lunedì, Agosto 8, 2022
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The Specials – Fuori dal Comune, recensione del film con Vincent Cassel

The Specials – Fuori dal Comune è il titolo dell’atteso ritorno, dietro la macchina da presa, della coppia di registi Olivier Nakache ed Éric Toledano: affiatati e complici, i due hanno firmato la regia di film che hanno riscosso grande successo come Quasi Amici, C’est la vie – Prendila come viene e Samba: commedie amare, capaci tanto di intrattenere e divertire quanto di spingere lo spettatore alla riflessione, inducendolo ad osservare la realtà da un punto di vista completamente diverso ma sempre all’insegna del filone Feel-Good. Il film, dopo aver chiuso con gran successo l’ultimo Festival di Cannes ed aver vinto il Premio del Pubblico al San Sebastián International Film Festival, è stato presentato nella sezione Alice nella Città della Festa del Cinema di Roma. Grazie a Europictures e Lucky Red, sarà disponibile dal 18 novembre su Sky Primafila Premiere, MioCinema, IoRestoInSala e dal 23 novembre sulle più importanti piattaforme on demand (potete trovare l’elenco qui).

Per vent’anni Bruno (Vincent Cassel) e Malik (Reda Kateb), amici e colleghi, hanno vissuto in un mondo diverso: quello dei bambini e degli adolescenti affetti da autismo. Responsabili di un’organizzazione senza scopo di lucro, Bruno e Malik insegnano ai giovani provenienti da aree disagiate ad assistere quei casi rifiutati dalle istituzioni e classificati come estremamente complessi; ma non sempre le loro buone azioni vengono apprezzate, soprattutto da parte delle istituzioni.

The Specials – Fuori dal Comune è una delicata dramedy sociale, impegnata ma capace di intrattenere il pubblico mainstream: un classico prodotto della coppia Nakache-Toledano, che hanno sempre cercato di filtrare – attraverso l’occhio meccanico della loro macchina da presa – la realtà fino a trasfigurarla, smussandone gli spigoli più aspri e iniettandole una luce di incrollabile speranza, in armonia con le imprevedibili virtù del creato.

Anche nelle situazioni più difficili e impossibili, perfino quando gli ostacoli lungo il cammino sembrano impossibili da superare i due registi non perdono il loro proverbiale ottimismo che finiscono per infondere nelle loro opere, poetiche osservazioni silenziose delle difficoltà del quotidiano. Dopo la disabilità, con The Specials – Fuori dal Comune tornano ad accarezzare un tema delicato con il quale è difficile confrontarsi, tra luoghi comuni, retorica abusata, stereotipi invalicabili: i giovani affetti da autismo. La condizione autistica, una realtà ancora semi-sconosciuta alle grandi masse, spesso viene classificata in modo brutale come una malattia invalidante per l’individuo; ma l’autismo non è assolutamente niente di tutto questo: è l’ignoranza, il rifiuto dell’evidenza che condanna spesso alla cecità tanto la società quanto le istituzioni, che invece dovrebbero garantire un futuro migliore per chi è affetto da questa sindrome.

Partendo da una storia vera, i due registi “sacrificano” la narrazione cinematografica in favore di una regia più affine al documentario, asciutta e diretta: il risultato è il racconto fedele – ma “romanzato” – dell’attività dei due fondatori delle più importanti organizzazioni francesi che si occupano di bambini e adolescenti affetti da autismo. Più che puntare sui dialoghi, sulle situazioni o sui colpi di scena che scandiscono una sceneggiatura, Nakache e Toledano preferiscono dare spazio (e campo) ai personaggi, agli attori che li interpretano: fioccano impeccabili performance all’insegna del naturalismo quasi neorealista, soprattutto grazie ad un Vincent Cassel in stato di grazia, mattatore ingrigito e dimesso dalla potente forza d’animo e dalla fede incrollabile.

Rispetto alle loro precedenti opere, The Specials – Fuori dal Comune si rivolge volontariamente meno alla sala, alla pancia del grande pubblico, quanto piuttosto alle orecchie di chi sa ascoltare; il film parla infatti alle coscienze di tutti coloro che sono sensibili alla cause sociali, ai problemi del quotidiano, alle idiosincrasie di una burocrazia cieca che non riesce a garantire un welfare state per tutti, condannando chi è più fragile a restare alle corde del ring dell’esistenza. L’intento dietro al film è più sociale che cinematografico: si vede la volontà totale, da parte dei registi, di utilizzare la “macchina-cinema” – un mezzo così popolare e pop – per veicolare un messaggio fondamentale di speranza.

E la speranza, così come il progresso, passano soprattutto per la conoscenza: informare, mostrare la verità, le difficoltà insormontabili che queste organizzazioni, gli assistenti, chi è affetto da autismo e i loro familiari possono incontrare tutti i giorni; problemi che spesso non trovano soluzioni a breve termine. Ed è proprio per ovviare agli ostacoli quotidiani che persone come Bruno e Malik, così diversi tra loro, decidono di fare squadra: perché solo nei problemi si abbattono i muri, accomunando tutti sotto l’unica bandiera della fede nella speranza in un futuro migliore, all’insegna della civiltà.

Guarda il trailer di The Specials – Fuori dal Comune

https://www.youtube.com/watch?v=u-vXkBFIXQo

GIUDIZIO COMPLESSIVO

The Specials – Fuori dal Comune è una delicata dramedy sociale, impegnata ma capace di intrattenere il pubblico mainstream: un classico prodotto della coppia Nakache-Toledano, che hanno sempre cercato di filtrare la realtà fino a trasfigurarla, smussandone gli spigoli più aspri e iniettandole una luce di incrollabile speranza, in armonia con le imprevedibili virtù del creato.
Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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