison, serie tv spy thriller di produzione anglo-francese (dopo il rilascio del primo episodio, i restanti cinque seguiranno un’uscita settimanale).

Una coproduzione evidente sin dai nomi degli autori e delle maestranze coinvolte, con provenienze spartite quasi equamente tra i due paesi dietro l’operazione; in primis, la creatrice e showrunner Virginie Brac (Mortale, Cheyenne & Lola), di origini d’oltralpe, e il regista Stephen Hopkins (24: Legacy, The Fugitive), britannico-australiano.

Liaison presenta una classica trama spionistica: in uno scenario contemporaneo, degli attacchi hacker sempre più preoccupanti stanno causando disastri nel Regno Unito (si passa dal sabotaggio di un sistema di chiuse, che dovrebbe prevenire lo straripamento del Tamigi, ad un drammatico incidente ferroviario).

Una escalation di aggressioni terroristiche, la cui matrice sembrerebbe siriana, in cui si ritrovano coinvolti l’agente mercenario Gabriel Delage (Vincent Cassel), al soldo del governo francese, e l’analista informatica britannica Alison Rowdy (Eva Green), precedentemente legati da un rapporto sentimentale.

Un intrigo spionistico poco appassionante

Nell’era dello streaming c’è una evidente fame, da parte del pubblico, di thriller spionistici, preferibilmente pronti a catapultare e coinvolgere lo spettatore in intrighi e avventure in giro per il mondo (The Night Manager, The Old Man).

Non è da meno Liaison, che mette in scena una storia con un prologo ambientato in Siria, per poi arrivare in Europa, tra Francia e Inghilterra, passando attraverso un momento ad alta tensione al confine turco, seguendo le peripezie dei personaggi di Vincent Cassel ed Eva Green (già l’affascinante Vesper Lynd, il grande amore del James Bond di Daniel Craig, in Casino Royale), a caccia dei fantomatici hacker responsabili degli attentati.

Ma è arduo seguire tutti i complessi passaggi della vicenda a causa di una sceneggiatura eccessivamente contorta, che si perde nel suo corposo cast di figure governative, sempre a discutere e a tramare nelle stanze del potere, e di mercenari che lavorano, non ufficialmente, per un paese o per l’altro.

Un problema non da poco, che rende di difficile approccio questa serie di spionaggio d’ambientazione post-Brexit – dove, infatti, i rapporti tra Francia e Gran Bretagna non sono per niente amichevoli – largamente influenzata, nei toni, da opere letterarie come quelle dello scrittore John le Carré (da annoverare tra i migliori adattamenti tratti dai suoi romanzi La talpa, con uno strepitoso Gary Oldman).

Ma i difetti di Liaison, purtroppo, non si fermano qui. Il succitato contesto post-Brexit e l’interessante – e spaventosa – idea che ruota attorno alla fragilità delle infrastrutture digitali di una nazione, rendendola vulnerabile a pericolosi attacchi informatici, sono poco sfruttate, perdendosi nell’intricato e poco appassionante intreccio spionistico.

Un’occasione sprecata, che poteva creare tensione facendo leva su paure sempre più attuali (soprattutto per paesi occidentali molto vulnerabili, da questo punto di vista, come il nostro), dove neppure il magnetismo dell’ottimo cast basta a tenere alta l’attenzione dello spettatore.

Guarda il trailer ufficiale di Liaison 

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Nonostante la presenza nel cast di nomi del calibro di Vincent Cassel ed Eva Green, Liaison mette in scena un intrigo spionistico poco appassionante. La serie tv di produzione anglo-francese presenta un intreccio eccessivamente complesso, che fatica a mantenere viva l'attenzione dello spettatore. Una storia che non riesce a sfruttare in modo interessante il contesto post-Brexit e la minaccia, molto attuale, di un possibile attacco alle nostre vulnerabili infrastrutture informatiche.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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Nonostante la presenza nel cast di nomi del calibro di Vincent Cassel ed Eva Green, Liaison mette in scena un intrigo spionistico poco appassionante. La serie tv di produzione anglo-francese presenta un intreccio eccessivamente complesso, che fatica a mantenere viva l'attenzione dello spettatore. Una storia che non riesce a sfruttare in modo interessante il contesto post-Brexit e la minaccia, molto attuale, di un possibile attacco alle nostre vulnerabili infrastrutture informatiche.Liaison, recensione della serie spy thriller con Vincent Cassel e Eva Green