lunedì, Luglio 4, 2022
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Vi Presento Christopher Robin recensione del film con Domhnall Gleeson

Ogni persona al mondo conosce Winnie The Pooh, celebre orsetto ghiotto di miele che vive insieme ai suoi amici delle strepitose avventure. Vi Presento Christopher Robin (qui il trailer), lungometraggio di Simon Curtis con Domhnall Gleeson e Margot Robbie, non vuole tuttavia raccontare le vicissitudini degli iconici animaletti di peluche e del loro famoso padroncino, ma desidera indagare la realtà nascosta dietro la fantasia.

Fin dalle prime scene, il film si presenta infatti come un classicissimo biopic che, nonostante un’inutile cornice che anticipa l’effettiva narrazione, ripercorre gran parte della vita di A. A. Miles (Gleeson appunto), autore dei famosi personaggi letterari che popolano il Bosco dei Centro Acri. Proprio l’impianto estremamente tradizionale della storia rappresenta il primo difetto della pellicola, che sembra voler raccontare troppo in poco tempo.

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La prima parte, incentrata sul ritorno dalla guerra dello scrittore e sulla nascita del figlio, è organizzata in maniera frettolosa, ricorrendo ad un montaggio spesso fastidioso e sincopato, che appare tuttavia necessario per coprire la periodizzazione che si è deciso di mettere in scena. Un minor dilatazione temporale, così come una più marcata circoscrizione degli eventi, avrebbe invece favorito una maggiore e auspicabile scorrevolezza.

I ritmi si fanno poi cadenzati nella parte centrale, focalizzata sui differenti rapporti inter-famigliari. Sebbene le tempistiche si facciano meno pressanti, anche in questo non manca un certo eccesso di elementi narrativi, rintracciabili nei molteplici approfondimenti focalizzati sui confronti padre-figlio, madre-figlio, moglie-marito, tata-bambino e bambino-estranei.

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Vi Presento Christopher Robin recensione del film con Domhnall Gleeson

L’ultima parte, che riprende il non necessario incipit di cui si è già accennato, non convince ugualmente, apparendo meccanica e forzatamente predisposta ad una commozione ‘accidentale’, che però non si concretizza mai veramente. Nonostante un paio di interessanti iati temporali, si presenta nuovamente il problema della smodata estensione degli eventi, che frammenta ulteriormente la narrazione.

In parallelo, la regia di Simon Curtis, regista avvezzo ai biopic grazie a Woman in Gold e soprattutto a Marilyn, risulta sapiente nelle scene più temporalmente stabili e confusionaria in quelle votate all’accumulo di fatti e di informazioni. Non si può non osservare che rispetto alle prime opere il suo percorso sia stato segnato da una rimarchevole involuzione.

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Il variegato cast non riesce inoltre a colmare o riequilibrare le lacune di cui si è detto. Nonostante una sempre brava ma forse a tratti monotematica Margot Robbie, il vero protagonista Domhnall Gleeson offre infatti un’interpretazione bidimensionale, non deprecabile ma nemmeno encomiabile. Lo stesso problema sussiste per Kelly Macdonald, nel ruolo della tata, e per Will Tilston, dolcissimo Christopher Robin bambino.

Simile negli intenti al più riuscito e toccante Neverland dedicato a J. M. Barrie o a Miss Potter sull’omonima illustratrice, Vi Presento Christopher Robin rappresenta dunque un’occasione sprecata per la Fox che, con un classicismo mal riuscito e comunque anacronistico, non riesce a mettere in scena in modo innovativo una delle più grandi icone della letteratura infantile.

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Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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