HomeIn EvidenzaVenom, recensione del cinecomic con Tom Hardy

Venom, recensione del cinecomic con Tom Hardy

La recensione di Venom, cinecomic diretto da Ruben Fleischer e interpretato da Tom Hardy, Michelle Williams e Riz Ahmed. Dal 4 ottobre al cinema.

Dopo anni e anni di estenuante attesa, la Sony Pictures regala finalmente ai fan l’agognato standalone interamente dedicato al protettore letale, una delle più celebri nemesi dell’Uomo Ragno. Dal 4 ottobre arriva nelle sale cinematografiche italiane Venom, film ambientato nell’universo di Spider-Man Homecoming (reboot realizzato in seguito all’accordo tra Marvel e Sony per la produzione di un nuovo film dedicato al simpatico arrampicamuri) ma completamente slegato dal Marvel Cinematic Universe.

Venom rappresenta il primo tassello di un puzzle cinematografico più ampio: la Sony si prepara a gettare le fondamenta di un universo cinematografico totalmente inedito, dedicando ai più famosi nemici di Spider-Man tutta una serie di nuove pellicole. A Ruben Fleischer (regista di Benvenuti a Zombieland e Gangster Squad) il compito di catturare attraverso la macchina da presa l’essenza del personaggio nato dalla mente e dalla penna di David Michieline e Todd McFarlane; al candidato all’Oscar Tom Hardy (Mad Max: Fury Road, Revenant – Redivivo) quello di rappresentarne sul grande schermo la migliore versione possibile.

Venom è un cinecomic inclassificabile: una sorta di ibrido atemporale che arriva al cinema in un momento cinematografico di svolta definitiva nella storia dei cinecomics targati Marvel. Il primo esperimento della Sony destinato a lanciare un universo condiviso nuovo di zecca sembra ignorare completamente tutte le evoluzioni formali e contenutistiche che hanno caratterizzato la cronistoria del cinema dedicato ai supereroi: Fleischer e la squadra di produttori preferiscono puntare sull’effetto nostalgia, concependo un film che per estetica, ritmo e soluzioni narrative sembra provenire direttamente dagli anni ’90.

È innegabile che in Venom ci siano tutta una serie di elementi che affascinano e seducono: il prologo del film è davvero ben costruito, così come tutta la prima parte in cui veniamo a conoscenza dei personaggi e delle dinamiche che intercorrono fra loro; le scene d’azione sono concitante ma travolgenti (soprattutto lo scontro finale, così esagitato e nervoso); il design del simbionte alieno è impeccabile (nonostante i puristi della controparte cartacea abbiano già storto il naso per la mancanza di alcuni dettagli estremamente marginali).

Ciò che proprio non funziona in Venom è la scrittura: non sono bastate quattro mani (tra cui quelle di Jeff Pinkner, sceneggiatore de La Torre Nera e Jumanji – Benvenuti nella Giungla) ad impedire al film di Fleischer di scadere nella prevedibilità e nella banalità. Soprattutto nella seconda parte, la pellicola risulta fin troppo ingenua, tristemente penalizzata da dialoghi arrufati e da battute non particolarmente acute (alcune davvero inconcepibili!), e da svolte narrative tanto elementari e pigre da provocare un fastidioso effetto straniante nello spettatore.

Tom Hardy veste i panni di un Eddie Brock spaccone e timoroso allo stesso tempo, che nasconde la sua indole irresoluta dietro un atteggiamento altezzoso e sfacciato, conferendo al personaggio poca credibilità. Il legame parassitario che l’ospite sviluppa con il simbionte arricchisce la narrazione di un vena comica e leggera, ma che da sola non basta a salvare le sorti di un film che pasticcia con i toni e le atmosfere, e che sfrutta male il talentuoso cast a sua disposizione (su tutti Michelle Williams, relegata ad uno dei ruoli femminili più brutti della recente storia dei cinefumetti).

Venom (qui il trailer italiano ufficiale) è un film sorpassato nella sua costruzione per essere preso realmente sul serio, ma allo stesso tempo così squisitamente innoquo e sprovveduto da non poter lasciare totalmente indifferenti. Un maggiore coraggio nella scelta di toni più seri e cupi avrebbe sicuramente giovato alla buona riuscita del film. Venom poteva essere feroce e spietato al pari del suo protagonista; purtroppo è solo indolente, frettoloso, a tratti inspiegabilmente irresistibile.

Guarda il trailer ufficiale di Venom

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Venom poteva essere feroce e spietato al pari del suo protagonista; purtroppo è solo indolente, frettoloso, a tratti inspiegabilmente irresistibile.
Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

Venom poteva essere feroce e spietato al pari del suo protagonista; purtroppo è solo indolente, frettoloso, a tratti inspiegabilmente irresistibile.Venom, recensione del cinecomic con Tom Hardy