sabato, Febbraio 27, 2021
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Scuola di sopravvivenza: Missione safari, recensione del film interattivo Netflix

La recensione di Scuola di sopravvivenza: Missione safari, il film interattivo Netflix con Bear Grylls. Dal 16 febbraio disponibile in streaming.

Il primo film interattivo risale al 1967. Kinoautomat, dei registi cecoslovacchi Radúz Činčera, Ján Roháč e Vladimír Svitáček, fu presentato al 67° Expo di Montréal. Il gioco era semplice: per nove volte, durante il corso del film, la proiezione si arrestava; un moderatore entrava in scena chiedendo agli spettatori di prendere un telecomando posizionato su ogni poltrona e premerne uno dei suoi due tasti, ciascuno dei quali associato a una specifica evoluzione della trama; successivamente, veniva fatta una media ponderata dei voti e il film continuava come indicato dalla maggioranza del pubblico. Questo per dire che con i suoi film interattivi Netflix ha scoperto l’acqua calda. Ad ogni modo bisogna ammettere che la curiosità relativa a questi oggetti filmici per certi versi estranei all’universo cinematografico – più vicini alle sperimentazioni della videoarte – è sempre tanta. L’ultimo prodotto appartenente a questo tipologia di spettacolo audiovisivo è Scuola di sopravvivenza: Missione safari, dal 16 febbraio disponibile in streaming sulla piattaforma.

Un mediometraggio di 45 minuti con protagonista l’ormai famoso “esploratore televisivo” Bear Grylls: l’uomo capace di mangiare qualsiasi cosa, a cominciare dagli insetti (anche qui non si fa mancare – sempre che glielo lasciate fare – la giusta dose di proteine che solo una larva e una sanguisuga possono garantire). Propriamente uno spin-off dell’omonima serie distribuita un paio di anni fa sempre da Netflix, Scuola di sopravvivenza: Missione safari è un giocattolone pensato principalmente per un pubblico molto giovane. Durante il corso della narrazione, lo spettatore è chiamato a prendere decisioni di vitale importanza per il proseguo della storia, e diciamo subito che – molto intelligentemente – non tutte le scelte porteranno inevitabilmente a un lieto fine. Quindi, nel caso vogliate prendervi parte, ponderate prima di decidere.

Da spettatori attivi siamo chiamati ad affiancare Bear Grylls in una missione alquanto ardua. Il recinto di contenimento di una riserva naturale, nel Corno d’Africa, è stato manomesso dai bracconieri e a seguito del danneggiamento due animali sono fuggiti: un leone (che rischia di sbranare un ignaro naturalista accampato nei pressi della riserva) e un babbuino (che si è spinto verso una scogliera e corre il rischio di essere divorato da un ghepardo). Ma non finisce qui, perché è necessario pure elettrificare nuovamente la recinzione, provvedendo quindi ad aggiustare il generatore di corrente. Tutto questo mentre incombe un temporale che potrebbe mettere a repentaglio la missione.

A prima vista un’operazione come quella di Scuola di sopravvivenza: Missione safari rischia di essere liquidata come infantile, se non addirittura sciocca. Almeno fino a quando, mossi dalla curiosità, non si decide di “stare al gioco”. Allora le cose cambiano, perché non solo durante il corso della narrazione si è comunque coinvolti dalla vicenda – elementare, certo, ma capace di mantenere alta la concentrazione -, ma si è incuriositi anche dallo scoprire quali saranno le conseguenze delle nostre scelte. E il divertimento, oltretutto, non si esaurisce alla prima visione; anzi, si moltiplica di fronte ai plurimi sviluppi che la storia può potenzialmente prendere a seguito delle nostre decisioni.

Diviene così divertente sia vedere come si evolve la trama sulla base delle risposte date ai diversi quesiti che Bear Grylls ci pone durante il corso del racconto, sia confrontarsi con le varie situazioni che ne conseguono, pur sapendo magari che una risposta è sicuramente errata e che magari potrebbe mettere a repentaglio i nostri nobili intenti. E alla fine, benché adulti, si ritorna un po’ bambini. E fuggire da un leone inferocito o salvare uno sciagurato babbuino inerpicatosi su una scogliere a strapiombo sul mare sembra riguardarci direttamente in prima persona. Non sarà un film capace di fare la storia o un’opera memorabile, ma alla fine bisogna ammettere che Scuola di sopravvivenza: Missione safari assolve efficacemente al suo compito: divertire.

Guarda il trailer di Scuola di sopravvivenza: Missione Safari

GIUDIZIO COMPLESSIVO

A prima vista un'operazione come quella di Scuola di sopravvivenza: Missione Safari rischia di essere liquidata come infantile, se non addirittura sciocca. Almeno fino a quando, mossi dalla curiosità, non si decide di "stare al gioco". Allora le cose cambiano, perché non solo durante il corso della narrazione si è comunque coinvolti dalla vicenda ma si è incuriositi anche dallo scoprire quali saranno le conseguenze delle nostre scelte.
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

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