venerdì, Settembre 17, 2021
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L’ultima lettera d’amore, recensione del film con Felicity Jones e Shailene Woodley

La recensione de L'ultima lettera d'amore, tratto dall'omonimo romanzo di Jojo Moyes. Disponibile su Netflix dal 23 luglio.

Tratto dall’omonimo romanzo del 2011 di Jojo Moyes, L’ultima lettera d’amore è il film romantico diretto dall’attrice e neoregista Augustine Frizzel, disponibile dal 23 luglio sulla piattaforma streaming Netflix. Nel cast ritroviamo Felicity Jones (protagonista di Rogue One: A Star Wars Story), Shailene Woodley (tra le protagoniste di Big Little Lies), Callum Turner e Nabhaan Rizwan.

Il film narra due storie tra loro lontane nel tempo, che hanno come collante la curiosità della protagonista. Si tratta di Ellie (Jones), giornalista giovane ma già molto affermata, uscita da poco da una relazione amorosa finita male e per questo disinteressata a qualsiasi tipo di rapporto serio con un uomo. Nonostante questa sua ultima caratteristica, lavorando ad un articolo su una collega da poco venuta a mancare, casualmente trova una lettera d’amore che la colpisce particolarmente. Aiutata da Rory (Rizwan), il ragazzo addetto all’archivio del giornale presso cui lavora, Ellie cerca disperatamente altre lettere che possano aiutarla a capire meglio la storia romantica tra il mittente e il destinatario della lettera, ossia tra Jennifer (Woodley) e Anthony (Turner).

Sono gli anni ’60 e Jennifer è la moglie di un illustre uomo di affari londinese e passa il tempo a fare quello che le donne benestanti degli anni ’60 erano solite fare: spendere, viaggiare, organizzare feste e vivere all’ombra del marito. Un giorno Anthony, che da qualche tempo fa il giornalista, si reca alla casa al mare della coppia, in Costa Azzurra, per intervistare il famoso uomo di affari e, in quell’occasione, conosce Jennifer. I due, dopo alcune vicissitudini, capiscono di non riuscire a stare l’uno senza l’altro e cercano in tutti i modi di trascorrere il maggior tempo possibile insieme, anche una volta tornati a Londra, in seguito alle vacanze estive.

Il loro vorrebbe essere un amore passionale, travolgente, da lasciare lo spettatore senza fiato, ma l’effetto sortito non è esattamente quello. Il film stesso è come se promettesse a chi lo guarda tante emozioni, senza però, poi, farne provare neanche una, né con una storia né con l’altra. Sì, perché anche Ellie, la donna più fredda di una notte d’inverno in Siberia, alla fine si convince che forse potrà innamorarsi dell’archivista, dopo aver trascorso con lui una notte di sesso; ma quando lo decide? Quand’è che matura questo sentimento, questo amore nei confronti di Rory? Non è possibile capirlo a causa di una voragine più che di un buco di sceneggiatura; una sceneggiatura, quella de L’ultima lettera d’amore, che fatica a raccontare una storia, figuriamoci due ambientate in momenti storici differenti.

I salti temporali, i flashback, risultano semplicistici e senza logica, con dei tagli netti che creano una disarmonia nello scorrere della narrazione. Inoltre, come se non bastassero scenografia, costumi e dialoghi, la regista ha pensato bene di sottolineare i momenti del passato con dei filtri luminosi opachi che ricordano le vecchie fiction americane, rendendo gran parte delle sequenze al limite del ridicolo. Gli attori portano avanti dei ruoli poco definiti e caratterizzati, quasi abbozzati. Anche le due protagoniste, Ellie e Jennifer, per quanto debbano essere le colonne portanti delle loro rispettive storie, sono personaggi deboli, privi di carattere e caratteristiche, quasi delle caricature di altri personaggi di film simili, o, meglio, delle bozze di questi.

L’ultima lettera d’amore è un film spento, incapace di emozionare o di lasciare qualcosa allo spettatore se non indifferenza; non vi è alcun tipo di immedesimazione nei personaggi, perché è difficile conoscerli e quindi amarli o disprezzarli. Ad un pubblico nostalgico nessun film d’amore odierno potrebbe emozionare come Casablanca o Il tè nel deserto, ma questo non sarebbe capace di emozionare neanche il pubblico dei più giovani, neanche i più romantici innamorati dell’amore. Anche il finale, che ovviamente non sveleremo, non colpisce, non emoziona, non sorprende, ma abbandona una volta per tutte lo spettatore con la stessa apatia che lo ha accompagnato durante le due ore scarse di visione.

Guarda il trailer ufficiale de L’ultima lettera d’amore

GIUDIZIO COMPLESSIVO

L’ultima lettera d’amore è un film spento, incapace di emozionare o di lasciare qualcosa allo spettatore se non indifferenza; non vi è alcun tipo di immedesimazione nei personaggi, perché è difficile conoscerli e quindi amarli o disprezzarli.
Chiara Marchi
La passione per il cinema nasce dopo la visione al cineclub Arsenale di Pisa di Metropolis di Fritz Lang, in quarta ginnasio | Film del cuore: C’era una volta in America | Il più grande regista: Billy Wilder | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "Nessuno è perfetto." (A qualcuno piace caldo)

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