mercoledì, Ottobre 5, 2022
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Widows – Eredità Criminale, recensione del film di Steve McQueen

Alla sua quarta prova da regista, Steve McQueen realizza un film che si inserisce tutt’altro che in punta di piedi in un momento storico di profondo cambiamento per la figura della donna sul grande schermo. Dal 15 novembre arriva nelle sale italiane Widows – Eredità Criminale, thriller drammatico travestito da heist movie in cui è proprio la figura femminile a fare il bello e il cattivo tempo.

Ispirato all’omonima serie britannica degli anni ’80, Widows – Eredità Criminale è ambientato in una Chicago contemporanea in preda a violenza, agitazioni e tumulti, e segue la storia di Veronica (il premio Oscar Viola Davis), una donna che dopo la morte del marito Harry (Liam Neeson), si ritrova invischiata suo malgrado nei loschi affari dell’ex coniuge, criminale di professione.

Prima di essere ucciso insieme a tutta la sua banda, Harry aveva rubato due milioni di dollari al politico Jamal Manning (Brian Tyree Henry), che adesso minaccia la vita di Veronica, pretendendo dalla donna la restituzione della cospiqua somma di denaro. A Veronica non resta altra scelta che fare squadra che le “vedove” dei defunti collaboratori di Harry (interpretate da Michelle Rodriguez ed Elizabeth Debicki) per tentare un furto di cinque milioni di dollari, ripagare così il debito e riprendere in mano le redini della sua vita.

Scritto dallo stesso McQueen in collaborazione con la scrittrice Gillian Flynn, Widows – Eredità Criminale è prima di tutto un dramma femminile. La Flynn, abituata ormai a modellare donne forti (si pensi ai suoi più celebri romanzi – su tutti Gone Girl – e ai rispettivi adattamenti cinematografici e televisivi), prova a veicolare con estrema sensibilità numerosi temi attraverso le singole storie delle protagoniste, quali il dolore della perdita e la forza d’animo necessaria a reagire di fronte all’imprevedibilità degli eventi.

Non tutti i personaggi vengono delineati allo stesso modo e non sempre la narrazione – che si snoda attraverso una successione del prima e dopo – risulta compatta e coerente: è proprio nella sovraesposizione di personaggi secondari e sottotrame (è innegabile quanto il film si impegni ad essere, in maniera limpida e piuttosto sprezzante, anche uno specchio dell’America contemporanea) che l’ultimo lavoro di Steve McQueen fatica a trovare una propria omegeneità, perdendosi talvolta in digressioni inutili.

Il regista Premio Oscar per 12 Anni Schiavo riesce indubbiamente a fare un lavoro più egregio dal punto di vista registico: le figure di queste vedove in preda alla paura, alla disperazione e al bisogno di riscatto emergono con propotenza grazie ad uno sguardo asciutto e preciso, capace di esaltare con i giusti virtuosismi la tensione emotiva di un contesto dominato da soprusi e brutalità; per di più, McQueen si dimostra estremamente abile nel costruire da un punto di vista coreografico i momenti più action del film (di fatto soltanto due).

Le realistiche prove di un cast femminile in grande spolvero, ben amalgamato, guidato da una mastodontica leading lady, sono indubbiamente un altro degli aspetti positivi del film, ma da sole, purtroppo, non bastano a rendere Widows – Eredità Criminale (qui il trailer italiano ufficiale) un film pienamente riuscito. Mescolando i topoi narrativi del cinema di genere all’autorialità della sua visione del mondo, Steve McQueen realizza probabilmente il suo lavoro più ibrido, sorretto da una cast di assoluti fuoriclasse e da una sceneggiatura fin troppo stratificata che, pur svelandosi con arguzia, non impedisce al film di sconfinare in più di un’occasione in un’eccessiva convenzionalità.

Guarda il trailer ufficiale di Widows – Eredità Criminale

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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