mercoledì, Maggio 19, 2021
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Thunder Force, recensione del film con Melissa McCarthy e Octavia Spencer

La recensione di Thunder Force, commedia diretta da Ben Falcone e interpretata da Melissa McCarthy e Octavia Spencer. Dal 9 aprile su Netflix.

In un momento storico in cui i cinecomics sono stati letteralmente messi in discussione per quanto riguarda i concetti di inclusività e rappresentanza, arriva quasi in punta di piedi una commedia che prova a farsi beffa di tutta una serie di codici tanto narrativi quanto estetici che hanno decretato la fortuna del genere (o del fenomeno?) più in voga e di successo dell’attuale panorama cinematografico d’oltreoceano. Thunder Force è l’ultima “trovata” dell’ormai collaudatissima coppia – dentro e fuori dal set – formata dall’attrice Melissa McCarthy (Le amiche della sposa, Copia originale) e dal regista Ben Falcone (Tammy, The Boss), che torna a dirigere per la quinta volta la moglie, questa volta al fianco di un premio Oscar di tutto rispetto: Octavia Spencer (vista di recente in Le streghe di Robert Zemeckis).

Thunder Force è ambientato in un mondo in cui i supercriminali sono all’ordine del giorno: si fanno chiamare Miscredenti e sono in circolazione ormai da anni. Lydia e Emily, due migliori amiche d’infanzia che, ancora adolescenti, hanno bruscamente interrotto ogni tipo di rapporto, si ritrovano per caso dopo che Emily – divenuta ormai una brillante scienziata – ha ideato un trattamento che consentirà ad entrambe di acquisire una vasta gamma di poteri al fine di proteggere la città dal nemico. Nonostante le diversità caratteriali, il loro forte legame d’amicizia le permetterà di uscire indenni dalle pericolose e divertenti avventure in cui si ritroveranno coinvolte, riuscendo – anche grazie alla complicità della figlia di Emily – ad affrontare il leader dei Miscredenti, il temibile The King, e ad accettare la loro nuova condizione di “paladine della giustizia”.

Come ogni film di supereroi che mira ad introdurre dei personaggi nuovi di zecca, anche Thunder Force può essere classificato come una tradizionale origin story. Nel caso della commedia di Ben Falcone, però, l’interesse generato dai retroscena della vita delle due protagoniste risulta abbastanza fiacco, così come la minaccia che si ritroveranno a sventare, costruita a partire da un set up che non brilla certo per originalità. Parellelamente, la regia scolastica di Falcone, priva di qualsivoglia guizzo, rimane al servizio di una narrazione elementare che, nel tentativo di ricreare la classica estetica fumettosa, aggira qualsiasi tipo di complessità per adagiarsi sulla confezione rassicurante ma semplicistica.

Ma Thunder Force non è soltanto un film di supereroi che prova – senza riuscirci in pieno – ad abbattere tutta una serie di cliché intrisi in uno dei generi di maggior successo dell’ultimo ventennio. Il vero cuore pulsante del film è rappresentato dalla volontà di tirare in ballo tematiche edificanti, di certo abusate ma pur sempre nobili, come ad esempio l’importanza dell’amicizia, in questo caso dell’amicizia tra due personaggi femminili agli antipodi, legate da una relazione improbabile.

Melissa McCarthy, decisamente a suo agio in un ruolo che ricorda sotto molti aspetti personaggi già interpretati in passato, veste i panni di una donna schietta e generosa, uno spirito libero che non sempre è capace di controllare la sua forza dirompente. Il premio Oscar Octavia Spencer, che siamo invece abituati a vedere in ruoli prettamente drammatici (basti pensare a The Help, Il diritto di contare e La forma dell’acqua), interpreta una sorta di scienziato pazzo in gonnella, dedita al suo lavoro, meticolosa e al tempo stesso anche prodigiosa.

Per certi aspetti, è come se Lydia (McCarthy) ed Emily (Spencer) rappresentassero due facce della stessa medaglia: due eroine imperfette, lontanissime dai canoni di bellezza statuaria a cui la storia dei fumetti prima e la moderna epopea degli universi condivisi ci hanno abituato (abbagliando e condizionando inevitabilmente le masse), ma dotate di un cuore puro disposto a reggere il peso di una missione più grande di loro e a sacrificarsi in nome di un bene superiore. Ad arricchire il cast ci pensano alcuni volti noti di assoluto prestigio e richiamo, come Bobby Cannavale, Jason Bateman (nei panni del personaggio forse più respingente dell’intero film), il premio Oscar Melissa Leo e Pom Klementiff (nota per il ruolo di Mantis nel franchise di Guardiani della Galassia).

Disponibile dal 9 aprile sulla piattaforma di streaming Netflix, Thunder Force è una commedia che osa farsi gioco di un genere prendendosi forse troppo sul serio. A tratti sopra le righe e tendente oltre misura al demenziale, il film mescola azione e avventura con pochissime trovate divertenti o gustose ma con sequenze d’azione, tuttavia, ben orchestrate. Per chi fosse alla ricerca di un prodotto leggero che ironizza sui film di supereroi, troppo spesso vittima dei loro stessi stereotipi: niente uomini simili a dei che sanno sempre cosa fare e come farlo, ma donne comuni lontane dall’essere delle guerriere armate di forza e bellezza a cui viene offerta la possibilità di combattere il male sfidando le convenzioni cinematografiche.

Guarda il trailer ufficiale di Thunder Force

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Thunder Force è una commedia che osa farsi gioco di un genere prendendosi forse troppo sul serio. A tratti sopra le righe e tendente oltre misura al demenziale, il film mescola azione e avventura con pochissime trovate divertenti o gustose ma con sequenze d’azione, tuttavia, ben orchestrate.
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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