mercoledì, Agosto 17, 2022
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El Cid, recensione della serie Amazon con Jaime Lorente

La recensione di El Cid, nuova serie spagnola con protagonista Jaime Lorente. Disponibile in streaming dal 18 dicembre su Amazon Prime Video.

El Cid è il titolo della nuova produzione originale spagnola targata Amazon Prime Video: dopo tanti contenuti realizzati in esclusiva per la piattaforma VOD – come ad esempio le serie tv The Boys e Good Omens, tra le tante – è la volta di un prodotto nuovo che riannoda il nastro della storia intrecciandolo con l’intrattenimento, e mettendo a capo di tutta l’operazione l’attore Jaime Lorente, già protagonista dell’acclamata serie Netflix La Casa di Carta (nei panni di Denver) e qui perfetto eroe epico e leggendario, celebrato dalla tradizione spagnola e dal 18 dicembre anche dai salotti di oltre 240 paesi.

La serie in cinque episodi narra la storia di Rodrigo “Ruy” Diaz de Vivar, detto El Cid (Lorente), eroe nazionale spagnolo nonché uno dei personaggi più misteriosi e complessi della storia del paese. La prima stagione racconta gli anni della gioventù di Ruy, dal momento in cui diventò un fedele vassallo, cavaliere ed infine un eroe per la corona. La storia è ambientata nell’undicesimo secolo, una delle epoche più affascinanti della storia spagnola nel corso della quale cristiani, arabi ed ebrei convivevano nella penisola iberica, fronteggiandosi in guerre spietate e stringendo alleanze tra intrighi, tradimenti, fedeltà, scontri e amori tormentati.

Spesso c’è un luogo comune, difficile da sradicare, che aleggia su tanti prodotti audiovisivi: la storia – sia sul grande che sul piccolo schermo – non paga. El Cid è l’eccezione che conferma la regola (e mostra un infinito potenziale ancora inespresso): seguendo le orme di illustri serie che lo hanno preceduto come Vikings, Roma o la più classica Downton Abbey, il prodotto spagnolo mette in scena un affresco storico corale vivido e minuzioso, arricchito da una sceneggiatura capace di intrecciare la realtà di fatti ed eventi con la finzione del genere, mescolando epiche battaglie, incalzanti ritmi “cappa e spada” ai tradizionali intrighi di palazzo, fonte inesauribile di conflitti e inaspettati snodi narrativi.

Jaime Lorente è il volto giusto al posto giusto: avvenente e guascone, incarna il canone classico dell’eroe senza macchia né paura pronto ad affrontare il proprio travagliato viaggio nell’autoconsapevolezza, forte delle proprie convinzioni che lo porteranno a sfidare qualunque ostacolo grazie alla propria fede. Ruy è giovane e all’inizio delle sue avventure, un cavaliere – in disarmo – alla ricerca di alleati fidati, costretto a destreggiarsi tra pericolosi intrighi di palazzo, accese rivalità mortali e amori contrastati che lo metteranno in serio pericolo. Tutti elementi tipici delle narrazioni incalzanti consacrate dal genere feuilleton ottocentesco: storie che sembrano ormai distanti dal nostro caotico mondo moderno, perfino usurate, ma che continuano ad esercitare un fascino indiscutibile se figlie di meccanismi impeccabili.

E la sceneggiatura di El Cid si rivela un’armatura inviolabile: affondando le radici nell’antica tradizione del racconto epico, le parole mandano avanti l’azione mentre le scene di battaglia duettano con i cervellotici intrighi di palazzo architettati dagli sceneggiatori e ogni linea narrativa finisce così per confluire in un bacino più grande, quello della Storia. Le sanguinarie rivalità tra i vari regni spagnoli mettono in scena il complesso mosaico di una nazione divisa, un melting pot di variegate culture che si influenzarono a vicenda, fino a formare un delicato sincretismo che si infranse lungo le sponde del fanatismo, sia religioso che politico. La serie trova il proprio punto di forza non solo nel ritmo e nel continuo susseguirsi d’incalzanti situazioni, ma nella ricostruzione storica impeccabile: costumi, trucco, parrucco e scenografie sono curati fin nei minimi dettagli contribuendo ad affascinare lo spettatore, incantandolo davanti al piccolo schermo come se stesse assistendo ad un antico gioco di prestigio.

El Cid si configura come un prodotto autoctono, figlio della cultura spagnola, ma completamente autonomo rispetto agli standard televisivi offerti in media dal mercato iberico; la sua confezione patinata e minuziosa, elegante e allo stesso tempo commerciale, capace di strizzare un occhio al grande pubblico coinvolgendo tutti nelle avventurose vicende del giovane Ruy, segna un significativo scarto per un prodotto originale che si mostra da subito competitivo e in grado di conquistare un’ampia porzione di mercato, sia nazionale che globale, senza però perdere di vista la propria identità creativa.

Guarda il trailer ufficiale di El Cid

GIUDIZIO COMPLESSIVO

El Cid si configura come un prodotto autoctono, figlio della cultura spagnola, ma completamente autonomo rispetto agli standard televisivi offerti in media dal mercato iberico.
Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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