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Tartarughe Ninja: Caos Mutante, recensione del film d’animazione

La recensione di Tartarughe Ninja: Caos Mutante, il nuovo film d'animazione prodotto da Seth Rogen e diretto da Jeff Rowe. Dal 30 agosto al cinema.

È il 1984 quando una coppia di aspiranti fumettisti, Kevin Eastman e Peter Laird, dà alle stampe un piccolo albo auto-prodotto in bianco e nero distribuito dalla Mirage Studios, la loro etichetta indipendente. Quell’albo, contenente una storia concepita inizialmente come autoconclusiva, è il primo numero delle Tartarughe Ninja; un gustoso pastiche di cultura nerd che mette i suoi assurdi protagonisti, un quartetto di tartarughe umanoidi, al centro di avventure dai cupi toni milleriani (il seminale lavoro di Frank Miller su “Daredevil” e “Ronin”, molto popolare tra gli appassionati di fumetti dell’epoca, è stata una delle principali fonti di ispirazione di Eastman e Laird).

Il risultato è un successo che non si ferma solo al mondo del fumetto indipendente, ma che attira l’attenzione di Playmates Toys, che vede nella creatura dei due autori il potenziale per una linea di giocattoli di successo. Un fenomeno stratosferico, che in soli quattro anni genera più di un miliardo di dollari di guadagni, supportato anche dalla promozione della celebre serie animata del 1987, dove i toni cupi e violenti del fumetto vengono stemperati, rendendo le tartarughe più a misura di bambino (all’epoca, incredibile ma vero, i principali clienti a cui erano rivolti i giocattoli).

Arriviamo al presente. Dopo quattro serie di cartoni animati e sei film per il grande schermo, ci pensano “l’eterno adolescente (titolo auto-appioppatosi nel trailer)” Seth Rogen e il suo amico per la pelle Evan Goldberg (già produttori delle serie The Boys e Invincible) a ravvivare la “Turtlemania”. Tartarughe Ninja: Caos mutante, in sala dal 30 agosto, è il nuovo film animato dedicato al simpatico gruppo di verdi eroi, per cui i due produttori e sceneggiatori – insieme a Dan Hernandez e Benji Samit di Pokémon: Detective Pikachu – si sono affidati al regista Jeff Rowe, una delle menti dietro al delizioso I Mitchell contro le macchine.

Un bizzarro nucleo familiare, non privo di contrasti

Come i Mitchell, anche le quattro tartarughe (Leonardo, Raffaello, Donatello e Michelangelo), con il loro maestro e padre adottivo Splinter (in originale doppiato da Jackie Chan), formano un bizzarro nucleo familiare, non privo di contrasti. I quattro mutanti adolescenti vorrebbero rivelarsi al mondo esterno, lasciare le fogne e vivere tra gli umani, andando contro i dettami dell’anziano ratto, che gli ha insegnato il ninjutsu proprio per evitare attenzioni indiscrete. L’incontro e la conseguente amicizia con April O’ Neil, giovane aspirante giornalista, li convincerà a tentare di sventare i furti del misterioso Superfly (il rapper Ice Cube): un’occasione per diventare eroi agli occhi degli abitanti di New York ed essere finalmente accettati.

Courtesy of Paramount Pictures. – © 2023 Paramount Pictures.

Se il lato visivo di Tartarughe Ninja: Caos mutante – ampiamente debitore dello stile lanciato da Spider-Man: Un nuovo universo – è indubbiamente la forza della produzione firmata Rogen & Goldberg, con alcune sequenze musicali memorabili, lo stesso non si può dire del suo comparto narrativo. La nuova avventura dei giustizieri col guscio soffre di una trama molto basica, più preoccupata ad accumulare variopinti avversari mutanti, oltretutto con personalità appena abbozzate (spicca solo lo spassoso Mondo Gecko, interpretato da Paul Rudd), che a dare quel minimo di spessore in più alle vicende narrate (come ha fatto egregiamente il succitato Un nuovo universo, ma anche, per esempio, The LEGO Movie).

Dei simpatici, goffi… credibili adolescenti

Dove brilla la scrittura è in alcuni piccoli momenti con protagonisti proprio le quattro tartarughe, dipinte con efficacia come degli adolescenti credibili (ricordiamo come il nome originale del franchise sia “Teenage Mutant Ninja Turtles”, ovvero “Tartarughe Ninja Teenager Mutanti”). Divertenti dialoghi con riferimenti alla cultura pop giovanile, da Avengers: Endgame al gruppo K-pop BTS, e situazioni in cui i giovani beniamini si comportano con l’ingenuità e la spensieratezza dell’adolescenza (in una scena sono intenti a riprendersi con il cellulare mentre fanno a fette angurie al ralenti). Caratteristica che facilita ancora di più l’identificazione con le TMNT, soprattutto dal punto di vista del pubblico più giovane: qui i nostri ninja sono anche, e soprattutto, dei simpatici e goffi adolescenti, alla ricerca del loro posto nel mondo.

Tartarughe Ninja: Caos mutante fa il minimo sindacale dal punto di vista della trama, mettendo in piedi uno spettacolo colorato che potrà accontentare al 100% solo i più piccini. Un film d’animazione lontano dalla profondità della saga di Spider-Verse o di altre produzioni simili, che trova in parte riscatto grazie al gradevole lato visivo e in alcuni momenti riusciti tra le turtles. Il risultato è tutto sommato piacevole, ma niente di davvero significativo (ci sarà modo magari di aggiustare il tiro nel preannunciato seguito). Nota di merito per la colonna sonora elettronica firmata da Trent Reznor e Atticus Ross.

Guarda il trailer di Tartarughe Ninja – Caos mutante 

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Tartarughe Ninja – Caos mutante fa il minimo sindacale dal punto di vista della trama, mettendo in piedi uno spettacolo colorato che potrà accontentare al 100% solo i più piccini. Un film d'animazione lontano dalla profondità della saga di Spider-Verse o di altre produzioni simili, che trova in parte riscatto grazie al piacevole lato visivo e in alcuni momenti riusciti tra le tartarughe (i nostri eroi sono dipinti come adolescenti credibili, tra citazioni alla cultura pop giovanile e scenette gustosamente divertenti).
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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