venerdì, Aprile 16, 2021
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Gli Irregolari di Baker Street, recensione della serie Netflix

Tra indagini da incubo e vicende sentimentali, Gli Irregolari di Baker Street propone una rilettura teen horror di Conan Doyle. Dal 26 marzo su Netflix.

Gli Irregolari di Baker Street, in arrivo su Netflix il 26 marzo, è una nuova serie dalle tinte sovrannaturali ambientata nel mondo di Sherlock Holmes. Creata da Tom Bidwell (autore che ha mosso i suoi primi passi nel mondo del teatro e della radio, per poi approdare al piccolo schermo), la serie è prodotta dalla Drama Republic, compagnia fondata da Roanna Benn e Greg Brenman (uno dei produttori della prima stagione del cult Peaky Blinders, nonché dietro un’altra serie mystery d’ambientazione vittoriana come Ripper Street).

La serie britannica – composta da otto episodi dalla durata di cinquanta minuti circa – prende ispirazione dal gruppo degli Irregolari: una banda di ragazzini – classici vagabondi dickensiani costretti a vivere di espedienti – che, nei romanzi e racconti di Sir Arthur Conan Doyle, viene spesso adoperata da Holmes come suoi occhi e sue orecchie per le strade di Londra. Quando il famoso detective ha bisogno di scovare in quale malfamata pensioncina un sospettato stia alloggiando, o di altre informazioni simili, paga le suddette piccole canaglie per ficcanasare in giro per la città.

Questa versione televisiva rielabora la fonte letteraria introducendo elementi sovrannaturali e una visione nuova ed originale dei protagonisti. Qui il dottor Watson (Royce Pierreson) ingaggia il giovane gruppo, guidato dalla risoluta Bea (Thaddea Graham), per indagare su strani casi legati all’occulto, sfruttando le abilità sovrannaturali di Jessie (Darci Shaw), la sorella sensitiva di Bea. Nella prima parte non vedremo Sherlock Holmes (Henry Lloyd-Hughes); qui il famoso detective è una misteriosa e sfuggevole figura, ci verrà rivelato di più su di lui col proseguire delle avventure degli Irregolari. Completano il quadretto il rissoso Billy (Jojo Macari), l’ironico Spike (Mckell David) e Leo (Harrison Osterfield), rampollo reale emofiliaco che prenderà parte alle indagini del gruppo per sfuggire alla sua gabbia dorata, ma anche per conquistare il cuore di Bea.

Gli Irregolari di Baker Street riprende l’affascinante ambientazione gotico-vittoriana già vista in altre serie, come Penny Dreadful, declinandola a toni young adult. Il target a cui punta sono gli adolescenti, coetanei dei suoi giovani protagonisti, affiancando alle avventure orrorifiche – con anche un pizzico di gore – elementi appetibili a quella fascia di pubblico. Largo spazio è infatti dedicato agli intrighi sentimentali – che Jessie definisce simpaticamente, scherzando con la sorella, “intrallazzi” – con tanto di classico triangolo amoroso tra Bea, Billy e Leo. Presenti anche tante tematiche legate all’adolescenza, come l’amicizia, l’accettarsi e trovare il proprio posto nel mondo.

Strutturalmente Gli Irregolari di Baker Street riprende la classica formula del Monster of the Week, popolarizzata negli anni ’90 dall’iconico X-Files. Quindi avremo, soprattutto nella prima metà della stagione, episodi autoconclusivi, dove i nostri affronteranno e sconfiggeranno la minaccia paranormale di turno. Insieme al caso dell’episodio la narrazione porta avanti anche una trama orizzontale, che diventerà man mano sempre più predominante. Questa impostazione, già largamente sfruttata anche in serie recenti simili (da Supernatural a Sleepy Hollow), viene presto a noia. Le storie in sé presentante non sono particolarmente originali e accattivanti, tranne qualche rara eccezione, come il terzo episodio.

Dal quinto episodio, dove decolla definitivamente la linea narrativa dal respiro più ampio, le cose decisamente migliorano, portando anche in scena una versione abbastanza inedita e tragica di Sherlock Holmes. Non mancano i colpi di scena, purtroppo alcuni di questi risultano scontati e intuibili sin dalle prime puntate. Nota positiva della serie è invece il giovane cast, affiatato e capace di rendere simpatici personaggi abbastanza stereotipati.

Gli Irregolari di Baker Street non brilla particolarmente per originalità o finezza narrativa, ma troverà sicuramente qualche estimatore tra i più giovani, soprattutto grazie alla simpatia e al carisma dei suoi protagonisti. Si spera che in una ipotetica seconda stagione i difetti vengano superati, o almeno stemperati.

Guarda il trailer ufficiale di Gli Irregolari di Baker Street

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Una serie pensata per un target adolescenziale, che unisce il mondo di Sherlock Holmes con l'horror e il sovrannaturale. Tra indagini da incubo e vicende sentimentali, Gli Irregolari di Baker Street arranca riproponendo una struttura già vista e contenuti non particolarmente brillanti. Si salvano giusto qualche episodio e il giovane cast.
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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