lunedì, Marzo 4, 2024
HomeRecensioniSpie Sotto Copertura, recensione del film d'animazione

Spie Sotto Copertura, recensione del film d’animazione

Spie Sotto Copertura è il nuovo film targato 20th Century Fox che allieterà il Natale dei più piccoli ma non solo: in questo lungometraggio d’animazione che mescola sapientemente insieme lo spionaggio e le sfumature comiche da buddy movie tutti – da 0 a 99 anni – potranno trovare degli spunti, dei dettagli capaci di catturare l’attenzione facendo crescere la curiosità nei confronti di questo prodotto che vede un cast di voci originali tutto all star: Will Smith e Tom Holland sono infatti i due protagonisti Lance e Walter, accanto a Ben Mendelsohn, Rashida Jones, Karen Gillan e Rachel Brosnahan.

Il film, diretto da Nick Bruno e Troy Quane, vede protagonista l’agente segreto Lance Sterling (Smith), la miglior spia sulla piazza, impeccabile e pieno di fascino nel suo elegante vestito blu. Un giorno Walter Beckett (Holland), giovane scienziato incaricato di creare potenti armi e gadget assurdi ed eccezionali per l’intelligence, propone all’agente Sterling una tecnologia, nota come “travestimento biodinamico”, che potrebbe rivoluzionario lo spionaggio permettendo alle spie di non farsi notare tramite dei travestimenti “molto particolari”.

Braccato da un super cattivo che ha preso le sue sembianze, Lance vede nell’invenzione di Walter un’unica via di fuga per far perdere le proprie tracce continuando comunque ad indagare. Ma inavvertitamente Lance beve proprio il filtro ritrovandosi trasformato in un piccione: questo evento improvviso e fuori dall’ordinario farà sì che l’agente e il “piccolo genio” imparino a fare affidamento l’uno sull’altro per portare a termine la più importante di tutte le missioni: salvare il mondo.

Spie Sotto Copertura è un grazioso quanto inaspettato divertissement pop e cinefilo: un concentrato di citazioni volontarie – e involontarie – capaci di spaziare attraverso vari campi senza però mai perdere di vista i canoni del genere. Il film d’animazione è costruito adattandosi fedelmente ai codici scritti dello spionaggio, risultando molto più fedele, coerente ed efficace di altri film “parodia” nati, nel corso degli anni, nel solco tracciato dall’agente segreto più famoso dell’immaginario collettivo, ovvero James Bond AKA 007.

Il ritmo del film ondeggia tra eccessi pirotecnici e topoi del genere districandosi con brillante intelligenza, senza mai perdere di vista il messaggio che cerca di veicolare fin dai primissimi minuti: che l’unione fa la forza e che con la gentilezza si ottiene tutto, perfino sconfiggere i super-cattivi. Una morale non scontata per un film – ispirato al cortometraggio Pigeon: Impossible del 2009 destinato al mercato mainstream natalizio. Più che un intento moralizzatore didattico-educativo, dietro sembra esserci ancora la voglia sovversiva-patinata di decostruire i cliché di un genere, con tutti i luoghi comuni ad esso legato che lo hanno, nel corso degli anni, definito nell’immaginario collettivo.

Il personaggio di Lance Sterling – palesemente costruito sulla fisicità di Will Smith – è, in un primo momento, il classico erede del Bond-verse in grado di fornire/suggerire indirettamente perfino degli interessanti spunti sul futuro prossimo del franchising a base di spie più longevo e celebre della storia; con il passare dei minuti, la presenza del personaggio di Walter – giovane genio millennial che tanto deve alla presenza vocale di Holland – inizia il processo di decostruzione che durerà per i successivi 101’, innescando tra i due protagonisti un’alchimia degna del più classico dei buddy movie natalizi.

Ad arricchire l’interessante – quanto iper-pop – quadro di Spie Sotto Copertura ci pensano altri due elementi: lo stile e la colonna sonora. Nel primo caso, i Blue Sky Studios – gli stessi che hanno realizzato il franchising de L’Era Glaciale tra gli altri – giocano con lo stile ipercinetico e mozzafiato della più classica delle spy story aggiungendo però un tocco di colore patinato, di stile che trova la propria massima espressione negli splendidi titoli di testa e coda.

Lo stesso per quanto riguarda la colonna sonora realizzata da Theodore Shapiro ma prodotta da Mark Ronson: il talentuoso producer e DJ – già dietro il successo di Shallow, canzone tratta dal film A Star is Born e Premio Oscar 2019 – infonde il giusto groove funky ai brani principali (tre in tutto) collaborando con star in ascesa della scena R ‘n’ B (Anderson .Paak, ad esempio), permettendo così a Spie Sotto Copertura di essere avvolto da un’aura anni sessanta ma con echi urban, facendo rimpiangere agli ascoltatori la sfumata possibilità di realizzare, insieme alla compianta Amy Winehouse, la colonna sonora del film della saga di James Bond –  datato 2008 – Quantum of Solace.

Guarda il trailer ufficiale di Spie Sotto Copertura

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -