Abbiamo parlato diverse volte, sempre su questi lidi, di come Hollywood abbia la passione per i filoni di film dal genere assimilabile. Scovare e perfezionare formulette facilmente codificabili, di sicuro successo, da propinare al pubblico è il cavallo di battaglia della Fabbrica dei sogni losangelina. I casi più esemplari vanno dal western della Golden Age, reiterato e spolpato fino all’osso, fino alla recente febbre da cinecomics, anche questa ormai sulla via dell’esaurimento.
Il ritorno dello swashbuckler movie
Nel periodo della Hollywood classica, fra le pellicole di maggiore successo popolare vi era anche un genere oggi meno noto: lo swashbuckler movie. Film cappa e spada d’avventura, dagli elaborati e mirabolanti duelli, dove divi della caratura di Douglas Fairbanks e Errol Flynn la facevano da padrone, sempre nei panni di eroi classici come Zorro e Robin Hood. Ma uno dei sottogeneri più apprezzati dello swashbuckler era sicuramente quello d’ambientazione piratesca, con pellicole di grande successo quali Capitan Blood e Contro tutte le bandiere.
Come il western e l’horror classico, anche il cinema d’avventura piratesca ha visto negli anni diversi tentativi di recupero da parte dell’industria hollywoodiana, fra sonori fallimenti (il disastroso Corsari di Renny Harlin) e qualche successo (la saga dei Pirati dei Caraibi della Disney), ma senza mai generare un vero e proprio nuovo filone. Ci riprovano i fratelli Russo (Avengers: Endgame, The Electric State), questa volta in veste di produttori, con Priyanka Chopra, già star della loro Citadel, una delle più costose serie tv mai realizzate.

Di cosa parla The Bluff?
Il film The Bluff, disponibile in streaming su Prime Video dal 25 febbraio, è infatti la nuova produzione in salsa piratesca, targata Amazon MGM Studios, dei due ex re Mida del Marvel Cinematic Universe. Al timone del progetto, Frank E. Flowers, regista che viene dal mondo dei videoclip e co-sceneggiatore del biopic Bob Marley: One Love, qui affiancato alla scrittura da Joe Ballarini (il film per ragazzi Guida per babysitter a caccia di mostri).
The Bluff ci porta nel 1846, al tramonto dell’epoca d’oro della pirateria, dove sono rimasti attivi solo i bucanieri più brutali, alla disperata ricerca di una via d’uscita. Uno di questi è il capitano Connor (un Karl Urban sopra le righe, a metà strada tra il suo Billy Butcher di The Boys e l’Indio di Per qualche dollaro in più), che con la sua sanguinaria ciurma si appresta a sconvolgere la placida esistenza degli abitanti di una pacifica isoletta. Il pirata, infatti, pensa che il suo tesoro, trafugato anni prima, possa essere nascosto sull’isola. Ma quella che sembra, almeno in apparenza, un’impresa facile viene presto complicata dalla battagliera Ercell (Chopra), pescivendola dall’oscuro passato.
Un hidden badass in un’avventura piratesca
La pellicola diretta da Flowers applica la formula dell’hidden badass, popolarizzata negli ultimi anni da John Wick, al cinema di pirati, con una protagonista che è più di quanto lasci all’inizio trasparire. I paralleli con l’ormai iconico action hero interpretato Keanu Reeves si palesano anche in alcuni tropes ripresi pari pari dalla saga cinematografica diretta da Chad Stahelski (anche la nostra Ercell ha un soprannome spaventoso proveniente dal suo passato, l’eloquente Bloody Mary, così come una cassetta dove ha nascosto i suoi vecchi ferri del mestiere).
Ma The Bluff richiama John Wick anche nello stile con cui viene messa in scena l’azione, dinamica e adrenalinica, dove i risultati degli impatti sono brutali, senza risparmiare anche i personaggi femminili. Naturalmente, qui la protagonista è una donna, quindi alcuni capisaldi del genere vengono ribaltati (questa volta tocca al marito, interpretato da Ismael Cruz Córdova de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, fare da ostaggio).

Un altro wannabe blockbuster da piattaforma
Se le scene d’azione possono vantare una soddisfacente qualità fisica, lo stesso non si può dire di alcuni inserti in CGI. La computer graphics del film, infatti, risulta troppo spesso eccessivamente posticcia. Ne è un esempio eclatante la scena di arrembaggio in mare aperto del prologo, che lascia con la sensazione di stare assistendo a un filmato di gameplay di qualche videogioco a tema piratesco (le battaglie navali di Assassin’s Creed IV: Black Flag).
Ma purtroppo non è solamente questo l’unico problema ad affliggere The Bluff, che dopo un inizio abbastanza scoppiettante si va presto a perdere nei cliché più abusati del genere. Non aiuta un’ultima parte anti-spettacolare, ambientata in angusti e bui tunnel sotterranei, dove la nostra eroina ha piazzato alcune trappole in stile Rambo per eliminare gli antagonisti uno dopo l’altro. Un altro wannabe blockbuster da piattaforma che risulta perlopiù un giocattolone abbastanza prevedibile e mediocre. Non sarà di sicuro questo film a riesumare la “pirati-mania”.


