Sebbene abbia presto assunto negli States lo status di piccolo cult del cinema sportivo, probabilmente pochi avranno sentito parlare di Rudy – Il successo di un sogno qui in Italia, pellicola uscita nell’ormai lontano 1993. Una classica parabola hollywoodiana sulla determinazione e il duro lavoro, ingredienti fondamentali nel conseguimento del tanto agognato sogno americano, almeno sulla carta.
La storia di un ragazzo, d’estrazione operaia e dalle doti fisiche modeste, che con impegno e costanza arriva a giocare per la squadra di football del prestigioso college di Notre Dame. Nella parte del protagonista, un Sean Astin super inspiring che regala qui il terzo ruolo più iconico della sua carriera (nel caso ve lo steste chiedendo, i primi due sono Mikey de I Goonies e Samvise Gamgee nella trilogia de Il Signore degli Anelli. A voi la scelta a quale assegnare la prima posizione).
L’anti-Rudy
Dopo questa breve introduzione, vi sarete fatti più o meno un’idea di che tipo di personaggio sia il Rudy del film. Uno di quegli eroi positivi e di buon cuore per cui è facile fare il tifo, soffrendo con loro durante i periodi più bui e gioendo di ogni loro piccolo traguardo. Ecco, di tutt’altra pasta è sicuramente l’omonimo personaggio della serie tv Chad Powers, disponibile in streaming su Disney+ a partire dal 30 settembre. Figura sempre legata al mondo del football, ma egoista e sgradevole, praticamente l’antitesi del boyscout interpretato da Astin.
Nato come protagonista di uno sketch per Eli’s Places, programma sportivo condotto dall’ex quarterback Eli Manning, il personaggio di Chad Powers è stato traslato al mondo della serialità televisiva dall’attore Glen Powell (Hit Man – Killer per caso, Twisters) e dal produttore esecutivo e sceneggiatore Michael Waldron (Rick and Morty, Loki), entrambi accreditati come creatori dello show. Sei episodi in cui la commedia incontra il mondo del football, dove Powell è chiamato a sfoggiare le sue doti trasformiste.

La trama di Chad Powers
Russ Holliday (Powell) è una giovane promessa del football collegiale, egocentrico e con la fama da bad boy. Ma la sconfitta subita dalla sua squadra durante la finale di campionato, a causa di un suo stupido errore, infrange per sempre il suo sogno di una carriera da professionista. Non aiuta il fatto che immediatamente dopo la conclusione della partita, e con le telecamere della diretta ancora puntate su di lui, il giocatore abbia litigato e steso con un pugno un tifoso, padre di un bambino malato terminale. Come se non bastasse, l’aggredito per l’impatto cade proprio addosso al povero figlioletto in sedia a rotelle. Vicenda che porta al bando immediato di Holliday dal mondo dello sport.
Passano gli anni e dopo l’ennesimo contratto mancato – questa volta con la XFL, l’assurda lega alternativa di football fondata da Vince McMahon della WWE -, Russ è un completo fallito che campa aiutando il padre Mike (Toby Huss), mago del makeup. Ma ecco l’illuminazione: utilizzare uno dei trucchi prostetici del genitore, ideato per l’ultimo film di Michael Bay, per assumere una nuova identità e partecipare ai provini come nuovo quarterback dei South Georgia Catfish. È così che Russ diventa Chad Powers, talentuoso quanto strambo bifolco cresciuto nei boschi.
Mrs. Doubtfire declinato al mondo del football
Powell e Waldron declinano il concept alla base di Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre, memorabile pellicola degli anni ’90 diretta da Chris Columbus e interpretata da un grandissimo Robin Williams, al mondo del college football. La classica commedia degli equivoci incontra la parabola sportiva sulle seconde possibilità, aggiungendo una buona dose di umorismo ridanciano, tanto caro a certe produzioni comedy “Made in USA”. Al centro, un personaggio, almeno in partenza, detestabile e per cui è difficile parteggiare.
Come accennavamo sopra, Russ/Chad, per certi versi, è un personaggio antitetico rispetto al buon Rudy. Egoista e arrogante, tanto quanto l’altro è buono e generoso. Mentre Rudy mette sempre prima il bene della squadra, Holliday pensa solo al proprio successo personale. Inoltre, se il riscatto del personaggio di Astin passa attraverso l’impegno e la resilienza, giocando seguendo le regole e impegnandosi a testa bassa, quello del protagonista di Chad Powers, invece, avviene mediante l’inganno. Personaggi, oltretutto, agli antipodi anche dal punto di vista fisico: mentre Russ è talentuoso e fisicamente dotato, Rudy può solo contare sul suo grande cuore. Li accomuna solo la loro passione inestinguibile per il gioco del football.

La parabola di un perdente
Chad Powers, essenzialmente, mette in scena la storia di un perdente. Non perdente a causa di avversità esterne e al di sopra del suo controllo, ma di cui lui stesso è responsabile, visti i suoi continui errori e il suo comportamento ingiustificabile. Un personaggio per cui viene subito in mente il detto, di origine dantesca, “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”. Ricorda, a tratti, l’arrogante e insopportabile cantante folk al centro di A proposito di Davis, con la differenza che al personaggio del film dei fratelli Coen non era concessa alcuna redenzione.
È proprio in questo aspetto, infatti, che la serie di e con Glen Powell manca di coraggio e originalità. Quella che inizia come una commedia a tratti abrasiva sul mondo del football, con anche qualche momento politicamente scorretto, si trasforma presto in una scontata storia di riscatto. Un tipo di racconto proposto, sia al cinema che sul piccolo schermo, più e più volte, soprattutto nelle narrazioni d’ambiente sportivo. Prevedibilmente, l’egocentrico Russ, interpretando il sempliciotto e bonario Chad, imparerà a tenere agli altri, sia stringendo un’inaspettata amicizia con la mascotte gay della squadra (Frankie A. Rodriguez) che trovando l’amore con la figlia del coach (Perry Mattfeld).
Alcune note positive, ma poco coraggio
Powell offre sicuramente una buona prova attoriale, passando con nonchalance dal borioso Russ all’idiot savant Chad, ricordando, nei momenti migliori, le performance trasformiste sopra le righe di Eddie Murphy (Il professore matto), ma non basta a salvare la baracca. Quella che poteva essere la perfetta risposta a Rudy – Il successo di un sogno, pronta a contrapporsi al suo buonismo zuccheroso con un’ironia sfacciata e arrogante, fa presto un giro di centottanta gradi trasformandosi nella sua antitesi. Non fraintendete, Chad Powers non è per niente un prodotto inguardabile, ma dai presupposti ci si poteva aspettare qualcosina di più.


