mercoledì, Maggio 19, 2021
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Cambio di direzione, recensione della nuova serie originale Disney+

La recensione di Cambio di direzione, nuovo serie originale Disney+ con John Stamos. In streaming a partire dal 16 aprile.

Con Cambio di direzione (titolo originale Big Shot) la scuderia Disney arricchisce il proprio palinsesto streaming di un nuovo dramedy a sfondo teen e sportivo. A partire dal 16 aprile gli spettatori di Disney+ potranno seguire il percorso di crescita delle Sirens, squadra di Basket femminile di un noto liceo privato, alle prese con il nuovo e irruento coach Marvyn Korn (John Stamos).

La serie, composta da un totale di dieci episodi per la prima stagione, nasce da un’idea di Brad Garrett – il Joe Badloe in Accordi e disaccordi di Woody Allen – ed è prodotta da David E. Kelley (The Undoing, Big Sky), Dean Lorey (autore della serie narrativa Nightmare Academy), Bill D’Elia (Boston Legal, Ally McBeal) nonché dallo stesso Garrett.

Il fulcro della narrazione è impersonato dal già citato Marvyn Korn – interpretato da John Stamos, il famigerato Tony Gates di E.R. – Medici in prima linea – coach dal carattere burbero ma dal cuore d’oro, cacciato dal suo precedente incarico a causa di un eccessivo attacco di rabbia post partita. Per recuperare credito nel suo ambiente viene quindi spedito al liceo Westbrook per tirare su le sorti delle Sirens, promettente squadra di Basket femminile. Dopo qualche moto di incertezza, le Sirens e il coach Korn riusciranno ad entrare in completa sintonia, superando sia gli ostacoli del campo che quelli della vita di tutti i giorni.

Cambio di direzione segue il filone teen a tema sportivo inaugurato da Stoffa da campioni: cambio di giocoanche se in questo caso l’età scolare cresce e, per conseguenza, i problemi sembrano moltiplicarsi. Nelle prime tre puntate della serie viste in anteprima, si può notare quanto il prodotto abbia un pregio che è al contempo un difetto. La forte personalità di Marvyn Korn, e la conseguente interpretazione di Stamos, irrompe sulla scena in maniera abbastanza prepotente andando ad oscurare il resto del cast.

Bisogna dire che l’interpretazione di Stamos è effettivamente coerente con quello che si vuol far trasparire a livello di scrittura. Tuttavia, sarebbe stato ancor più piacevole – in special modo per il pubblico più giovane – vedere un comparto di comprimari meglio assemblato e più interessante sia a livello interpretativo che di scrittura. Il rischio quindi è quello di scivolare in un ritmo abbastanza piatto, risvegliato solo in alcune occasioni dal chiasso e dal temperamento del coach in cerca di assoluzione.

In più, l’ambiente del liceo Westbrook ricrea un piccolo universo patinato e, passando il termine, “pettinato” che forse si rifà in maniera troppo distaccata a una ipotetica realtà scolastica. Così facendo, tale imprinting rende all’atmosfera generale una sensazione di continuo distacco dalla quotidianità. Cambio di direzione cerca quindi di puntare su un effetto rocambolescamente brillante che però, almeno in prima battuta, non riesce ad arrivare a canestro senza qualche piccolo fallo.

Guarda il trailer ufficiale di Cambio di direzione

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Cambio di direzione cerca di puntare su un effetto rocambolescamente brillante che però, almeno in prima battuta, non riesce ad arrivare a canestro senza qualche piccolo fallo. 
Carlotta Guido
Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

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