lunedì, Ottobre 3, 2022
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Tiro Libero recensione del film di Alessandro Valori

Amore, redenzione e divertimento: questi sono gli ingredienti di Tiro Libero, nuovo lungometraggio a tema sportivo diretto da Alessandro Valori. Dario (Simone Riccioni) è un viziato campione di basket che, grazie al ricco padre (Paolo Conticini) e all’iper-protettiva madre (Nancy Brilli), ha sempre soddisfatto ogni singolo capriccio. Improvvisamente le cose sembrano però cambiare: dopo un incidente in campo, gli viene infatti diagnosticata una distrofia muscolare, che segna la fine della sua carriera. Pieno di rabbia e rancore, l’ex atleta troverà in un gruppo di bambini disabili e nella bella ed enigmatica Isabella (Maria Grazia Centorami) un motivo per continuare a vivere.

Tiro Libero racconta una favola moderna che, con dolcezza e semplicità, narra una storia coinvolgente e ricca di buoni sentimenti

Intrecciando i toni della commedia con un pizzico di dramma, Tiro Libero racconta una favola moderna che, con dolcezza e semplicità, narra una storia coinvolgente e ricca di buoni sentimenti. Lontano dall’eccessivo buonismo dei film di Alessandro Siani o dalla comicità sboccata tipica della commedia italiana degli ultimi decenni, il lungometraggio di Valori mette in scena una bel racconto di formazione, non esente da qualche ovvietà ma capace contemporaneamente di intenerire e divertire.

L’umorismo, sempre fresco e ritmato, strappa dunque più di un sorriso, aderendo alla perfezione anche ai passaggi più toccanti. Ottimo è soprattutto lo humor a sfondo religioso: senza moralismo cristiano o irriverenza atea, il protagonista si trova infatti a riflettere più volte su Dio e sul suo potere, dando spazio a gag simpatiche e dai risvolti per nulla dottrinali.

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Tiro Libero: trailer della nuova commedia di Alessandro Valori

Accanto alla lodevole scrittura, interessante è anche la regia di Alessandro Valori, il quale, a poco più di un anno dal precedente lavoro Come Saltano i Pesci, osserva con sguardo lucido e equilibrato i personaggi, rifiutando qualsiasi particolare forma di autorialità e cercando invece di costruire un prodotto gradevole al grande pubblico.

Pur non apparendo nuovo in una storia da bildungsroman come questa, il personaggio di Dario appare riuscito, sia nella sua versione arrogante sia in quella successivamente redenta: il bravo Simone Riccioni riesce a dipingere un ragazzo inizialmente odioso, destinato a cambiare e capace di rendersi piacevole anche per chi guarda. Intorno a lui, non possono naturalmente mancare molteplici figure secondarie che, in modi differenti, convincono grazie alle diverse sfaccettature di umanità che rappresentano.

Tiro Libero mette in scena un storia di teneri affetti e forza interiore che, grazie alla pacatezza e ai buoni intenti, può piacere ai grandi ma anche ai più piccini

Se Marianna Di Martino nel ruolo della sorella Rebecca offre la performance più convincente del cast, validi sono sicuramente anche lo spassoso tuttofare Samuele Sbrighi e la premurosa madre Nancy Brilli. Degno di una nota particolare è inoltre il piccolo Jacopo Barzaghi che, nonostante la tenera età, riesce a tenere egregiamente testa a veterani della commedia come Biagio Izzo o Paolo Conticini. Ben interpretato e ben diretto, Tiro Libero mette pertanto in scena un storia di teneri affetti e forza interiore che, grazie alla pacatezza e ai buoni intenti, può piacere ai grandi ma anche ai più piccini.

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Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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