venerdì, Agosto 19, 2022
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Inventing Anna, recensione della nuova serie targata Shondaland

La recensione di Inventing Anna, la nuova serie targata Shondaland con Julia Garner. Dall'11 febbraio disponibile su Netflix.

Dall’11 febbraio, sulla piattaforma di streaming Netflix, arriverà Inventing Anna, la nuova serie prodotta dalla Shondaland, quindi dalla ormai più che famosa Shonda Rhimes. L’idea è nata da un articolo giornalistico del New York Magazine scritto da Jessica Parker dal titolo “How Anna Delvey tricked New York’s Party People”, articolo che ha destato molto scalpore e curiosità per la storia raccontata. Il pubblico seguace della regina delle serie tv americane è in trepidante attesa rispetto all’uscita di Inventig Anna, soprattutto dopo il grande successo ottenuto con la serie Bridgerton; ma riuscirà la serie a soddisfare le aspettative dei followers della Rhimes?

La storia racconta la vicenda di Anna Sorokin (interpretata da Julia Garner, già vista in altre serie come Ozark), meglio conosciuta come Anna Delvey, una giovane donna che ha finto di essere una persona diversa da chi fosse realmente, interpretando una ricca figlia di papà di nazionalità tedesca. Anna ha trascorso anni a cercare di entrare nell’alta società newyorkese e, una volta raggiunto questo scopo, è riuscita a mettere su delle vere e proprie truffe. Nella realtà Anna è un’estetista, nata in Russia nel 1991 e vissuta in Germania, Londra e Parigi; New York è la sua ultima tappa, raggiunta nel 2013. Abilissima raggiratrice di banchieri e avvocati, riesce a vivere nella città americana nel lusso più sfrenato senza possedere neanche un soldo.

Il prodotto targato Shondaland e Netflix è certamente una versione romanzata di questa storia sicuramente accattivante, dove la protagonista non è più Anna Delvey ma la giornalista del celebre articolo, nella miniserie battezzata con il nome di Vivian, interpretata dall’attrice Anna Chlumsky (Veep – Vicepresidente incompetente). Vivian è in una fase di stallo dal punto di vista lavorativo, meno da quello della vita privata in quanto in dolce attesa. Per riprendere in mano la propria carriera di giornalista, decide di dedicarsi anima e corpo alla storia di Anna Delvey, storia in cui vede senza ombra di dubbio un grande potenziale.

Dopo le prime resistenze da parte del suo caporedattore, riesce ad ottenere il permesso di occuparsi del caso e così inizia il suo lungo lavoro di intervista alle persone che avevano avuto contatti con Anna e ad Anna stessa. Molti saranno i suoi viaggi verso il carcere che detiene la truffatrice e ben presto la storia della ragazza apparirà sempre più affascinante alla giornalista; tra le due si instaura, difatti, un rapporto particolare, quasi di rispetto reciproco.

Cr. David Giesbrecht/Netflix © 2021

Il racconto è per tutta la durata della miniserie (10 episodi da 60 minuti ciascuno) quello di Anna, a partire dal suo arrivo a New York alle prime conoscenze e al suo fidanzamento. Vengono sottolineate spesso caratteristiche molto affascinanti del personaggio, come il suo grande fiuto per gli affari, il gusto per l’arte e la grande conoscenza di quest’ultima (basti pensare al racconto che fa ad una ricca newyorkese, all’interno di una galleria d’arte contemporanea, di una foto di Cindy Sherman).

La storia scelta per questa nuova serie è certamente il frutto di un’operazione scaltra al pari di Anna Delvey, ma la forma non è all’altezza del contenuto. Un montaggio serratissimo, con tanto di immagini sovrapposte estrapolate da Instagram per raccontare la vita mondana della protagonista, rende la miniserie un prodotto estremamente giovane e dinamico, ma allo stesso tempo superficiale. Nonostante la storia sia quella di un unico personaggio, la caratterizzazione dello stesso non le rende giustizia: la maschera che cela la vera Anna sarebbe potuta essere celebrata e raccontata maggiormente, con più profondità anche dal punto di vista psicologico, ma lo stile registico della serie banalizza il tutto.

La stessa Julia Garner, per quanto inizialmente mostri una mimica facciale convincente, finisce ben presto per annoiare lo spettatore in quanto è sempre la stessa; a distruggere l’intera figura di Anna Delvey all’interno della serie, come a dare il colpo di grazia, è però lo scadente doppiaggio italiano. A trattenere lo spettatore davanti alla tv sono sicuramente alcuni misteri e colpi di scena, che purtroppo però non bastano a far giudicare positivamente Inventig Anna.

Guarda il trailer ufficiale di Inventing Anna

GIUDIZIO COMPLESSIVO

A trattenere lo spettatore davanti alla tv sono sicuramente alcuni misteri e colpi di scena, che purtroppo però non bastano a far giudicare positivamente Inventig Anna.
Chiara Marchi
Chiara Marchi
La passione per il cinema nasce dopo la visione al cineclub Arsenale di Pisa di Metropolis di Fritz Lang, in quarta ginnasio | Film del cuore: C’era una volta in America | Il più grande regista: Billy Wilder | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "Nessuno è perfetto." (A qualcuno piace caldo)

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