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Gen V, recensione della serie spin-off di The Boys

La recensione di Gen V, la serie spin-off di The Boys tratta dal fumetto di Garth Ennis. Disponibile su Prime Video dal 29 settembre.

È in arrivo a partire dal 29 settembre su Prime Video Gen V, seconda serie spin-off di The Boys ad approdare sulla piattaforma di streaming di Amazon dopo l’antologia animata The Boys Presents: Diabolical.

Eric Kripke, già showrunner della serie principale tratta dal fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson, è affiancato questa volta nello sviluppo da Evan Goldberg (il recente film d’animazione Tartarughe Ninja: Caos Mutante) e Craig Rosenberg (la serie Preacher, tratta da un altro popolare fumetto sempre scritto da Ennis).

Gen V espande l’universo narrativo degli irriverenti supereroi di The Boys mettendo al centro un gruppo di alunni della Godolkin University, scuola dove vengono formati i più promettenti ragazzi con abilità speciali derivanti dal composto V. Un ambiente che privilegia la competizione, dove solo gli studenti più dotati e popolari possono sperare un giorno di entrare a far parte dei Sette (la versione distorta della Justice League del mondo di The Boys, al soldo della multinazionale senza scrupoli Vought). Per gli altri non rimane che una vita da celebrità di seconda fascia, con la partecipazione a programmi dello spessore di Ballando con le stelle.

Di cosa parla Gen V?

Protagonista della serie spin-off è la matricola Marie Moreau (Jaz Sinclair), un’orfana pronta a tutto pur di diventare una popolare eroina e ritrovare la sorella perduta. Potremmo definire Marie una “emocineta”: una persona capace di manipolare il sangue a suo piacimento, tanto da poterlo utilizzare anche come efficace arma d’offesa. La nuova arrivata alla Godolkin viene presto coinvolta – insieme al gruppo dei ragazzi popolari, guidato dalla stella del campus Golden Boy (Patrick Schwarzenegger, figlio di sua maestà Arnold) – in un caso di omicidio-suicidio dalle oscure motivazioni.

In Gen V, i violenti e volgari supes di The Boys incontrano le atmosfere young adult di serie come Mercoledì, da cui viene mutuata anche l’ambientazione scolastica. Ci sono le dinamiche e i problemi dell’adolescenza; c’è l’immancabile dose di intrighi e misteri; c’è persino la compagna di stanza biondina ossessionata dai social (l’espansiva licantropa Enid è qui sostituita da Emma, interpretata da Lizze Broadway, youtuber con il potere di ridurre le proprie dimensioni).

Un inedito contesto teen per il mondo di The Boys

Naturalmente, troviamo il classico parallelo tra le trasformazioni del periodo puberale e la manifestazione degli spesso letali poteri (le abilità di Marie fanno la loro comparsa all’epoca delle sue prime mestruazioni), che spesso sfuggono al controllo degli inconsapevoli ragazzi, causando non pochi danni (il modello rimangono sempre i fumetti dei tormentati “X-Men” di Stan Lee e Jack Kirby). Gen V dosa tutti questi elementi a puntino rivelandosi una visione piacevole, che presenta tutti i tratti distintivi dello show progenitore (aspettatevi una buona dose di scene sanguinolente e di colorito umorismo da caserma), ma inseriti in un inedito – almeno per il mondo di The Boys – contesto teen.

Peripezie supereroistiche dallo sfacciato umorismo punk rock, sulle note di “I Wanna Be Sedated” dei Ramones e di “Celebrity Skin” degli Hole, con protagonista una simpatica banda di giovani disadattati. C’è anche spazio, come da tradizione degli universi condivisi, per qualche guest di lusso (l’azzurro velocista A-Train/Jessie T. Usher, la nevrotica Ashley/Colby Minifie).

Guarda il trailer ufficiale di Gen V

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Secondo spin-off ambientato nell'irriverente mondo supereroistico di The Boys, Gen V porta la violenza sopra le righe e l'umorismo scorretto della serie tv progenitrice in un contesto smaccatamente young adult. Gli elementi distintivi dello show, tratto dal fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson, incontrano i classici tòpoi delle serie teen alla Mercoledì. Ingredienti già visti, ma sapientemente dosati, che offrono una prospettiva abbastanza inedita dell'universo di The Boys. Peripezie supereroistiche punk rock di una giovane banda di disadattati.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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