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Gangs of Milano – Le nuove storie del Blocco, recensione della serie Sky Original con Salmo

Gangs of Milano è la nuova serie Sky Original che riprende da dove Blocco 181 aveva lasciato, sempre con la partecipazione del rapper Salmo. Dal 21 marzo su Sky e in streaming su NOW.

“Milano brucia”, recita lo slogan della nuova serie TV Sky Gangs of Milano – Le nuove storie del Blocco, il sequel di Blocco 181, che sceglie di raccontare la propria evoluzione rinnovandosi nel marchio ma esaltando la stessa dimensione criminale, territoriale e multietnica dei primi otto episodi.

La serie è una produzione originale Sky, realizzata da Sky Studios, TapelessFilm e Red Joint, e sarà disponibile in esclusiva su Sky e in streaming su NOW dal 21 marzo. In cabina di regia torna Ciro Visco (Gomorra – La serie, Doc – Nelle tue mani), che firma anche la sceneggiatura insieme a Ivano Fachin, Giovanni Galassi, Tommaso Matano e Paolo Vari, mentre Salmo torna nel doppio ruolo di interprete e supervisore musicale.

Il cast di Gangs of Milano

Al fianco del rapper sardo (di nuovo nei panni del violento ed ossessivo Snake) ritroviamo i tre protagonisti Andrea Dodero, Laura Osma e Alessandro Piavani, alle prese con un’importante prova di maturazione, affiancati da Alessandro Tedeschi e Anna Manuelli. La ventata di aria fresca arriva con i due giovani esordienti Noè Nouh Batita e Fahd Triki che con il loro collettivo, la Kasba, irrompono sin dalla prima scena, diventando i veri protagonisti della rivoluzione, così come il volto della Milano bene, Tommaso Donadoni.

Le guest star Elisa Wong e Alessandro Borghi accompagnano Salmo in un episodio a lui interamente dedicato, mentre i suoi “colleghi” Jake La Furia, Disme e Noyz Narcos fanno da cameo d’eccezione in una serie in cui la musica è colonna sonora e colonna portante.

Alessandro Piavani in Gangs of Milano. Foto di Marco Piovanotto

Le nuove storie del Blocco

Le nuove storie sono quelle di un Blocco cambiato dal tempo: ora Bea (Laura Osma) è alla guida della Misa, composta solo da donne; Mahdi (Andrea Dodero) ha ereditato la posizione e i possedimenti dello zio; Ludo (Alessandro Piavani) fa i conti con i suoi fantasmi frequentando i locali e lo sfarzo della Milano bene. A complicare i precari equilibri, arriva la Kasba, il collettivo capeggiato da Zak (Fahd Triki) e Nael (Noè Nouh Batita).

Tutti e tre i protagonisti, indirizzati su percorsi diversi, entrano in contatto con mondi nuovi a seguito della perdita di persone molto vicine. Da questo momento hanno inizio sia la loro maturazione che il conflitto che infiamma l’intera trama. Bea si trova costretta a gestire il traffico di droga con l’aiuto delle sue ragazze della Misa e del rivitalizzato Lorenzo (Alessandro Tedeschi), che si è scoperto profondamente spirituale e desideroso di rivalsa. La Segundera deve inoltre confrontarsi con la madre, sempre pronta a mortificarla, e soprattutto con il cartello che, da lontano, la minaccia.

Nuove storie, nuove insidie e conflitti

Dall’altra parte del Blocco, Mahdi, nel scomodo ruolo di leader, affronta a suon di provocazioni i giovani della Kasba, rumorosi come la musica di Zak e irrequieti come Nael. Il primo, più controllato e ragionevole, tenta di mantenere la pace con Mahdi (i due sono parenti), mentre Nael istiga quest’ultimo fino a ritrovarsi vittima di una feroce caccia all’uomo. Il riavvicinamento tra i protagonisti avviene grazie a Ludo, che nel frattempo si era allontanato e poi tornato a Milano, anch’egli in cerca di vendetta, come i due amici un tempo persi e ora ritrovati.

Ad aiutarli torna Snake (Salmo) che, in un episodio interamente dedicato a lui, mostra una nuova versione del personaggio aggressivo e oscuro della prima stagione. Ma le nuove storie dei ragazzi del Blocco continuano a portare insidie e conflitti, mettendo continuamente in discussione gli equilibri e i sentimenti dei personaggi le cui storie si mescolano sporcandosi vicendevolmente.

Andrea Dodero in Gangs of Milano. Foto di Marco Piovanotto

Evoluzione identitaria

Insidie e conflitti portano sconvolgimento, cambiamento, evoluzione, maturazione, e Gangs of Milano racconta proprio una Milano che evolve, cambia e si distacca da quella rappresentata nella serie precedente, aggiungendo nuove sfumature alla già multiculturale e variopinta miscela di quegli episodi.

La Kasba è l’elemento di rottura che porta il prodotto su binari più contemporanei, in linea con la realtà di alcune zone periferiche della metropoli meneghina, dove gruppi di giovani italiani di seconda generazione cercano di sopravvivere alla dura vita di strada, facendo gruppo e tentando di emergere nel mondo della musica trap – ulteriore elemento di distinzione rispetto al rap puro raccontato da Salmo e dai camei della prima e della seconda stagione.

Milano diventa così lo specchio di chi la abita e in particolare dei tre protagonisti, costretti a una maturazione forzata e a un’evoluzione che li porta a scontrarsi con la vita adulta. Non c’è più quella vena di giocosa ribellione adolescenziale: ora sono piegati dall’ingiustizia della perdita, dal peso delle responsabilità e mossi da una cieca sete di vendetta. E a crescere accanto a Bea, Mahdi e Ludo ci sono anche i personaggi secondari, come Lorenzo e Snake, entrambi visibilmente trasformati dagli eventi intercorsi tra le due stagioni.

Una scrittura solida e personaggi credibili

La sceneggiatura e la regia di Ciro Visco, ancora una volta, non nascondono i richiami e le ispirazioni tratte da Gomorra – La serie, anche se orientati verso nuove direzioni. Il più grande ostacolo della serie resta proprio il confronto con il prodotto tratto dai racconti di Saviano, dal momento che, sia per originalità che per qualità interpretativa, fatica persino ad avvicinarsi all’opera progenitrice, di tutt’altro calibro e, infatti, di tutt’altro successo anche a livello internazionale. Eppure, Gangs of Milano ci prova.

Se da un lato merita il plauso per aver saputo fotografare, in maniera romanzata ma autentica, la realtà di una città che cinema e televisione raccontano ancora troppo poco, dall’altro va riconosciuto a Visco il merito di aver sperimentato con le riprese, i movimenti di macchina e le inquadrature, riuscendo a farlo con un occhio fresco, influenzato anche dal mondo dei videoclip, che emerge in virtù del ruolo centrale della musica di strada.

La maturazione dei personaggi passa attraverso una scrittura solida, capace di renderli più credibili di quanto non riescano a fare alcune interpretazioni ancora un po’ acerbe e grezze. Ma gli attori crescono insieme ai loro personaggi, insieme a Milano e insieme a una serie che, arrivata alla sua seconda stagione, sembra gridare con forza la volontà di continuare a raccontare il Blocco ancora per molti anni.

Guarda il trailer ufficiale di Gangs of Milano

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Impegnati a raccontare la realtà milanese nelle sue torbide periferie, Ciro Visco e tutto il team di sceneggiatori riescono perfettamente nel loro intento, evolvendo dalla prima stagione e staccandosi da essa con nuovi personaggi, nuove dinamiche e tre protagonisti improvvisamente scontratisi con la vita adulta. L'appartenenza, la perdita, l'identità e il cambiamento vengono raccontati in maniera chiara per un prodotto godibile, anche più della prima stagione, che però come essa ancora non eccelle per interpretazioni e originalità, ma in quanto a tecnica sperimenta e in quanto a narrazione osserva e riarrangia su note fresche.

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Impegnati a raccontare la realtà milanese nelle sue torbide periferie, Ciro Visco e tutto il team di sceneggiatori riescono perfettamente nel loro intento, evolvendo dalla prima stagione e staccandosi da essa con nuovi personaggi, nuove dinamiche e tre protagonisti improvvisamente scontratisi con la vita adulta. L'appartenenza, la perdita, l'identità e il cambiamento vengono raccontati in maniera chiara per un prodotto godibile, anche più della prima stagione, che però come essa ancora non eccelle per interpretazioni e originalità, ma in quanto a tecnica sperimenta e in quanto a narrazione osserva e riarrangia su note fresche.Gangs of Milano – Le nuove storie del Blocco, recensione della serie Sky Original con Salmo