martedì, Settembre 27, 2022
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Landscapers – Un crimine quasi perfetto, recensione della miniserie con Olivia Colman

La recensione di Landscapers - Un crimine quasi perfetto, miniserie con Olivia Colman. Dal 14 gennaio su Sky e in streaming su NOW.

Creata e scritta da Ed Sinclair, prodotta anche dall’attrice protagonista Olivia Colman e co-prodotta da HBO, dal 14 gennaio arriverà su Sky Atlantic (e in streaming su NOW) la serie tv Landscapers – Un crimine quasi perfetto. Suddivisa in quattro episodi da circa un’ora ciascuno, questa miniserie è ad oggi una delle più originali mai viste per forma e contenuti.

L’idea parte dalla vera storia di un’apparentemente tranquilla coppia inglese di mezza età, accusata di aver ucciso e seppellito nel giardino di casa i corpi dei genitori di lei. Ancora oggi gli assassini, i coniugi Edwards, si dichiarano innocenti non solo dell’omicidio ma anche dell’accusa di furto di una ingente somma di denaro sempre a scapito delle vittime. Gli Edwards, infatti, dopo aver compiuto il delitto, sono stati in viaggio per circa quindici anni senza che nessuno si accorgesse di quello che avevano combinato e pare che il caso sia venuto a galla quando Christopher Edwars (interpretato da David Thewlis), in preda alla disperazione a causa delle scarse risorse economiche, ha chiamato la matrigna rivelandole la verità. A quel punto la donna ha avvisato le forze di polizia, che hanno trovato la coppia in Francia e portata in Inghilterra in attesa di un processo.

Per quanto la storia farebbe pensare cinematograficamente ad un poliziesco, Landscapers – Un crimine quasi perfetto è tanto altro e definirne il genere è impossibile. Lo spettatore si trova di fronte a circa quattro ore di humor nero, romanticismo, metacinema, follia e suspense. Il magistrale lavoro di interpretazione di Olivia Colman (The Crown) nei panni di Susan Edwards genera un personaggio inquietante, ma che allo stesso tempo provoca nello spettatore sentimenti contrastanti, a partire da una fortissima sensazione di tenerezza. Più volte il marito la definisce “fragile”; Susan infatti è un personaggio dal passato complicato, con alle spalle una storia di violenza familiare, che come difesa personale si è rifugiata nel magico mondo del cinema.

Appassionata di vecchi film western e di Gary Cooper, immagina spesso di vivere in un’altra realtà; una delle immagini sicuramente più originali e belle è quella relativa all’inseguimento dei due coniugi da parte della polizia, che attraverso gli occhi di Susan vediamo come una sparatoria alla western all’interno di un bosco. Ovviamente Christopher è rappresentato come l’eroe della storia, pronto a difendere a costo della propria vita la moglie che, a sua volta, non vuole abbandonare il proprio amore per salvarsi. Scene altrettanto cariche di pathos, capaci di sbalordire lo spettatore, sono quelle relative agli interrogatori subiti dalla coppia; siamo davanti a scene di metacinema, dove le dinamiche dell’omicidio, ipotizzate dalla polizia, vengono rappresentate come sequenze all’interno di diversi set cinematografici dove, a fare da regista, sono sia i poliziotti che gli indagati.

Landscapers

Il botta e risposta delle due parti sono i due diversi modi di dirigere le scene sul set, dove sono presenti anche i personaggi delle vittime, che vengono continuamente spostati da una posizione all’altra in base alla versione della storia raccontata dai coniugi Edwards. Per quanto caotica e folle possa sembrare questa struttura narrativa, in realtà Ed Sinclair riesce a gestire con grande linearità questo tipo di esperimento, lasciando a bocca aperta lo spettatore per tutta la durata della miniserie.

L’ottima interpretazione di Olivia Colman (moglie di Sinclair nella vita reale) è affiancata anche da quella di David Thewlis, che delinea un personaggio iconico vestendo i panni di Christopher Edwards. Egli, per quanto apparentemente possa sembrare meno “fragile” rispetto alla moglie, ha – a detta della matrigna – un passato da inetto: Christopher è un uomo che, nonostante le grandi capacità intellettive, non ha mai raggiunto alcun obiettivo degno di nota.

È certamente meno sognatore della moglie, nonostante sia, anche lui, un grande appassionato di cinema, e cerca di essere il più pratico possibile al fine risolvere tutti i problemi, soprattutto economici, creati da Susan. La donna, infatti, spende più soldi di quelli che si potrebbe permettere, comprando locandine cinematografiche originali e foto autografate di attori, custodendo il tutto come un tesoro sacro. La coppia, nonostante le difficoltà, è sempre molto unita, la loro è una storia d’amore a tutti gli effetti, una delle più belle mai viste in una serie tv; quello degli Edwards è un matrimonio felice, fondato sul rispetto reciproco, un amore quasi di altri tempi, rafforzato, probabilmente, dal segreto scomodo dell’omicidio commesso.

Tutte queste caratteristiche appena elencate sono intervallate anche da scene di grande humor nero all’inglese. La parte comica della miniserie è riservata ai dialoghi tra i poliziotti addetti al caso Edwards e, in parte, al personaggio dell’avvocato difensore della coppia. Sebbene possano sembrare ad un primo sguardo scene decontestualizzate, in realtà si sposano benissimo con il resto della narrazione.

Landscapers – Un crimine quasi perfetto è la sapiente coniugazione di più generi. La miniserie strizza l’occhio al cinefilo facendo continui riferimenti ad un certo cinema d’autore. È certamente un prodotto ambizioso, folle e per niente pop, ma per la sua eccletticità, per la sua spinta verso l’azzardo, sarà di certo apprezzato da un vasto pubblico di spettatori, non necessariamente cinefili incalliti.

Guarda il trailer ufficiale di Landscapers

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Landscapers - Un crimine quasi perfetto è la sapiente coniugazione di più generi. È certamente un prodotto ambizioso, folle e per niente pop, ma per la sua eccletticità, per la sua spinta verso l’azzardo, sarà di certo apprezzato da un vasto pubblico di spettatori, non necessariamente cinefili incalliti. 
Chiara Marchi
Chiara Marchi
La passione per il cinema nasce dopo la visione al cineclub Arsenale di Pisa di Metropolis di Fritz Lang, in quarta ginnasio | Film del cuore: C’era una volta in America | Il più grande regista: Billy Wilder | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "Nessuno è perfetto." (A qualcuno piace caldo)

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