HomeRecensioniWolfs - Lupi solitari, recensione del film con George Clooney e Brad...

Wolfs – Lupi solitari, recensione del film con George Clooney e Brad Pitt

Presentato Fuori Concorso a Venezia 81 e diretto da Jon Watts, Wolfs - Lupi solitari con George Clooney e Brad Pitt arriverà il 27 settembre su Apple TV+.

Wolfs – Lupi solitari è un film che si segue senza alcuno sforzo. Sembra una cosa da poco, ma è come leggere un romanzo scritto con semplicità. Fa dire “questo potevo scriverlo anche io”, ma non è così. Serve intelligenza e padronanza del mezzo per essere così immediati. Jon Watts, reduce dalla regia della trilogia di Spider-Man targata Marvel Studios, sembra avere appreso dal produttore Kevin Feige il modo in cui si valorizzano le idee e le star di un film. Ottenere il massimo da ciò che si ha a disposizione, arrivare al pubblico più vasto possibile.

Wolfs – presentato Fuori Concorso all’81esima Mostra del Cinema di Venezia e in arrivo su Apple TV+ dal 27 settembre – ha ben due volti che lo aiutano a vendersi: George Clooney e Brad Pitt. Il primo entra in scena quando una donna potente si trova con un cadavere in una stanza d’albergo. Il lavoro di Jack è infatti risolvere questo tipo di problemi: far sparire cadaveri e tutelare la cliente. Poco dopo bussa alla porta Nick (Pitt) che fa lo stesso lavoro, solo che è assunto dall’hotel per tutelare la nomea della struttura. I due dovranno trovare un modo per collaborare, pur odiandosi, e risolvere l’enigma rispetto alla morte (o presunta morte?) del ragazzo.

Wolfs spinge tutto sul buddy movie. È strutturato in sequenze dal profilo molto netto. Quasi cortometraggi legati da una trama. La prima è tutta in una stanza d’hotel. Poi nel parcheggio. Poi si va a Chinatown. Poi il film si muove verso l’azione con un lungo e comicamente assurdo inseguimento tra una macchina e un uomo mezzo nudo a piedi. Con questa struttura matematica, il film procede con un ritmo del tipo: stabilito un luogo si crea un problema da risolvere e arriva una risoluzione che spinge in un nuovo luogo. Nel mezzo, cioè nella tensione che si crea in scena tra i due personaggi per risolvere l’intoppo, Clooney e Pitt danno spettacolo.

Wolfs: essere cool non paga

I due sono ripresi nella maniera più affascinante possibile. Tutto intorno a loro è pensato per renderli bellissimi e bravissimi. Sono cool (sia gli attori che i personaggi) e lo sanno! Tutta la dinamica di amore e odio del buddy movie è finalizzata a mantenere questa posa alla Ocean’s Eleven. Fanno cose spregevoli, come arrotolare un cadavere e portarlo via nel carrello dei bagagli, ma ci tengono a eseguire queste azioni con tutta la nonchalance di cui sono in grado.

Wolfs li fa entrare in scena come le grandi star che sono. Appaiono chiamando gli applausi come accadeva in Spider-Man: No Way Home. Non si risparmiano bisticci e battutine. Poi però il film li demolisce puntualmente. Perché per risolvere l’enigma e per portare a casa la pelle devono abbandonare tutta la loro aura da perfetti “uomini nell’ombra”. L’idea più divertente che lega i vari momenti è infatti la demolizione di questo immaginario macho.

Molto più che due perfetti idioti, molto meno che dei supereroi, è facile voler bene a Jack e Nick proprio in funzione del loro essere medi. Anche se non lo vogliono dare a vedere. La loro principale preoccupazione è apparire; così facendo perdono di vista lo scopo della missione o dei dettagli fondamentali (il cadavere è davvero morto?).

Nel suo genere, una sorpresa

Wolfs non è nulla di mai visto prima o di particolarmente innovativo. Però fa tutte le cose bene. Sceglie la durata giusta, azzecca 4 o 5 battute veramente efficaci. Jon Watts gira poi le scene d’azione senza strafare, ma con competenza. Queste prendono le mosse dalla lezione Shane Black con The Nice Guys, dove tutto è serissimo dentro il film e tutto può finire in risata per la sala.

Intrattenimento fatto bene, con due vecchi che non vorrebbero esserlo nonostante la schiena che scricchiola. La loro corsa contro l’età funziona molto. “I Know”, “Lo so” è la frase più pronunciata in Wolfs. Il tono è quello dei bambini stizziti! Non serve più approfondimento psicologico, nei bisticci a chi la sa più lunga c’è tutto il gusto di seguire questi due personaggi.

Anche se ha l’aspetto di un blockbuster, il film è fatto senza grandi esposizioni di mezzi. Pochi luoghi, pochi attori, quasi zero comparse. Eppure c’è tanta attenzione nel fare bene ciò che c’è in scena. Non manca un balletto (oramai caratteristica comune di tutti i film che ambiscono al grande pubblico). Questo è uno di quelli più divertenti visti negli ultimi tempi. È giocato tutto sugli sguardi tra i due e una terza persona che vuole ammazzarli entrambi.

Il cinema può essere anche questa cosa: un film senza grandi ambizioni se non quelle di intrattenere al meglio. Per raggiungere questo proposito, apparentemente umile, bisogna mettere tanta competenza, passione e attenzione. Wolfs ce la fa, e non è poco.

Guarda il trailer ufficiale di Wolfs – Lupi solitari

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Wolfs sembra un blockbuster, ma non lo è. È girato in pochi luoghi con pochi attori e con mezzi contenuti. Eppure intrattiene come il miglior cinema dal pubblico ampio sa fare. Jon Watts dirige con competenza e si affida alle sue star: George Clooney e Brad Pitt. Ci si diverte quanto loro, evidentemente, si sono divertiti a girarlo. Non capita spesso.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

Wolfs sembra un blockbuster, ma non lo è. È girato in pochi luoghi con pochi attori e con mezzi contenuti. Eppure intrattiene come il miglior cinema dal pubblico ampio sa fare. Jon Watts dirige con competenza e si affida alle sue star: George Clooney e Brad Pitt. Ci si diverte quanto loro, evidentemente, si sono divertiti a girarlo. Non capita spesso.Wolfs - Lupi solitari, recensione del film con George Clooney e Brad Pitt