domenica, Ottobre 24, 2021
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The Manor, recensione dell’horror Blumhouse con Barbara Hershey

La recensione di The Manor, film dell'antologia horror Welcome to the Blumhouse. Dall'8 ottobre su Amazon Prime Video.

Siamo arrivati all’ultimo appuntamento con il ciclo di film Welcome to the Blumhouse, almeno per quanto riguarda quest’anno. La serie antologica prodotta da Jason Blum, personaggio che ha costruito il suo impero sulle sanguinolente fondamenta dell’horror, si chiude con The Manor. Il film è disponibile sulla piattaforma Amazon Prime Video dall’8 ottobre, dove troverete anche i precedenti tre episodi (Bingo Hell, Black as Night e Madres), di cui abbiamo trattato in precedenza proprio sulle “pagine” di questo sito.

The Manor è scritto e diretto dalla belga Axelle Carolyn, precedentemente giornalista di cinema e attrice, assidua collaboratrice del regista, specializzato in B-movie, Neil Marshall (Centurion e Doomsday, in quest’ultimo Carolyn ha prestato doppio servizio, sia come comparsa che come make-up artist). Una carriera passata poi dietro la macchina da presa con il film d’esordio Soulmate e la regia di episodi di Creepshow e The Haunting of Bly Manor, nonché la sceneggiatura di una puntata de Le terrificanti avventure di Sabrina.

Il “manor” del titolo è una struttura adibita a casa di riposo in cui viene ricoverata Judith (Barbara Hershey), ex ballerina ormai settantenne. Durante la notte, la donna nota una strana figura aggirarsi per la sua stanza, un’ombra inquietante che tormenta anche altri ospiti dell’ospizio. Non creduta dai membri del personale, l’unica sua speranza sembrerebbe essere il nipote diciassettenne Josh (Nicholas Alexander), a lei molto legato dopo la morte del padre.

Axelle Carolyn è un’autrice che conosce bene il genere, un’appassionata di horror sin dalla sua carriera giornalistica, passata a scrivere per riviste e siti specializzati nel cinema del macabro e dell’orrore. The Manor è la prova tangibile di questa sua cultura cinefila: una pellicola che si ispira agli orrori da ospizio di Bubba Ho-Tep – Il re è qui, piccolo cult di Don Coscarelli dei primi 2000, naturalmente tralasciando il lato ironico.

Contesto in cui inserisce una creatura meravigliosamente inquietante, che sembrerebbe uscita direttamente dai mondi fantastici di Guillermo del Toro, con una origine radicata nella tradizione dei riti celtici (qui il riferimento cinefilo è L’albero del male, ritorno all’horror non del tutto riuscito di William “L’esorcista” Friedkin). Un’amore per il genere e i suoi autori dimostrato anche da piccoli camei, alcuni diretti (il regista Mick Garris fa una piccola apparizione) e altri indiretti (in una scena la protagonista guarda in tv il film Body Bags – Corpi estranei, dove è presente John Carpenter).

Una cultura e una passione che non sono però supportati da una realizzazione all’altezza: tutto in The Manor urla “televisivo”, nell’accezione più negativa del termine. Scrittura e regia mediocri, fotografia dozzinale e colonna sonora anonima svalutano i simpatici riferimenti cinefili, così come l’efficace contesto della vicenda (una casa di riposo in cui la protagonista, anziana e in pericolo, non è creduta e viene bollata come vecchietta in preda ai deliri della demenza senile).

The Manor può comunque contare su un’ottima interpretazione di Barbara Hershey (L’ultima tentazione di Cristo), ancora molto affascinante e definitivamente transitata, in questa tarda fase della sua carriera, al ruolo di diva dell’horror (i film della serie Insidious). Questa performance e il finale, inaspettatamente cattivo, rendono il film il migliore tra quelli presentati in questo ciclo di Welcome to the Blumhouse.

Guarda il trailer ufficiale di The Manor

GIUDIZIO COMPLESSIVO

The Manor è un horror dalla spiccata natura cinefila, purtroppo penalizzato da una realizzazione mediocremente televisiva. L'ottima interpretazione di Barbara Hershey e un finale inaspettato riscattano in parte il film, rendendolo il più godibile di questo ciclo dell'antologia Welcome to the Blumhouse.
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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