domenica, Ottobre 24, 2021
HomeRecensioniX-Men: Giorni di un Futuro Passato, recensione del film di Bryan Singer

X-Men: Giorni di un Futuro Passato, recensione del film di Bryan Singer

A 14 anni di distanza da X-Men e ad 11 da X2, Bryan Singer – dopo il terzo capitolo diretto da Brett Ratner ed il primo della trilogia prequel ad opera di Matthew Vaughn – è tornato dietro la macchina da presa per dirigere nuovamente i suoi adorati mutanti in X-Men: Giorni di un Futuro Passato.

Per l’occasione, li ha richiamati alla base proprio tutti, realizzando un film sensazionale, carico di emozione, che è insieme sequel e prequel, capace di attingere un po’ da tutti i generi (a partire dallo sci-fi) e, proprio questo motivo, impossibile definire un semplice cine-comic; una sorta di vero e proprio ponte temporale tra il passato, il presente e il futuro (con spin-off annessi e connessi) di questi incredibili e sempre più affascinanti supereroi.

Chiamando a rapporto i mutanti della saga originale (Hugh Jackman, Patrick Stewart, Ian McKellen, Halle Berry, Ellen Page, Shawn Ashmore) e quelli di First Class (James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Evan Peters), Bryan Singer chiude un cerchio, un percorso iniziato nel lontano 2000 e – visti i risultati di questo nuovo capitolo – appena accennato, portando a termine l’evoluzione di questi personaggi fuori dall’ordinario che hanno ognuno la proprio storia e grazie ai quali vengono affrontate tematiche profonde e toccanti, sia quando si relazionano gli uni agli altri, sia quando vengono presi singolarmente nella loro individualità rispetto a chi li considera diversi e, per questo motivo, pericolosi.

L’intricata sceneggiatura a più livelli di Simon Kinberg, nonostante gli sbalzi temporali, si presenta consistente e solida, incantando lo spettatore e conducendolo, senza il minimo calo di tensione o di interesse, in un viaggio carico di introspezione, dove quello che è stato ieri e quello che potrebbe essere domani si incrociano sfiorando concetti quali la forza, il dolore, la sopportazione.

Probabilmente, l’universo degli X-Men non è mai stato così autentico e, allo stesso modo, non sono mai stati così tangibili i sentimenti collegati ad ogni singolo mutante della storia. Il merito e la potenza di Singer non risiedono soltanto nell’aver creato un prodotto visivamente d’impatto, ai limiti dello stupefacente (e questo sin dai primi minuti del film), quanto nell’essere riuscito a far emergere, in tutta la sua umanità, il lato più intimo e fragile di questi iconici personaggi, senza mai alterare gli equilibri di un pattern ideale.

X-Men: Giorni di un Futuro Passato fa sembrare Conflitto Finale di Ratner soltanto un lontano (e brutto) ricordo. Bryan Singer riprende in mano le redini di un universo che conosce a menadito, confezionando un prodotto che sfiora l’epicità, dal mix perfetto tra azione e fantascienza, in cui gli eroi sono più alleati e meravigliosi di sempre… come forse non li avevamo mai visti.

Guarda il trailer di X-Men: Giorno di un Futuro Passato

Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Recenti

- Advertisment - Aggiungi MGM al tuo Prime Video. Di più dei classici che ami!