mercoledì, Luglio 6, 2022
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The Lodgers – Non Infrangere le Regole recensione del film horror

The Lodgers – Non infrangere le regole è il secondo, atteso, lungometraggio horror diretto dall’irlandese Brian O’Malley che torna a maneggiare con (estrema) cura il genere che lo aveva già consacrato attraverso il precedente Let Us Prey: questa volta, però, il regista preferisce far rotta verso i territori più nascosti della ghost story, del tradizionale racconto gotico-decadente per immagini.

Irlanda, 1920. Due gemelli diciottenni orfani, Rachel (Charlotte Vega) ed Edward (Bill Milner) a causa di una maledizione che grava sulla loro famiglia, sono tenuti prigionieri dalla propria casa, per espiare le colpe dei loro antenati, costretti a rispettare le rigide regole tramandate senza mai trasgredirle, pena la punizione che potrebbe provenire dall’oscura presenza che si impossessa della loro casa dopo la mezzanotte.

Mentre Edward si è rassegnato e adattato, mestamente, a questo tenore di vita, Rachel cerca in tutti i modi di lottare per scappare via, supportata dall’amore che prova verso il giovane soldato Sean (Eugen Simon): ma realizzare il proprio sogno di libertà non sarà così facile.

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Attraverso The Lodgers (qui il trailer italiano ufficiale) O’Malley è riuscito a riportare in vita una specifica sfumatura del genere horror che ha sempre incontrato alterne fortune nel corso della propria esistenza: il cinema, infatti, abbonda di ghost story più o meno gotiche e non tutte si possono considerare riuscite fino in fondo. Spesso il rischio più grande che si corre con questi film specifici è quello di non incontrare il moderno gusto del pubblico, regalando piuttosto allo spettatore un palese colpo di sonno nella penombra della sala cinematografica.

O’Malley ha il talento e la bravura necessari per scardinare questa maledizione: non solo grazie a The Lodgers riesce ad innalzare il livello del sottogenere come non si vedeva dai primi anni duemila, da The Others diretto da Amenabar; ma raggiunge anche l’ottimo risultato di creare una storia gotico-decadente accattivante tanto da essere sospesa tra l’irrealtà del soprannaturale e l’effettivo scorrere del tempo della Storia, raccontando una vicenda insita nelle vene pulsanti dell’Irlanda tormentata in cerca della propria indipendenza.

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The Lodgers – Non Infrangere le Regole recensione del film horror

Come, appunto, l’Irlanda degli anni ’20 cerca la propria libertà affrancandosi dagli inglesi, anche la giovane Rachel cerca di lottare, con tutte le proprie forze, a un oscuro destino che sembra incombere, come una macabra spada di Damocle, sulle teste della propria famiglia. Eccentricità e decadenza sembrano un tratto predominante della famiglia protagonista, tratteggiando i due gemelli con delle caratteristiche talmente inquietanti da risultare terribilmente affascinanti agli occhi di chi guarda, che rimane affascinato dalle vicende che scorrono sullo schermo tanto da non poter fare a meno di osservarle.

O’Malley, ispirato da precedenti capolavori del genere horror-gotico come il già citato The Others, La Spina del Diavolo, Miriam si sveglia a Mezzanotte e The Duke of Burgundy, realizza un horror raffinato quanto atipico, adattando per il grande schermo la complessa sceneggiatura di David Turpin: complessa, proprio perché atipica, distante dai classici canoni del genere. Più vicino emotivamente al cuore nero di Crimson Peak di del Toro, The Lodgers si allontana dalle classiche apparizioni spettrali scavando, piuttosto, nell’inquietudine dei segreti, nei lati nascosti dell’oscurità umana, tra le crepe inconfessabili del desiderio e del peccato.

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I fantasmi diventano quasi un pretesto, un transfert freudiano delle colpe dei vivi; l’acqua che segna, fin dai primissimi minuti, lo scorrere del film è un altro elemento simbolico fondamentale, trasportando la vicenda in una dimensione più simbolico-metaforica che effettiva, allontanando lo spavento tradizionale in favore di un approccio più profondo, viscerale, emotivamente complesso.

Supportato dai solidi pilastri di un’eccellente fotografia e di una location suggestiva quanto inquietante – una vera casa infestata di ben 666 anni, chiamata Loftus Hall – The Lodgers compensa attraverso l’estetica qualche lacuna nella sceneggiatura, creando un’esperienza più visiva/emozionale – appunto – che orrorifica.

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Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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