domenica, Ottobre 24, 2021
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The Farewell – Una Bugia Buona, recensione del film con Awkwafina

The Farewell – Una Bugia Buona di Lulu Wang, presentato in anteprima italiana all’ultima edizione del Roma Film Festival, è già riuscito a far parlare molto di sé. Con due candidature ai Golden Globes e ben quattro ai Critics Choice Awards, il lungometraggio con protagonista la rapper e attrice Awkwafina (aka Nora Lum) convince e commuove grazie al suo tono dolceamaro. Il film, tratto dal racconto breve “What You Don’t Know” della stessa regista, uscirà nelle sale il prossimo 24 dicembre grazia a BiM Distribuzione.

Billi (Awkwafina) è una giovane adulta divisa tra la sua famiglia cinese e il suo futuro newyorkese. Venuta a sapere che alla sua adorata nonna Nai Nai è stato diagnosticato un tumore, il suo piccolo mondo di certezze crolla inesorabilmente. Non solo: il papà di Billi (Tzi Ma) e sua madre (Diana Lin) decidono di non comunicare all’anziana il fatto, seguendo la volontà di farle vivere nel modo più sereno possibile il tempo a sua disposizione.

In The Farewell – Una Bugia Buona il tema ostico dei legami familiari è trattato con una saggezza e lucidità indiscusse, senza troppi giri di parole o perbenismi. A fare da tramite la fisicità un po’ sgraziata ma irresistibile di Awkwafina che si rivela perfetta nei panni di Billi, questa creatura fuori dal tempo e dallo spazio il cui unico tramite con la realtà sembra essere proprio sua nonna.

L’opera di Lulu Wang ha il pregio di saper parlare in maniera coerente delle complesse tematiche che si involano dal termine contrasto: Pechino/New York, innovazione/tradizione, vecchio/nuovo, corretto/scorretto. La sua protagonista è una ragazza al passo con i tempi incapace di comprendere quanto possa mancarle effettivamente la terra d’origine, quanto la novità possa influire su ciò che oramai è scaduto, quanto una cosiddetta “bugia bianca” possa essere davvero in grado di fornire un lasciapassare per una benevola ingenuità.

The Farewell – Una Bugia Buona si veste quindi di una tonalità melancolica la quale, tuttavia, riesce ad esprimersi attraverso un linguaggio moderno ed efficace. Il dramma familiare diviene corale solamente nella misura in cui è Billi a rendere possibile questo tramite, monade in un mondo fitto di corpuscoli apparentemente consapevoli della strada da percorrere. La famiglia e il senso di appartenenza sono visivamente traslate in una tavola imbandita e colma di chiasso, parole che si devono dire e parole che è conveniente non vengano proferite, opinioni a tratti chiare a tratti sconnesse, divergenze in apparenza da superare.

In ogni modo The Farewell – Una Bugia Buona spiega che le divergenze non necessitano di essere per forza accantonate in nome di un sentimento comune: esse possono trasportare verso una coscienza nuova, verso un rinnovato sentire che, spesso, non richiede l’utilizzo della verità.

Guarda il trailer di The Farewell – Una Bugia Buona

Carlotta Guido
Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

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