venerdì, Aprile 16, 2021
HomeRecensioniThe Rental, recensione del thriller diretto da Dave Franco

The Rental, recensione del thriller diretto da Dave Franco

La recensione di The Rental, thriller diretto da Dave Franco, qui al suo debutto come regista. Disponibile dal 10 marzo su Amazon Prime Video.

The Rental è il titolo del thriller che segna il debutto dietro la macchina da presa di Dave Franco, attore e fratello del più noto James, con il quale ha condiviso il set del cult The Disaster Artist. E per mostrarsi in questa nuova veste inedita, il minore dei fratelli Franco sceglie di mettersi alla prova con un thriller domestico, dove due coppie si ritrovano a fronteggiare minacce esterne (ma anche interne, pronte a minare i loro legami) nell’arco di un lungo, e tranquillo, weekend di paura. Il film è stato distribuito direttamente on demand su Amazon Prime Video dal 10 marzo, e vede nel cast Dan Stevens (Downton Abbey), Alison Brie (GLOW), Sheila Vand (A Girl Walks Home Alone at Night), Jeremy Allen White (Shameless) e Toby Huss (Halt and Catch Fire).

The Rental è incentrato su due coppie che decidono di affittare online, per un weekend, una splendida casa sull’oceano: Charlie e Josh sono fratelli, il primo è sposato con Michelle e il secondo è fidanzato con Mina, socia in affari di Charlie. Ciò che le coppie ignorano, è il sottile e pericoloso gioco di tensioni erotiche che vedono protagonisti soprattutto i due soci, attratti l’uno dall’altra in modo irresistibile. Una volta giunti sul posto conoscono il proprietario della casa, un uomo strano e inquietante; inoltre i quattro sospettano di essere spiati proprio da quest’ultimo. Quella che doveva essere quindi una tranquilla e divertente vacanza, si trasformerà in un terribile incubo.

The Rental è un thriller dalle premesse semplici eppure ambiziose: Dave Franco prova a realizzare un Kammmerspiel che mescola, abilmente, dramma e tensione senza disdegnare i codici estetici di nessun genere; ma le intenzioni di partenza vengono presto vanificate da una sceneggiatura fragile. Uno script incerto, lontano dalla fermezza inderogabile dei maestri del grande thriller d’autore o dall’abilità intrigante dei mestieranti del buon cinema commerciale. Franco, con la sua opera prima, si colloca in un’indeterminata via di mezzo, un limbo confuso dove il classico film mainstream di genere cerca una via più raffinata per raccontare una storia, appellandosi al fascino della regia e alla capacità – da parte dell’occhio meccanico della macchina da presa – di raccontare in modo alternativo tematiche altrimenti convenzionali.

Due coppie a confronto sono le protagoniste del film: coppie legate tra loro da tanti fili sottili, legami di sangue, legami vincolanti sul lavoro e nel privato. Quattro individui che lo spettatore riesce ad inquadrare fin dai primi minuti, focalizzando l’attenzione su dinamiche relazionali pronte a deflagrare in un battito di ciglia. La tensione che cresce, a partire dal momento in cui approdano nella casa-vacanze, sembra costruita piuttosto sulle loro paranoie e sui segreti che custodiscono gelosamente: un vero e proprio “teorema del delirio” che alimenta l’atmosfera disturbante nella quale sono immersi. Sembra quasi che i quattro protagonisti di The Rental si accorgano della presenza dello spettatore, eletto quindi – in un gioco meta-cinematografico inconsapevole – voyeur privilegiato.

Serpeggia il sospetto, in chi guarda, che non esista nessun occhio indiscreto esterno pronto a spiarli; sembra quasi che quello sguardo – che loro continuano ad avvertire – sia solo frutto della loro immaginazione e dei sensi di colpa che continuano a crescere, accompagnandoli nell’arco del weekend. Ed è così che il classico thriller domestico, pronto a seguire uno schema già visto al cinema e costellato di topoi di genere, sembra trasformarsi in qualcosa di diverso, in un dramma da camera (Kammerspiel, appunto) incentrato più sugli aspetti drammatici che sulla tensione adrenalinica. Ma il tentativo di Franco non riesce fino in fondo, restando in superficie, vittima forse di una sceneggiatura dal ritmo rarefatto, carente di efficaci jumpscare o del coraggio necessario per infrangere i confini di genere riscrivendo le regole.

The Rental vanifica ogni sforzo di realizzare un thriller ambizioso e più profondo, capace di scavare nella psicologia dei personaggi aggirando l’ostacolo/baluardo di una buona storia che finisce per orientare la scrittura dell’intera sceneggiatura. Rimane quindi un film godibile, forse troppo rarefatto e lento, ma capace di instillare qualche dubbio nello spettatore a partire dalle riflessioni che lascia dopo la visione: analisi che riguardano la nostra società e il ruolo che ormai ricoprono i “grandi fratelli” che ci osservano nel privato, occhi bianchi – e meccanici – aperti su un pianeta Terra inconsapevole e nevrotico, incapace di tenere nascosto anche il più piccolo segreto che popola la propria sfera personale.

Guarda il trailer ufficiale di The Rental

GIUDIZIO COMPLESSIVO

The Rental è un thriller dalle premesse semplici eppure ambiziose: Dave Franco prova a realizzare un Kammmerspiel che mescola, abilmente, dramma e tensione senza disdegnare i codici estetici di nessun genere; ma le intenzioni di partenza vengono presto vanificate da una sceneggiatura fragile.
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

I più letti

- Advertisment -