venerdì, Luglio 19, 2024
HomeSerie TvRecensioni Serie TvHouse of the Dragon - Seconda Stagione, recensione dei primi due episodi

House of the Dragon – Seconda Stagione, recensione dei primi due episodi

Tratta dal romanzo "Fuoco e sangue" di George R. R. Martin, torna con la seconda stagione House of the Dragon. Dal 17 giugno su Sky e in streaming su NOW.

Ritorna il mortale gioco dei troni con la seconda stagione di House of the Dragon, in anteprima su Sky e in streaming solo su NOW dal 17 giugno, in contemporanea assoluta con gli USA. Un’edizione insolitamente estiva per il prequel di Game of Thrones, che questa volta ci accompagnerà fino al 5 agosto; un appuntamento settimanale a base di sangue, sesso e draghi (parafrasando la formula “sangue, sesso e Bibbia” dei colossal religiosi diretti da Cecil B. DeMille). Un ritorno nel continente di Westeros pronto a soddisfare la nostra sempre presente voglia di intrighi e tradimenti, che promette anche l’entrata in gioco di nuovi fondamentali attori, ma con un elemento di familiarità (i nostri fan degli amici del Nord, grandi assenti della scorsa annata, non dovranno attendere molto per tornare tra le mura di Grande Inverno e sulla Barriera).

Torna l’autore George R. R. Martin che, distratto ancora una volta dai suoi impegni letterari, ricopre il ruolo di showrunner insieme a Ryan Condal (il film Rampage – Furia Animale, la serie Colony). Questa nuova stagione di House of the Dragon perde, invece, l’altro suo showrunner, il regista Miguel Sapochnik, dietro l’epico episodio della serie madre “Battle of the Bastards”, premiato con due Primetime Emmy. Addio che avrà probabilmente generato reazioni contrastanti, visto il rapporto di amore-odio dei fan verso il regista inglese di origini argentine (le critiche infervorate, soprattutto da parte del velenoso popolo del web, per gli episodi “The Long Night” di Game of Thrones e “Driftmark” di House of the Dragon, accusati di avere una fotografia troppo cupa, tanto da rendere alcune sequenze difficilmente leggibili).

Un ritorno a Westeros dai toni funerei

Il primo dei due episodi che abbiamo visionato in anteprima parte proprio da dove la serie ci aveva lasciato due anni fa: poco dopo la morte del giovane Lucerys (Elliot Grihault), secondogenito di Rhaenyra Targaryen (Emma D’Arcy), per mano di Aemond (Ewan Mitchell) e del suo mastodontico drago Vhagar. Una perdita pronta a inasprire l’imminente conflitto tra la figlia del defunto re Viserys, affiancata dallo zio e consorte Daemon (Matt Smith), e il fratellastro Aegon (Tom Glynn-Carney), reggente fantoccio messo sul Trono di Spade dall’ambiziosa e manipolatrice madre Alicent Hightower (Olivia Cooke) e dal nonno Otto (Rhys Ifans), suo Primo Cavaliere. Mentre le parti in contesa cercano di allargare la propria cerchia di alleati tra le casate dei Sette Regni, si vengono a creare tensioni e contrasti anche in seno alle due stesse fazioni. Una situazione pronta a esplodere in un unico possibile risultato: “fuoco e sangue”.

Come sempre, troviamo ad accoglierci l’ormai iconica sigla composta da Ramin Djawadi, questa volta sulle immagini di arazzi che illustrano la sanguinosa guerra tra i membri della famiglia Targaryen, sicuramente più belline dei precedenti ingranaggi nella roccia attivati dal sangue, realizzati in una CGI non proprio eccelsa. Il miglior aggettivo per descrivere l’atmosfera che pervade i primi due episodi di questa annata di House of the Dragon è “funerea”. Rhaenyra è una madre dal cuore dilaniato, alla disperata ricerca dei resti del figlio appena assassinato in modo da poter finalmente dare sfogo al proprio lutto. Una sofferenza resa magnificamente su schermo dall’ottima interpretazione di Emma D’Arcy, che lesina le parole ma offre espressioni cariche di un dolore lancinante, con gli occhi sempre visibilmente lucidi.

House of the Dragon. Foto di Theo Whitman/HBO

Una scrittura eccellente e un ottimo cast

Se sul fronte di Roccia del Drago si piange, ad Approdo del Re le cose non vanno tanto meglio. Re Aegon II è sempre più insofferente nei confronti delle decisioni imposte da Otto Hightower, volto a una politica basata sulla prudenza e la diplomazia. Il carattere avventato e ribelle del giovane monarca inizia a prendere sempre più il sopravvento, alimentato anche dalle lusinghe sussurrategli nelle orecchie da manipolatori arrivisti come l’intrigante Larys Strong (Matthew Needham). La situazione non potrà che portare ad accesi contrasti nel Concilio Ristretto, accelerati da una serie di inattesi e drammatici eventi. Si iniziano a intravedere scorci dell’ormai proverbiale follia dei Targaryen, sia in Aegon che nella regina Helaena (Phia Saban), sua moglie ma anche sorella di sangue. Una lenta discesa verso la follia ai vertici del regno, mentre il malcontento popolare cresce.

Questi primi episodi della seconda stagione di House of the Dragon riescono immediatamente a catturare il coinvolgimento emozionale dello spettatore, grazie anche alla solida base offerta dalla precedente annata (ormai i personaggi abbiamo imparato a conoscerli bene, così come il contesto in cui agiscono e le loro complesse relazioni familiari). Una preparazione alla tumultuosa guerra a venire che si prende i suoi tempi, ma che comunque evita di annoiare. Anzi, questo incipit riesce ad avvincere totalmente grazie alla sua eccellente scrittura, capace di coinvolgere con i suoi intrighi di palazzo e a suscitare forti reazioni emotive. Come sempre, l’ottimo cast aiuta (non solo la succitata D’Arcy, ma anche i giganteschi Smith, Cooke e Ifans). Per il resto, ritroverete tutto quello che avete amato della scorsa stagione: un Game of Thrones alla prima maniera, prima delle sua deriva più improntata sulla spettacolarità, con meno linee narrative in cui perdersi e un alto concentrato di lucertoloni alati.

Guarda il trailer di House of the Dragon S2

GIUDIZIO COMPLESSIVO

House of the Dragon ci riporta a Westeros per una seconda stagione che conferma tutti gli aspetti positivi della precedente (l'eccellente scrittura, gli ottimi interpreti). Due primi episodi che si aprono all'insegna del lutto, dove terribili perdite sono pronte a creare forti tensioni e sconvolgimenti in entrambi gli schieramenti rivali di casa Targaryen. Il dolore dilaniante di Rhaenyra per la perdita del figlio assassinato è alternata alla lenta discesa verso la follia del regno del fratellastro Aegon. Un inizio perfetto, dove i fan potranno ritrovare tutto quello che hanno amato della precedente annata: un Game of Thrones alla prima maniera, prima delle sua deriva più improntata sulla spettacolarità, con meno linee narrative in cui perdersi e un alto concentrato di draghi.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -
House of the Dragon ci riporta a Westeros per una seconda stagione che conferma tutti gli aspetti positivi della precedente (l'eccellente scrittura, gli ottimi interpreti). Due primi episodi che si aprono all'insegna del lutto, dove terribili perdite sono pronte a creare forti tensioni e sconvolgimenti in entrambi gli schieramenti rivali di casa Targaryen. Il dolore dilaniante di Rhaenyra per la perdita del figlio assassinato è alternata alla lenta discesa verso la follia del regno del fratellastro Aegon. Un inizio perfetto, dove i fan potranno ritrovare tutto quello che hanno amato della precedente annata: un Game of Thrones alla prima maniera, prima delle sua deriva più improntata sulla spettacolarità, con meno linee narrative in cui perdersi e un alto concentrato di draghi.House of the Dragon - Seconda Stagione, recensione dei primi due episodi