lunedì, Ottobre 3, 2022
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The Front Runner – Il Vizio del Potere, recensione del film con Hugh Jackman

Dopo essere stato presentato in anteprima nazionale all’ultima edizione del Torino Film Festival, arriva finalmente nelle sale italiane The Front Runner – Il vizio del potere, l’ultima fatica del regista Jason Reitman con protagonista Hugh Jackman nei panni del carismatico politico Gary Hart.

Tratto dal romanzo “All the Truth Is Out: The Week Politics Went Tabloid” di Matt Bai, sceneggiato per il grande schermo da quest’ultimo e dallo stesso Reitman insieme a Jai Caron, il film segue la storia di Gary Hart, politico statunitense considerato il favorito tra i democratici alle elezioni presidenziali americane del 1988. L’uomo vide sfumare la sua corsa a causa della relazione extraconiugale con la modella Donna Rice.

Jason Reitman, alla sua ottava fatica dietro la macchina da presa (tra i titoli più celebri della sua filmografia ricordiamo Tra le nuvole, Juno e Young Adult), orchestra un tradizionale racconto di ascesa e caduta in cui vita privata e pubblica si mescolano innescando una time bomb dalle conseguenze deleterie.

Il film, lungi dal voler essere soltanto una mera ricostruzione storica di un fatto sconosciuto ai più (o comunque non particolarmente noto allo spettatore italiano medio), è in realtà una riflessione intensa e decisamente contemporanea su uno nuovo scenario politico assai tumultuoso che iniziò a delinearsi proprio dal momento della caduta di Hart e con il quale, ancora oggi, la popolazione mondiale è costretta a confrontarsi.

Attraverso una regia tanto dinamica quanto bilanciata, Reitman esplora le classiche ed inflazionate contrapposizioni tra pubblico e privato, tra politica e celebrità, tra giornalismo e gossip, scrivendo con sguardo lucido e accattivante un nuova interessantissima pagina di cinema americano, un cinema sicuramente avvezzo a sviscerare le strutture e gli squilibri di potere, sempre in bilico tra idealità e umanità, tra dimensione astratta e dimensione terrena.

Costruito come un thriller e ambientato in un contesto dal ritmo incalzante, The Front Runner – Il vizio del potere (qui il trailer italiano ufficiale) si avvale di una sceneggiatura fluida e coerente per scandagliare ad ampio raggio l’impatto durevole e profondo – tanto nella politica americana quanto in quella mondiale – della supposta relazione extraconiugale di Hart, ricostruendo in maniera impeccabile atmosfere e situazoni che confereriscono ancora più credibilità e prestigio al risultato finale.

Smessi i panni dell’eroe distrutto o dell’artista pieno di talento ma vinto dalla sua ambizione, Hugh Jackman si addentra in un territorio sconosciuto e dà vita ad un vero e proprio enigma, un uomo intelligente e magnetico che nel momento forse più importante della sua vita e della sua carriera rimase vittima di un sistema che iniziò ad incasellare i fatti in base al loro grado di interesse e non in base alla loro reale importanza. Nel delineare sullo schermo un personaggio all’apparenza contraddittorio, colto in una situazione disarmante, Reitman ricerca l’autenticità e mira al libero giudizio del pubblico, indeciso su come sentirsi nei confronti di Hart a mano a mano che la narrazione si snoda.

L’aspetto più interessante e più riuscito del film è comunque rappresentato dalla perfetta armonia con la quale riescono a convivere le sue due anime: The Front Runner – Il vizio del potere è sì un’opportunità per raccontare in maniera dettagliata e aderente alla realtà un determinato momento sociale che ha definitivamente sancito la rottura fra qualsiasi linea di demarcazione fosse mai esistita fino a quel momento tra politica, media e intrattenimento; ma è anche e soprattutto il ritratto di un uomo costretto a ridimensionare l’importanza di un obiettivo e a riscoprire ciò che ha davvero valore, dimostrando – come esplicitato dalla bellissima scena finale – che nella vita ci saranno sempre debolezze e/o fallimenti che dobbiamo essere disposti ad accettare.

Guarda il trailer di The Front Runner

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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