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Brothers, recensione della serie Apple TV con Matthew McConaughey e Woody Harrelson

Matthew McConaughey e Woody Harrelson si divertono a mettere in scena versioni caricaturali di sé in Brothers. Disponibile su Apple TV dal 23 settembre.

Vi ricordate il biennio 2013-2014? Culmine di quella che potremmo definire “McConaissance”, ovvero il ritorno alla ribalta del texano sussurrante Matthew McConaughey, dopo che la sua inizialmente promettente carriera d’attore (gli exploit in pellicole del calibro de La vita è un sogno e Stella solitaria) sembrava essersi definitivamente impantanata in una palude fatta di commedie romantiche banalotte (Come farsi lasciare in 10 giorni), ad interpretare il belloccio di turno, e produzioni semplicemente pessime (Il regno del fuoco).

La “McConaissance”

Dall’intenso ruolo di Cooper in Interstellar al cameo di lusso in The Wolf of Wall Street, in cui era riuscito addirittura a rubare la scena a un DiCaprio in formissima, la nuova ascesa di McConaughey sembrava ormai inarrestabile. Ma dopo la vittoria dell’Oscar – con Dallas Buyers Club, per chi non se lo dovesse ricordare -, la sua stella ha iniziato presto ad affievolirsi, complice probabilmente anche la partecipazione a progetti sbagliatissimi (l’ignobile adattamento de La torre nera di Stephen King).

Ma non siamo qui per indagare le ragioni alla base di questa caduta, ma per ricordare il suo ruolo più iconico di quel periodo e, probabilmente, della sua intera carriera: quello del disilluso Rust Cohle nella prima stagione di True Detective, una delle migliori produzioni a graziare il piccolo schermo. È proprio sul set della bellissima serie HBO, infatti, che il buon Matthew si è riunito con Woody Harrelson, rinnovando e rafforzando un’amicizia dalla durata ormai trentennale (i due si erano conosciuti durante la lavorazione di EdTV).

Brothers. Foto di Ryan Green. Per gentile concessione di Apple TV

Un rapporto che ha travalicato la semplice amicizia

Un rapporto che ha ormai travalicato la semplice amicizia, assumendo quasi i connotati di una relazione fraterna. La cosa ha catturato subito l’immaginazione del pubblico, creando una vera e propria moderna leggenda metropolitana: e se McConaughey e Harrelson fossero davvero fratelli?

Voce alimentata dallo stesso McConaughey, che ha contribuito a diffondere, in prima persona, diversi aneddoti a supporto della tesi sulla loro fantomatica parentela. E proprio su questa divertente diceria che i due attori hanno costruito, affiancati dagli sceneggiatori David West Read (Schitt’s Creek) e Lee Eisenberg (The Office), la serie comedy Brothers, disponibile in streaming sulla piattaforma Apple TV a partire dal 23 settembre.

Un’operazione di meta-fiction che, un po’ come fa il pro wrestling, gioca sul sottile confine fra realtà e finzione, con un McConaughey impegnato nella campagna elettorale per diventare governatore del Texas (l’attore aveva dichiarato questo suo proposito qualche anno fa, durante un’intervista), mentre l’amico Harrelson inizia ad indagare sul loro possibile legame di sangue, insospettito da uno scambio avuto con Ma Mac (Holland Taylor interpreta la madre fittizia del divo).

Brothers. Foto di Ryan Green. Per gentile concessione di Apple TV

Giocare con la propria immagine

Brothers rientra sotto quella categoria di opere dove gli attori di Hollywood si divertono a giocare con la propria immagine, interpretando una versione caricaturale di sé stessi (il cult Essere John Malkovich). Ricorda soprattutto da vicino il recente Il talento di Mr. C con Nicolas Cage, sia per i suoi toni da buddy comedy scanzonata che per come utilizza alcuni vezzi o momenti della carriera dei suoi due protagonisti, trasformati dalla cultura pop in veri e propri meme (lo spot della Lincoln di McConaughey, parodizzato anche da South Park).

La serie intramezza questa trama principale “basata su un vero rumor”, come afferma ironicamente una didascalia all’inizio di ogni puntata, con alcune disavventure di natura episodica (i nostri eroi intenti a sfondare come duo musicale, truccati in modo da risultare irriconoscibili così da non trarre beneficio dalla loro già consolidata fama). Il tutto però condito con una comicità purtroppo insipida, incapace di trovare una propria voce distintiva, o anche solo di strappare un sorriso.

Brothers sembra uno di quei progetti dove si sono divertite più le parti coinvolte di quanto probabilmente faranno gli spettatori. Nel mentre, Apple è contenta di pagare questa scialba sitcom di lusso, con i classici padri cazzoni e l’usuale contorno di famiglie disfunzionali, giusto per sfruttare lo star power dei due protagonisti. McConaughey ha accettato di mettersi alla berlina probabilmente sperando che l’operazione, come con Cage, sarebbe stato il viatico ideale per una seconda rinascita, capace di catturare nuovamente l’attenzione e le simpatie del pubblico. Consigliata solo ai fan più sfegatati del duo McConaughey-Harrelson.

Guarda il trailer ufficiale di Brothers

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Matthew McConaughey e Woody Harrelson si divertono a mettere in scena versioni caricaturali di sé stessi in Brothers, serie comedy “basata sul vero rumor” della possibile parentela delle due star della prima stagione di True Detective. Una produzione afflitta da una comicità perlopiù scialba, incapace di trovare una propria voce distintiva o anche solo di strappare un sorriso. Consigliata solo ai fan più sfegatati del duo McConaughey-Harrelson.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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