mercoledì, Luglio 28, 2021
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Alfredino – Una storia italiana, recensione della miniserie con Anna Foglietta

La recensione di Alfredino - Una storia italiana, la nuova serie Sky Original con Anna Foglietta. Il 21 e il 28 giugno su Sky Cinema e NOW.

Siamo ormai assuefatti alla spettacolarizzazione delle tragedie, fenomeno che purtroppo ammorba parte della nostra stampa e dei nostri organi di informazione. Ciclicamente si ripetono episodi di sciacallaggio simili, come la diffusione del video riguardante la recente tragedia della funivia del Mottarone, o le varie interviste al “cugino dell’amico che era presente durante il fatto”. Uno dei precedenti di questo “giornalismo del dolore” – per quanto concerne almeno il nostro paese – è sicuramente la vicenda del piccolo Alfredino Rampi; fatto di cronaca che attirò l’attenzione di tutta Italia, con una diretta televisiva del telegiornale Rai durata 18 ore, a reti unificate. Un inviato arrivò addirittura a registrare la voce disperata del povero bambino caduto nel pozzo, raggiunto da un microfono per permettergli di comunicare con i genitori, per poi farla trasmettere in diretta. Una storia che, oltre a questi evidenti e noti aspetti di curiosità morbosa e circo mediatico, ha avuto anche dei risvolti positivi, probabilmente ignorati da molti: la costituzione del Ministero per il coordinamento della protezione civile e la fondazione del Centro Alfredo Rampi, istituzioni nate grazie anche alla tenacia di Franca Rampi, la madre di Alfredino.

Tutti aspetti della vicenda, quelli sopraelencati, raccontati in Alfredino – Una storia italiana, miniserie Sky Original in onda lunedì 21 e 28 giugno su Sky Cinema – verranno trasmessi due dei quattro episodi totali ogni sera – e in streaming su NOW. La serie è interamente diretta da Marco Pontecorvo, figlio di un grande del nostro cinema come Gillo Pontecorvo, già regista sia per il grande schermo (Fatima) che per il piccolo (Nero a metà), nonché direttore della fotografia in grandi produzioni internazionali (Il Trono di Spade). Alla sceneggiatura, due veterani della tv nostrana: Barbara Petronio (Suburra – La serie) e Francesco Balletta (R.I.S. – Delitti imperfetti).

La trama ripercorre naturalmente il noto e tragico evento: nel giugno del 1981 il bambino di sei anni Alfredo Rampi, chiamato affettuosamente dai familiari Alfredino, cade in un pozzo artesiano a Vermicino, vicino a Frascati. I genitori Franca (Anna Foglietta) e Ferdinando (Luca Angeletti), scoperto l’accaduto, chiamano i soccorsi, che arriveranno quasi totalmente impreparati all’evenienza, con vari problemi di organizzazione e coordinamento. La serie, dalla natura fortemente corale, segue vari personaggi le cui storie si intrecceranno con la vicenda, dal comandante dei Vigili del Fuoco di Roma Elveno Pastorelli (Francesco Acquaroli) a un gruppo di speleologi accorsi per dare una mano: Maurizio (Giacomo Ferrara), Tullio (Daniele La Leggia) e Laura (Valentina Romani). Il povero bambino – come è noto – non verrà salvato, ma la terribile vicenda porterà alla nascita della Protezione Civile, grazie anche alle richieste fatte dalla signora Rampi al presidente Pertini (Massimo Dapporto).

Pontecorvo riesce a mettere in scena la vicenda evitando di calcare troppo la mano sull’aspetto melodrammatico, compito non facile quando si porta sullo schermo una vicenda di questo tipo. In Alfredino – Una storia italiana vengono ben delineati i due aspetti con cui gli italiani si approcciarono alla tragedia: la genuina voglia di dare una mano e di contribuire, più o meno attivamente, al salvataggio e, dall’altra parte, il morboso interesse a cui si creò intorno un vero e proprio circo mediatico. Dimostrazioni di affetto e supporto verso la famiglia Rampi, ma anche malelingue e aspre critiche ingiustificate, come quella riguardante la famigerata faccenda del ghiacciolo; tutti sintomi di come la spazzatura dei social fosse già presente dentro di noi, ben prima che avessimo i mezzi per vomitarla addosso agli altri quotidianamente.

La miniserie offre un efficace spaccato della vicenda e dell’impatto che ebbe sull’Italia di quegli anni, un affresco corale aiutato anche dall’ottimo e affiatato cast, capitanato da una bravissima ed intensa Anna Foglietta. Nota negativa è invece l’ultimo episodio, quello che dovrebbe tirare le fila della vicenda, mostrando anche quanto di buono è nato dal dramma di Alfredino. La quarta puntata soffre infatti di un certo didascalismo da fiction italiana, che sa a tratti anche un po’ di “pubblicità progresso”. La partecipazione attiva del Centro Alfredo Rampi alla serie ha portato forse la produzione a sottolineare in modo troppo grossolano certe tematiche; la sottigliezza e la naturalezza del racconto sono state in parte sacrificate in favore della chiarezza del messaggio. Nonostante questo neo, Alfredino – Una storia italiana rimane nel complesso un’operazione riuscita, che riesce nell’intento di raccontare – anche con un certo tatto – una vicenda delicata, senza scadere nella facile spettacolarizzazione del dolore.

Guarda il trailer ufficiale di Alfredino – Una storia italiana

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Alfredino – Una storia italiana mette in scena un'efficace rappresentazione del famoso e tragico fatto di cronaca. Valorizzato da un ottimo ed affiatato cast, in cui spicca Anna Foglietta, la miniserie riesce a raccontare la vicenda con un certo tatto, evitando toni troppo melodrammatici. Nota negativa è l'eccessivo didascalismo dell'ultimo episodio, difetto che però non compromette la resa generale della serie.
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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