martedì, Aprile 13, 2021
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Star Trek: Beyond, recensione del film di Justin Lin

Esce oggi 21 luglio in Italia Star Trek: Beyond, film diretto da Justin Lin che raccoglie l’eredità di J.J. Abrams (Star Trek e Star Trek: Into Darkness) per raccontarci nuovamente le avventure nell’esplorazione del cosmo della USS Enterprise.

A Justin Lin è stato essenzialmente affidato il compito di porsi come punto di congiunzione tra il presente e il futuro della saga, tra quel discorso iniziato da J.J. Abrams 7 anni fa (a cui va il merito di aver rivitalizzato un franchise forse troppo afflosciato dalla miriade di serie tv e pellicole cinematografiche) e quelli che saranno gli eventuali nuovi capitoli (un quarto Stark Trek è già stato annunciato ufficialmente).

L’inizio e tutta la prima parte di questo Star Trek: Beyond sono assolutamente sensazionali: si riflette sulla vita del capitano Kirk e del suo equipaggio all’interno dell’Enterprise (palese riferimento alla longevità del franchise che proprio quest’anno compie 50 anni) e si assiste ad uno degli attacchi nemici meglio costruiti dell’intera serie reboot. Con l’arrivo della squadra su un pianeta sconosciuto e ostile, però, il film inizia a palesare i propri difetti. Difetti legati essenzialmente alla sceneggiatura firmata da Simon Pegg (l’amatissimo Scotty della saga) e Doug Jung.

Se da un lato, infatti, il lavoro del duo cerca di valorizzare alcuni personaggi (l’inedita coppia formata da Spock e McCoy su tutti), dall’altro ne trascura senza motivo degli altri (come Uhura e Sulu, nonostante il tanto chiacchierato coming out di quest’ultimo, che in una scena vediamo riabbracciare la figlia e il compagno), lasciando addirittura che le due new entry del film – la sexy e audace Sofia Boutella nei panni dell’aliena Jaylah e uno sprecatissimo Idris Elba in quelli del villain Krall – risultino sì affascinanti e carismatici ma a lungo andare (colpa di uno sviluppo narrativo troppo semplicistico) privi di reale mordente, quasi inconsistenti.

Ciononostante è palese lo sforzo di Pegg di voler rendere i personaggi il vero cuore pulsante di questa nuova avventura, soprattutto a partire dalla seconda parte del film, in cui assistiamo ad un vero e proprio rollercoaster emotivo dove la comicità dei dialoghi si fonde alla profondità delle indissolubili tematiche legate alla saga. A risentirne maggiormente sono la struttura interna e, in generale, l’identità dell’opera, alla quale Pegg non aggiunge nulla di nuovo, lasciando così che una storia semplice e dai toni leggeri (nonostante le premesse iniziali) si sgretoli in risvolti prevedibili e fin troppo prestabiliti per un film del genere.

Decisamente più riuscito e curato il lavoro di Justin Lin: nonostante il regista di Fast & Furious trasformi il terzo atto del film in un frenetico action dove ogni elemento assume una valenza specifica (persino la musica), Lin riesce comunque a rendere questa tredicesima pellicola del franchise un’esperienza immersiva e visivamente d’impatto, con scene d’azione dal ritmo concitato e convulso che lo rendono probabilmente l’episodio più spettacolare di tutti.

Star Trek: Beyond si avvale dunque di un comparto tecnico eccezionale e di una serie di battute efficaci che lo rendono un discreto blockbuster d’intrattenimento, ma manca di approfondire e calabrire situazioni, dinamiche e anche emozioni che J.J. Abrams e la sua squadra avevano collegato e amalgamato decisamente meglio.

Il film è dedicato alla memoria di Leonard Nimoy e di Anton Yelchin.

Guarda il trailer ufficiale di Star Trek: Beyond

Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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