venerdì, Ottobre 7, 2022
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Toy Story 4, recensione del nuovo capitolo della saga Disney/Pixar

Tra le diverse saghe prodotte dalla Pixar, quella di Toy Story non è solo la prima ad essere nata, ma anche la più prolifica e apprezzata. Dal 1995, anno di realizzazione del primo Toy Story – Il Mondo dei Giocattoli, le avventure del cowboy Woody e dell’astronauta Buzz Lightyear hanno infatti ricevuto uguale consenso da pubblico e critica, dando origine a ben tre sequel per il grande schermo, oltre che a diversi cortometraggi, altrettanti special televisivi, un’improbabile serie animata e un numero praticamente infinito di merchandising comprendente videogiochi, libri, fumetti, action figure e oggettistica varia ed eventuale.

Dopo un’attesa di nove anni, la Pixar – oltre che, naturalmente, la Disney – sembra finalmente pronta a portare i giocattoli più amati dai bambini di nuovo al cinema, con l’attesissimo quarto capitolo noto semplicemente come Toy Story 4 (qui il trailer italiano ufficiale). Poco tempo è passato dall’epilogo del film precedente: Woody (doppiato nella versione italiana, per la prima volta, da Angelo Maggi, che ha preso il posto del compianto Fabrizio Frizzi) è ormai un giocattolo di Bonnie, dopo che l’amico storico Andy, ormai cresciuto, ha deciso di cederlo.

Tacitamente infelice della nuova situazione, il cowboy deve convivere con uno scarso interesse della padroncina nei suoi confronti, trovandosi spesso abbandonato nell’armadio. Le cose cambiando con l’arrivo di Forky (doppiato da Luca Laurenti), un giocatolo creato dalla spazzatura che, soprattutto durante una vacanza in camper, scombussolerà la quotidianità di Woody, portandolo a rivalutare i suoi stessi principi.

Riscoprendo la classica ricetta che ha reso i primi Toy Story delle pellicole cult dell’animazione americana, il quarto capitolo della saga diretto da Josh Cooley riporta sullo schermo i grandi temi del franchise, primi fra tutti l’amicizia e l’amore. Abbandonando quasi totalmente il rapporto tra Woody e Buzz, vero perno dei precedenti episodi e la cui mancanza è l’unica pecca di quello attuale, il film sposta il focus sul legame tra il cowboy e Bo Peep, mai così approfondito.

Se nel precedente capitolo la dolce pastorella era infatti totalmente scomparsa (a parte un breve cameo), l’amicizia dai toni romantici che lega lei e il protagonista è qui parte integrante del plot principale ed è sicuramente una delle parti più interessanti della storia. Il recente clima che si respira a Hollywood, già emerso con forza nel recente live action Disney Aladdin, traspare infatti anche in questo nuovo film Pixar, dove la precedente innocente Bo Peep si trasforma in una figura a tutto tondo, finalmente emancipatasi dal ruolo di fanciulla inerme.

Altro tema cardine della saga, sempre legato al concetto di amicizia, è poi quello di lealtà tra giocattolo e bambino. Questa volta, l’innovazione non è tuttavia rinvenibile in un vecchio personaggio totalmente ripensato, ma in due nuovi giocattoli, ovvero il divertentissimo Forky e la villain (ma non troppo) Gabby Gabby. Seppur in modo totalmente diverso, i due personaggi imparano grazie a Woody il senso di lealtà, permettendo agli spettatori – piccini, ma anche grandi – di riscoprire la forza che fin dal 1995 vena il magico mondo di Toy Story.

Guarda il trailer ufficiale di Toy Story 4

Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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