mercoledì, Maggio 19, 2021
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His Dark Materials Stagione 2, recensione della serie

La recensione della seconda stagione di His Dark Materials - Queste Oscure Materie. Disponibile dal 21 dicembre su Sky e NOW TV.

His Dark Materials – Queste Oscure Materie è pronta a tornare per un secondo ciclo di avventure: ispirata sempre all’omonima trilogia dello scrittore britannico Philip Pullman, questa nuova stagione è un adattamento del secondo capitolo intitolato La Lama Sottile, nel quale ritorna la giovanissima protagonista Lyra Belacqua che è interpretata nuovamente da Dafne Keen (Logan – The Wolverine). Al suo fianco ci sono ancora una volta alcune vecchie conoscenze come Ruth Wilson, Lin-Manuel Miranda, James McAvoy e le new-entry Andrew Scott (Fleabag) e Amir Wilson. La seconda stagione sarà disponibile dal 21 dicembre su Sky Atlantic e in streaming su NOW TV.

Lyra (Keen), dopo la prima stagione, è sconvolta per la scomparsa del suo migliore amico, ma al tempo stesso determinata a seguire suo padre Lord Asriel (McAvoy) nello sconosciuto nuovo mondo verso il quale ha aperto con successo un ponte, con l’obiettivo di portare avanti la sua ultima missione contro l’Autorità e creare infine una nuova repubblica. Lyra arriva nella misteriosa città abbandonata di Cittàgazze dove incontra Will (Wilson), un ragazzo del nostro mondo che sta scappando da un passato travagliato. Insieme, Lyra e Will scopriranno presto che i loro destini sono collegati da una profezia su una ragazza e un ragazzo che salveranno il mondo; ma il percorso dei due è costantemente ostacolato dalla nefasta e onnipotente presenza del Magistero. Nel frattempo, la signora Coulter (Ruth Wilson) continua con feroce determinazione la sua ricerca di Lyra per riportarla, a qualunque costo, a casa.

La seconda stagione di His Dark Materials – Queste Oscure Materie è visivamente più sontuosa e fantasmagorica rispetto alla prima: i mondi si intersecano e confondono tra loro, la nostra realtà fa irruzione nel mondo di Lyra (e soci) ma anche la sua dimensione finisce per contaminare la nostra, innescando meccanismi e situazioni che si dipanano come tessere di un domino, riflessi in uno specchio pronti a cadere uno dopo l’altro. Nei primi due episodi – che abbiamo visto in anteprima, in totale sono sette – l’intento è proprio quello di condurre di nuovo lo spettatore per mano, permettendogli si scivolare lentamente in un’atmosfera che si dimostra sempre più fedele a quella della saga originale, almeno sul piano estetico.

Perché se in His Dark Materials – Queste Oscure Materie il contenitore è impeccabile, formalmente ineccepibile e capace di evocare mondi nati dalla fantasia creativa di Pullman – sacrificata, in parte, nel sontuoso adattamento filmico del 2007 – grazie anche alle potenzialità infinite della CGI e alle disponibilità cooperative (e produttive) di HBO e BBC, purtroppo a risentirne è proprio il contenuto, vittima delle convenzionali difficoltà di adattamento che si incontrano spesso nel trasporre celebri opere dalla carta allo schermo, dalle parole in immagini. Per aiutare lo spettatore ad orientarsi nel complesso dedalo di indizi, rimandi, citazioni e riferimenti (perfino religiosi) disseminati da Pullman nelle sue saghe, il team creativo ha optato per una semplificazione drastica che segue una narrazione più tradizionale e rassicurante.

Questa seconda stagione sceglie di non iniziare in medias res; piuttosto, riannoda i fili che la collegano al finale della prima, riprendendo a tessere l’arazzo proprio là, dove si erano interrotte le avventure di Lyra. Già nel corso del primo ciclo si accennava ad eventi e dettagli – come la “famosa” profezia – che sarebbero ritornati, con prepotenza, nel secondo capitolo. La sensazione è quella di voler rimettere in ordine ogni tassello, per rassicurare lo spettatore riguardo alla complessità narrativa, ricordando la più grande delle verità: ciò che sta vedendo non è un romanzo, ma una serie tv. Una scrittura per immagini che richiede il convenzionale linguaggio mainstream della pop culture di massa.

His Dark Materials – Queste Oscure Materie trova, di sicuro, il proprio punto di forza in un cast carismatico e perfettamente in parte: McAvoy, Scott, Miranda ma soprattutto le donne, le due primedonne – la giovanissima Keen e la pluripremiata Wilson – che gareggiano in bravura e carisma, dimostrando come il motore immobile della saga scritta da Pullman sia declinato al femminile, coinvolto in una complessa ed affascinante riscrittura del femminino nel genere fantasy.

Guarda il trailer di His Dark Materials Stagione 2

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Se in His Dark Materials – Queste Oscure Materie il contenitore è impeccabile, formalmente ineccepibile e capace di evocare mondi nati dalla fantasia creativa di Pullman, purtroppo a risentirne è proprio il contenuto, vittima delle convenzionali difficoltà di adattamento che si incontrano spesso nel trasporre celebri opere dalla carta allo schermo, dalle parole in immagini.
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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