lunedì, Settembre 20, 2021
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Vivo, recensione del film d’animazione con le canzoni di Lin-Manuel Miranda

La recensione di Vivo, film d'animazione con le musiche di Lin-Manuel Miranda. Disponibile dal 6 agosto su Netflix.

Il matrimonio tra musica e animazione ha radici profonde, un incontro che ha regalato tante pellicole memorabili, sin da Steamboat Willie (il corto del 1928, esordio di Topolino, è stato il primo cartone animato con colonna sonora completamente sincronizzata). Visto questo connubio consolidato, non è una sorpresa che Lin-Manuel Miranda – probabilmente la stella più luminosa nell’attuale panorama dei musical di Broadway – si sia avvicinato al mondo dell’animazione.

L’autore e interprete del pluripremiato Hamilton – se siete interessati, il musical sulla vita di Alexander Hamilton, padre fondatore degli Stati Uniti, è disponibile su Disney+ – ha proposto l’idea per un film d’animazione a DreamWorks Animation già nell’ormai lontano 2010; progetto poi finito nel limbo produttivo a causa di una ristrutturazione aziendale. Proprio da questa idea, acquistata in seguito da Sony Pictures Animation, nasce Vivo, film d’animazione 3D disponibile su Netflix dal 6 agosto.

L’idea di partenza di Lin-Manuel Miranda è stata sviluppata in un soggetto da Peter Barsocchini (la mente dietro la fortunata serie di film High School Musical) e Quiara Alegría Hudes (già autrice del libretto di In the Heights, opera sempre di Miranda, nonché della sceneggiatura della sua recente trasposizione cinematografica). Si è aggiunto infine al mix, nel ruolo di regista – firmando anche la sceneggiatura insieme a Hudes –, l’esperto d’animazione Kirk DeMicco (dietro al primo capito de I Croods, diretto insieme a Chris Sanders).

Il Vivo del titolo è un cercoletto – simile ad un procione – adottato da Andrés, vecchio musicista che si guadagna da vivere suonando per le strade dell’Avana. Un giorno viene recapitata all’anziano una lettera inaspettata: l’invito ad assistere all’ultima esibizione della famosa cantante Marta Sandoval a Miami. Andrés è stato uno dei musicisti di Marta, quando lei era ancora agli inizi a Cuba, ed ha sempre provato per lei un inconfessato e profondo amore. Entusiasta di riunirsi all’amata e di dichiararle i suoi sentimenti, tramite una canzone scritta di suo pugno, il vecchio musicista verrà purtroppo colto da un malore, passando a miglior vita. Toccherà quindi al fedele animaletto Vivo – con l’aiuto della stravagante nipotina americana di Andrés, Gabi – partire all’avventura; scopo del suo viaggio sarà recapitare, direttamente alla leggendaria cantante, il foglio con testo e musica della canzone d’amore.

VIVO – (L-R) VIVO (voiced by Lin-Manuel Miranda) and GABI (voiced by Ynairaly Simo). ©2021 SPAI. All Rights Reserved.

Partiamo subito dicendo che Vivo è un musical, un film che basa gran parte della sua forza sulle canzoni – composte dallo stesso Miranda insieme all’assiduo collaboratore Alex Lacamoire – e sui numeri musicali. Un lungometraggio animato dove l’aspetto canterino è predominante – essendo anche soggetto della storia -, più che nei Classici Disney, anche in confronto a quelli più cantati (Aladdin, Il gobbo di Notre Dame). Vivo presenta una varietà musicale invidiabile, che va dalle classiche sonorità latine – soprattutto nella prima parte, d’ambientazione cubana – fino ad incursioni nella trap (genere rappresentativo della giovane coprotagonista, l’alternativa e ribelle Gabi).

Questa avventura musicale, dopo un incipit che colpisce con un lutto inaspettato (probabilmente ispirato al lacrimevole prologo di Up, anche se non così efficace), porta avanti per quasi tutta la sua durata un tono brioso e fortemente ironico. Spassosi i momenti dedicati alla capo scout perfettina bionda, sorta di nemesi della bizzarra, dal look punkeggiante, Gabi (la loro contrapposizione ricorda, a tratti, quella tra Amanda e Mercoledì ne La famiglia Addams 2).

Se Vivo, dal punto di vista dell’animazione, non riesce a competere con la qualità tecnica delle pellicole Disney e Pixar, cerca di sopperire alle sue mancanze attraverso lo stile. Un’estetica colorata, immersa nella cultura latinoamericana, con un tratto che ricorda certi cartoni animati degli anni ’50 e ’60 (Hanna-Barbera e Mr. Magoo in primis), che dà il meglio di se in alcune sequenze oniriche bidimensionali.

Tirando le somme, Vivo è un film che non sorprende particolarmente per la sua originalità, ma che riesce ad intrattenere grazie alla varietà musicale e ad alcuni tocchi di stile. Una pellicola che sicuramente saprà anche emozionare tutta la famiglia – hater dei musical esclusi -, sia per il suo tono romantico, che per la sua capacità di trattare, in modo delicato, il tema dell’elaborazione del lutto.

Guarda il trailer ufficiale di Vivo

GIUDIZIO COMPLESSIVO

I numeri musicali, impreziositi dalle musiche di Miranda e Lacamoire, valgono il prezzo del biglietto. Vivo non brilla particolarmente per originalità o per realizzazione tecnica, ma riesce comunque a colpire con alcuni tocchi di stile e ad emozionare. Un film consigliato a tutta la famiglia, almeno che qualcuno non provi una particolare avversione per i musical.
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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