lunedì, Settembre 20, 2021
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Dr. Death, recensione della serie con Joshua Jackson

La recensione di Dr. Death, l'inquietante serie true-crime con Joshua Jackson, Christian Slater e Alec Baldwin. Dal 12 settembre su STARZPLAY.

Il 12 settembre prossimo uscirà sulla piattaforma streaming STARZPLAY una nuova serie, Dr. Death, in otto episodi tutti girati da una team di registe donne (Maggie Kiley, che ha diretto Dirty John, Riverdale, Le terrificanti avventure di Sabrina, e produttrice esecutiva dei primi due episodi; Jennifer Morrison, regista di Euphoria, e So Yong Kim, regista di Tales from the Loop e Room 104).

La storia di Dr. Death, per quanto sia inquietante doverlo ricordare, è del tutto vera e l’idea di farne una serie nasce da Patrick McManus, genitore dell’omonimo podcast del 2018, condotto da Laura Beil, che affrontava i più gravi casi di mala sanità negli Stati Uniti, e che aveva dato un discreto spazio alla storia del neurochirurgo texano Christopher Duntsch. È facile, guardando le immagini che circolano sul web di Dr. Death, che lo spettatore pensi immediatamente alla solita medical serie, ma siamo davvero molto lontani da quel genere, sia per trama che per cifra stilistica delle registe.

Scordatevi le storie d’amore tra dottori alla Grey’s Anatomy, le malattie più rare e sconosciute alla Dr. House o le emergenze adrenaliniche da pronto soccorso alla E.R. – Medici in prima linea. Dr. Death è un prodotto del tutto innovativo, mai visto prima nel panorama delle serie tv. È la storia di Christopher Duntsch, interpretato da un bravissimo Joshua Jackson, un medico specializzato in neurochirurgia che nessuno vorrebbe mai avere il piacere di vedere nella propria sala operatoria. Il dottor Duntsch, infatti, sebbene si presenti come uno dei più affermati medici americani, sebbene ostenti una sicurezza caratteriale a limite della follia, non è in grado di effettuare alcun intervento neurologico senza uccidere i propri pazienti o arrecar loro gravi danni permanenti.

La vicenda viene narrata a ritroso, a partire dalla fine toccata in sorte al medico, l’ergastolo, per poi raccontare, per mezzo di continui flashback e salti nel tempo, il passato del dottor Duntsch e i suoi fallimenti in sala operatoria. Uno dei pregi di questa serie è sicuramente l’accuratezza nel delineare il profilo psicologico del protagonista, il profilo di un uomo talmente convinto di sé stesso e delle proprie doti da non mettere mai in discussione le sue capacità, neanche davanti all’evidenza dei danni che arreca ai pazienti, giorno dopo giorno, in sala operatoria. Ad accorgersi di tali errori e a denunciare il medico saranno due suoi colleghi, il neurochirurgo Robert Henderson, interpretato da Alec Baldwin, e il chirurgo vascolare Randall Kirby, interpretato da Christian Slater che, come gli altri personaggi della serie (nel cast ritroviamo anche Grace Gummer, figlia di Meryl Streep, già nota per l’interpretazione nella serie Mr. Robot), risultano essere molto marginali rispetto al protagonista, probabilmente anche per una scelta stilistica.

Sì, perché la serie Dr. Death  è come se ideologicamente riflettesse il carattere stesso del personaggio di cui racconta, puntando tutto sulla sua figura e sulla sua folle vicenda biografica. Quel che lo spettatore si ritrova spesso a chiedersi, episodio dopo episodio, è come sia stato possibile che un medico del genere, così incapace e pericoloso, sia riuscito per anni a portare avanti il proprio lavoro, a far carriera. Le risposte possono essere molteplici. Certamente, l’errore più grave è stato quello legato alla cattiva gestione del personale da parte degli ospedali che lo hanno assunto negli anni e che non hanno effettuato i dovuti controlli circa il suo operato; ma è anche vero che la sicurezza di spirito, la forza caratteriale, lo smisurato ego del “dottor morte” hanno sempre respinto l’idea da parte dei suoi colleghi che potesse essere un incompetente, un assassino.

Il suo modo di fare così spavaldo non faceva che aumentare la stima degli altri medici nei suoi confronti, medici che mai e poi mai avrebbero messo in discussione il lavoro “del celebre dottor Duntsch”. Quando le cose iniziano quindi a prendere una piega diversa, quando qualcuno inizia ad accorgersi che i morti nella sala operatoria di Duntsch iniziano ad essere troppi, la follia del protagonista viene fuori come mai prima: inizia a definirsi un genio incompreso, arrivando a paragonarsi a Nicola Tesla. Questi sono i momenti dove la bravura attoriale di Joshua Jackson trova la sua massima espressione, riuscendo a rapire l’attenzione dello spettatore e ad avvolgerlo nella follia del suo personaggio.

Dr. Death è una serie originale, non troppo appassionante per il fatto di raccontare una storia di cui già conosciamo le dinamiche e la conclusione, ma sicuramente coinvolgente grazie ad una magistrale interpretazione del protagonista, che rende giustizia all’idea di far girare tutta la narrazione intorno al personaggio del dottor Duntsch.

Guarda il trailer ufficiale di Dr. Death

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Dr. Death è una serie originale, non troppo appassionante per il fatto di raccontare una storia di cui già conosciamo le dinamiche e la conclusione, ma sicuramente coinvolgente grazie ad una magistrale interpretazione del protagonista, che rende giustizia all’idea di far girare tutta la narrazione intorno al personaggio del dottor Duntsch.
Chiara Marchi
La passione per il cinema nasce dopo la visione al cineclub Arsenale di Pisa di Metropolis di Fritz Lang, in quarta ginnasio | Film del cuore: C’era una volta in America | Il più grande regista: Billy Wilder | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "Nessuno è perfetto." (A qualcuno piace caldo)

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