martedì, Febbraio 10, 2026
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IT: Welcome to Derry, recensione della serie prequel ispirata al romanzo di Stephen King

Dopo i due adattamenti cinematografici, il regista Andy Muschietti torna ad occuparsi del romanzo di Stephen King con la serie prequel IT: Welcome to Derry. Disponibile in streaming su NOW.

“Sì però il pagliaccio, quello di King, mi ha rovinato il piacere di andare al circo”. Parafrasando questo verso della canzone “Gargaroz” di Elio e le Storie Tese – nel testo originale si parlava de Lo squalo di Steven Spielberg – si ottiene la perfetta descrizione dell’impatto che ha avuto sull’immaginario collettivo Pennywise, il terrificante clown mangia-bambini di “IT”. Sinistra figura che è arrivata a traumatizzare un pubblico ancora più ampio, soprattutto della generazione Millennial, grazie alla popolare miniserie degli anni ’90.

Ora, parliamoci chiaro. Nonostante l’iconica performance di Tim Curry, in forma smagliante come solo in The Rocky Horror Picture Show, quella produzione lasciava abbastanza a desiderare. D’altronde rappresentava, in tutto e per tutto, un prodotto televisivo di quell’epoca, con tutti i limiti produttivi, e nella rappresentazione grafica della violenza, del caso. Oltretutto, difficile trasporre la complessità della corposa opera di Stephen King in sole tre ore (sembrano tante, ma tenente conto che si parla di un libro di oltre mille pagine).

Il ritorno di IT sul piccolo schermo

Dopo il successo del dittico cinematografico diretto da Andy Muschietti, ex pupillo di Guillermo del Toro (La madre), era naturale che le strade del terrificante clown ballerino e del piccolo schermo si sarebbero di nuovo incrociate. Cosa scontata in questo periodo, dove Warner e HBO hanno deciso di puntare sempre di più su IP consolidate del loro catalogo (le serie di prossima uscita di Harry Potter e A Knight of the Seven Kingdoms). Ma la creatura di King, questa volta, torna in tv non in una trasposizione diretta del romanzo, già adattato nelle due succitate pellicole per il cinema, ma con un inedito prequel.

Creata dallo stesso Muschietti, con la sorella Barbara e Jason Fuchs (Wonder Woman, Argylle), IT: Welcome to Derry è disponibile in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW. Una serie di otto episodi – e più, visto che sono state annunciate altre due stagioni – che si propone di espandere, se non addirittura di reinventare, la mitologia del tenebroso universo narrativo del libro originale, creando anche collegamenti importanti con altre opere della produzione kinghiana (entreremo nel dettaglio più avanti).

La trama di IT: Welcome to Derry

1962. C’è qualcosa che non va a Derry, cittadina nel Maine (dove altro potrebbe essere ambientata la storia?). È come se tutta la piccola comunità fosse avvolta da un’inquietante aura maligna. A rendersene conto è soprattutto un gruppo di preadolescenti – Lilly Bainbridge (Clara Stack), Ronnie Grogan (Amanda Christine), Teddy Uris (Mikkal Karim-Fidler) e Phil Malkin (Jack Molloy Legault) – alla ricerca di un amico misteriosamente scomparso quattro mesi prima, Matty Clements (Miles Ekhardt). Che il tutto sia collegato alle strane ricerche condotte dai militari della vicina base, comandata dal generale Francis Shaw (James Remar)?

IT: Welcome to Derry parte indubbiamente con il botto. La scena d’apertura, dove Matty cerca di scappare dalla maledetta cittadina facendo l’autostop, si trasforma presto in un incubo a occhi aperti, con disturbanti derive body horror (il disgustoso parto del bambino mutante). Ma la serie riesce a regalare anche altri momenti genuinamente inquietanti, come quello dell’automutilazione di Marge (Matilda Lawler) nel quarto episodio. Highlight dove la serie cattura l’atmosfera di insostenibile oppressione del capolavoro letterario di King, superando – almeno per chi scrive – anche le parti più riuscite delle due precedenti pellicole dirette da Muschietti.

Alcuni interessanti riferimenti alla cultura pop

Un primo episodio che contiene anche interessanti riferimenti alla cultura pop, non solo al mondo dei film (in un cinema viene proiettata una scena del musical Capobanda, dove un truffatore diffonde il panico morale fra gli abitanti della cittadina di River City, un po’ come IT instilla paura nei cuori dei ragazzini di Derry) ma anche a quello dei fumetti (viene mostrato il numero 298 di Detective Comics, dove appare per la prima volta il secondo Clayface, villain di Batman con la capacità di mutare aspetto come la creatura al centro della serie).

Ma è probabilmente d’ispirazione fumettistica anche una delle migliori trovate di IT: Welcome to Derry: la sconvolgente scelta di fare morire due dei suoi protagonisti alla fine della prima puntata. Un’idea simile a quanto fatto dallo scrittore Chris Claremont all’inizio del suo lungo e importante ciclo di storie degli X-Men, quando decise di eliminare il personaggio di Thunderbird in una delle prime avventure di questa incarnazione del celebre gruppo di supereroi. Espediente narrativo che trasmette un messaggio forte e chiaro al pubblico: nessuno dei protagonisti della storia è al sicuro.

Collegamenti con l’universo kinghiano

Oltre a queste succose citazioni alla cultura pop in generale, IT: Welcome to Derry si diverte, come anticipato, a disseminare riferimenti, più o meno importanti, agli altri lavori di King. La connessione più importante è, sicuramente, la presenza del personaggio di Dick Hallorann, il cuoco sensitivo di Shining che cerca di aiutare il piccolo Danny. Qui troviamo un Hallorann arruolato tra le fila dell’esercito (Chris Chalk, credibile come versione più giovane dello Scatman Crothers del film di Kubrick), intento a utilizzare la sua “luccicanza” per aiutare il generale Shaw nella sua ricerca.

La missione del militare, infatti, è quella di localizzare la fonte del potere di IT per utilizzarla a favore degli USA nella Guerra fredda. Il governo statunitense in cerca di risorse soprannaturali da usare a proprio vantaggio fa pensare a un’altra produzione ispirata a un racconto dello scrittore del Maine: Cuori in Atlantide. Altre citazioni minori all’universo kinghiano presenti nella serie vanno dalla nomina di alcuni luoghi, come la cittadina di Castle Rock e la prigione di Shawshank, alla fitta nebbia che cala su Derry durante lo scontro finale con Pennywise, memore del racconto The Mist, portato al cinema da Frank Darabont in un sottovalutato adattamento.

Un’amara delusione…

Nonostante alcuni momenti orrorifici riusciti e queste gustose perle per gli appassionati, IT: Welcome to Derry si dimostra, purtroppo, zoppicante dal punto di vista narrativo. La serie di Muschietti & Co., infatti, troppo spesso si ritrova a girare a vuoto, disattendendo le buone impressioni lasciate dalla prima manciata di episodi. Una serie che stravolge anche la mitologia del romanzo d’origine ripiegando su cliché abusati del fantasy, fra pietre magiche e antichi monili indiani ricavati dalla meteorite con cui il mostro è giunto sulla Terra. La produzione, inoltre, è afflitta da effetti in CGI la cui realizzazione lascia spesso a desiderare (la terribile sequenza del cimitero nel terzo episodio). Peccato, perché c’erano tutti i presupposti per un prodotto seriale di buon livello.

Guarda il trailer ufficiale di IT: Welcome to Derry

GIUDIZIO COMPLESSIVO

IT: Welcome to Derry ci riporta nel terrificante mondo del romanzo di Stephen King per una storia prequel agli eventi delle due pellicole precedenti. Torna il regista Andy Muschietti, co-creatore della serie insieme alla sorella Barbara e a Jason Fuchs. Nonostante qualche momento orrorifico riuscito, soprattutto nella prima manciata di episodi, e alcune interessanti connessioni ad altre opere dello scrittore del Maine, la produzione si ritrova presto a girare a vuoto. Non aiutano alcuni pessimi effetti in CGI.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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IT: Welcome to Derry ci riporta nel terrificante mondo del romanzo di Stephen King per una storia prequel agli eventi delle due pellicole precedenti. Torna il regista Andy Muschietti, co-creatore della serie insieme alla sorella Barbara e a Jason Fuchs. Nonostante qualche momento orrorifico riuscito, soprattutto nella prima manciata di episodi, e alcune interessanti connessioni ad altre opere dello scrittore del Maine, la produzione si ritrova presto a girare a vuoto. Non aiutano alcuni pessimi effetti in CGI.IT: Welcome to Derry, recensione della serie prequel ispirata al romanzo di Stephen King