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Berlino, recensione dello spin-off de La Casa di Carta con Pedro Alonso

La recensione di Berlino, lo spin-off de La Casa di Carta che segue la storia dell'iconico personaggio interpretato da Pedro Alonso. Dal 29 dicembre su Netflix.

Berlino è tornato e ha uno spin-off tutto suo. Disponibile dal 29 dicembre su Netflix, la nuova espansione dell’universo de La casa di carta scommette tutto sull’interprete principale, Pedro Alonso. Berlino, ambientata prima dei fatti della serie madre, si muove per le vie di Parigi pedinando la nuova rapina del più grande ladro d’Europa, riunitosi alla sua vecchia banda di compagni.

Il nuovo colpo è quasi impossibile: impossessarsi dei 44 milioni della casa d’aste Chez Vienot. Berlino non è solo, con lui i moderni Robin Hood Damián (Tristán Ulloa), Keila (Michelle Jenner), Cameron (Begoña Vargas), Roi (Julio Peña Fernández) e Bruce (Joel Sanchez) elaborano un piano per mettere le mani sui diamanti. Sulle loro tracce Alicia Sierra e Raquel Murillo, poliziotte già apparse nella serie, ora più coinvolte che mai.

Ritrovare La casa di carta

Conclusasi a dicembre 2021, La casa di carta cerca ancora i suoi fan. Da qui Berlino, che cerca di riproporre il cuore della serie originale, senza però davvero ritrovarne mai lo spirito. Pedro Alonso è chiamato a sorreggere l’intera operazione di rimpasto e, senza alcun dubbio, con lui l’intento è spesso riuscito. Ampio è però lo spazio che viene affidato all’aspetto emotivo di comprimari e non solo, finendo per ampliare ancor di più il lato soap-operistico de La casa di carta, a tratti peggiorato.

Il dramma è sempre a portata di mano e si propaga in doppi giochi, rivalse tra personaggi, sbalzi d’umore continui (soprattutto per la compagine femminile del gruppo, come già alcuni hanno fatto notare sui social). Gli aspetti da heist movie sono localizzati prevalentemente nei primi due episodi, introduzione promettente di un gruppo di episodi invero abbastanza diversi.

Cr. TAMARA ARRANZ/NETFLIX © 2023

Berlino è Pedro Alsonso

Grazie ad un Pedro Alonso del tutto votato alla parte, Berlino rispetta le premesse e non viene meno al patto costruito con lo spettatore in anni di rapine e melodrammi protagoniste de La casa di carta. La presenza cerca il magnetismo e il manierismo si affaccia: Alonso ammicca e veste Berlino di esagerazioni, solo a tratti caricaturali. L’estro drammatico del personaggio, quando non sfocia – come detto – nella soap da manuale, anima gli episodi.

Per quanto il neofita del mondo di questi moderni Robin Hood non debba sentirsi intimorito dal nuovo spin-off Netflix di una serie ormai conclusa dopo grande clamore (gli elementi di base sono ripetuti e spiegati), è al fan di vecchia data che la piattaforma parla con estrema franchezza. L’intento di riportare in auge quello spirito iniziale è evidente nel tratteggio di comprimari che perimetra i caratteri dei personaggi originali, ma gli episodi non condividono la stessa verve della serie originale, già compromessa d’altronde nelle sue stagioni conclusive.

Guarda il trailer ufficiale di Berlino

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Per quanto il neofita del mondo di questi moderni Robin Hood non debba sentirsi intimorito dal nuovo spin-off Netflix di una serie ormai conclusa dopo grande clamore (gli elementi di base sono ripetuti e spiegati), è al fan di vecchia data che la piattaforma parla con estrema franchezza. L’intento di riportare in auge quello spirito iniziale è evidente nel tratteggio di comprimari che perimetra i caratteri dei personaggi originali, ma gli episodi non condividono la stessa verve della serie originale, già compromessa d’altronde nelle sue stagioni conclusive. 

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Per quanto il neofita del mondo di questi moderni Robin Hood non debba sentirsi intimorito dal nuovo spin-off Netflix di una serie ormai conclusa dopo grande clamore (gli elementi di base sono ripetuti e spiegati), è al fan di vecchia data che la piattaforma parla con estrema franchezza. L’intento di riportare in auge quello spirito iniziale è evidente nel tratteggio di comprimari che perimetra i caratteri dei personaggi originali, ma gli episodi non condividono la stessa verve della serie originale, già compromessa d’altronde nelle sue stagioni conclusive. Berlino, recensione dello spin-off de La Casa di Carta con Pedro Alonso