Nell’ambito della 19esima edizione della Festa del Cinema di Roma è stata presentata l’ultima stagione de L’amica geniale, Storia della bambina perduta, capitolo conclusivo della saga tratta dai romanzi di Elena Ferrante.
Diretto da Laura Bispuri (Vergine giurata, Figlia mia), che prende il posto di Saverio Costanzo dietro la macchina da presa, il quarto e ultimo ciclo di episodi segue Lila e Lenù, ora interpretate da Irene Maiorino e Alba Rohrwacher, nella stagione della maturità. La serie, composta da 10 episodi, arriverà dall’11 novembre su Rai1; noi abbiamo visto in anteprima i primi due episodi.
Lontano da Napoli
Distanti ma, in qualche modo, sempre vicine nel bene e nel male, Lila e Lenù conducono vite diversissime: una a Napoli, l’altra a Firenze in procinto di separarsi dal marito Pietro dopo che Nino Sarratore è tornato prepotentemente nella sua vita.
È infatti proprio Elena, con i suoi sconvolgimenti personali e le sue idiosincrasie, ad essere maggiormente protagonista in questo incipit di stagione in cui la vediamo lasciare la vita coniugale per seguire Sarratore ovunque; il tutto sullo sfondo degli sconvolgimenti politici e culturali nell’Italia degli anni Settanta. Ma Nino – interpretato per la prima volta da Fabrizio Gifuni (visto di recente ne Il tempo che ci vuole) – non è cambiato e si dimostrerà più manipolatore e narcisista che mai, intrappolando Elena in una spirale di dipendenza affettiva.
Bispuri accetta il testimone e dà il suo tocco a un lavoro già profondamente caratterizzato, riuscendo sia a mantenere coerenza e continuità sia a essere fedele al materiale originale, giunto probabilmente alla sua dimensione meno intima. In questa parte della narrazione, infatti, Napoli è ancora lontana e solo più avanti si trasformerà da luogo da cui è necessario fuggire a luogo in cui si deve fare comunque ritorno. La stessa assenza presente di Lila fa sì che l’intreccio risulti molto differente rispetto alle stagioni precedenti ma, come anticipato, ciò trova un suo riscontro nel materiale originale a cui la serie cerca comunque di restare fedele.

Viaggio introspettivo
Non sappiamo tuttavia quale sia il taglio che è stato dato ai prossimi episodi; per il momento ci limitiamo ad affermare che grande spazio viene dato al viaggio di Elena che, con le sue contraddizioni, non riesce a trovare un proprio posto nel mondo; né come donna, né tantomeno come autrice.
Se con le sue opere Lenù riesce a mostrarsi libera e svincolata da quei disvalori che tanto ripudia, nel suo privato resta ancora una volta soggiogata dalla figura di Nino, divenuto ormai un trasformista disposto a tutto pur di cogliere opportunità a qualunque prezzo, sul piano lavorativo quanto su quello personale. Un ladro emotivo che soggioga la protagonista in un meccanismo contorno e malato, rendendola incapace di prendersi cura di sé e delle sue stesse figlie.
Se infatti è la passività l’atteggiamento che d’ora in avanti contraddistinguerà di più Elena, lo stesso non si può dire di Lila, orgogliosa e ferma nelle sue posizioni. Opposte e complementari, le due amiche sono ancora una volta i due volti della stessa medaglia, rappresentando una femminilità libera e coraggiosa in un mondo maschilista che tenta di schiacciarle nella loro essenza. Un mondo in cui nessun uomo riesce mai ad avere un ruolo davvero positivo e in cui le due protagoniste si fanno largo, stavolta accompagnandoci verso l’ultima stagione della loro vita.


