venerdì, Ottobre 7, 2022
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Tonya, recensione del film con Margot Robbie nei panni di Tonya Harding

La recensione di Tonya, biopic in cui Margot Robbie interpreta l'ex pattinatrice Tonya Harding. Presentatno nella Selezione Ufficiale di RomaFF12.

Dopo aver interpretato il prototipo della damigella in pericolo in The Legend of Tarzan e aver rubato la scena a tutti i suoi colleghi in Suicide Squad con la sua meravigliosa Harley Quinn, Margot Robbie si prepara ad entrare nell’olimpo delle stelle di Hollywood e ad essere presa sul serio come attrice grazie al film Tonya.

Diretto dall’australiano Graig Gillespie (Lars e Una Ragazza Tutta Sua), Tonya è un biopic dedicato alla storia vera di Tonya Harding, ex pattinatrice su ghiaccio diventata famosa per essere stata la seconda donna (ma la prima americana) ad aver eseguito un triplo axel in una competizione ufficiale, ma anche per lo scandalo legato all’aggressione della collega Nancy Kerrigan, avvenuta nel lontano gennaio del 1994.

Tonya ripercorre in maniera cronologica la vita della Harding, cercando di mostrare al pubblico le fragilità e le contraddizioni di una donna etichettata per anni dall’opinione pubblica americana come un vero e proprio “mostro”.

Le sequenze che ci mostrano la vita dell’ex pattinatrice vengono introdotte dai racconti degli stessi personaggi che, di fronte alla macchina da presa di Gillespie, diventano come dei testimoni in un aula di tribunale, offendo ognuno il suo punto di vista su una vita molto più complicata e tragica di quanto i media non volessero far sembrare.

La sceneggiatura di Steven Rogers riesce a far trasparire non solo la perserveranza e la determinazione con le quali la Harding ha da sempre inseguito il suo sogno, ma anche a svelare i retroscena di una vita personale tormentata e difficile, in cui sono stati gli affetti più cari della donna (prima ancora che gli occhi del mondo) a forgiare il suo carattere e a trasformarla in quella “ragazzaccia volgare” che l’ambiente del pattinaggio non era disposto in alcun modo ad accettare.

i tonya

Rogers ricostruisce dunque con grande maestria una storia vera caricandola di pungente ironia intervallata da sporadici e ben dosati momenti di emozione. La struttura narrativa assolutamente non convenzionale rende il prodotto nella sua totaità una pellicola rigorosa e avvincente che sfugge a tutti i topoi tipici del biopic tradizionale.

All’ottimo lavoro di scrittura di Rogers si affianca quello meticoloso di Graig Gillespie, che attraverso energici movimenti di macchina, stacchi veloci ed effetti speciali centinellati (usati principalmente per le sequenze in cui la Robbie esegue il tripo axel) riesce a trasmettere tutto il caos e l’euforia della vita di Tonya all’epoca dei fatti.

Un grandissimo lavoro viene fatto anche dall’intero cast, ognugno in grado di regalare performance strepitose, vere e soprattutto credibili: Margot Robbie – in odore di candidatura ai prossimi Oscar – è semplicemente magnetica nei panni della Hardying, forte e determinata proprio come lo era il personaggio originale; Sebastian Stan (il Soldato d’Inverno del MCU) interpreta il ruolo dell’ex marito di Tonya, Jeff Gillroy, rivelando una bellissima ed imprevedebile alchimia con la protagonista.

Ancora, Walter Hauser è assolutamente perfetto nei panni di Shawn Eckhart, la guardia del corpo di Tonya protagonista dei momenti più grotteschi ed irriverenti del film; ma la vera pietra miliare è l’interpretazione di una monumentale Allison Janney nei panni di LaVona, la madre di Tonya, donna glaciale e madre snaturata che l’attrice statunitense interpreta con grande prestigio e carisma.

Tonya è un biopic inusuale e affascinante che riesce a fare suoi i principi costitutivi e vincenti di un’ottima dark comedy, con l’obiettivo di umanizzare la figura di una delle donne più odiate d’America, luogo per antonomasia dove basta un attimo per essere amati e un attimo per essere odiati… indipendentemente da quale sia la verità.

Guarda il trailer ufficiale di Tonya

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Tonya è un biopic inusuale e affascinante che riesce a fare suoi i principi costitutivi e vincenti di un'ottima dark comedy, con l'obiettivo di umanizzare la figura di una delle donne più odiate d'America, luogo per antonomasia dove basta un attimo per essere amati e un attimo per essere odiati... indipendentemente da quale sia la verità.
Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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Tonya, recensione del film con Margot Robbie nei panni di Tonya HardingTonya è un biopic inusuale e affascinante che riesce a fare suoi i principi costitutivi e vincenti di un'ottima dark comedy, con l'obiettivo di umanizzare la figura di una delle donne più odiate d'America, luogo per antonomasia dove basta un attimo per essere amati e un attimo per essere odiati... indipendentemente da quale sia la verità.