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Scuola di seduzione, recensione del film di e con Carlo Verdone

Nuova commedia diretta e interpretata da Carlo Verdone, Scuola di seduzione arriva direttamente su Paramount+ dal 1° aprile.

A distanza di cinque anni da Si vive una volta sola, distribuito limitatamente in sala a causa del Covid-19, e ben otto anni dall’ultima uscita cinematografica Benedetta follia, Carlo Verdone torna alla regia con un nuovo progetto. Un ritorno che segna anche un cambio di rotta nella distribuzione: niente sala, ma piattaforma. Un passaggio già in parte anticipato dalla lunga parentesi seriale di Vita da Carlo, che già flirtava con un linguaggio e una fruizione più vicini allo streaming.

Una commedia corale

Scuola di seduzione è un film corale che mette al centro una serie di personaggi fragili, insicuri e irrisolti, accomunati dalla scelta di affidarsi a una love coach, Ortensia (Karla Sofía Gascón), figura sospesa tra guru motivazionale e possibile fuffa contemporanea. Intorno a lei si muovono queste personalità che sembrano fare a gara a chi è più “sfigato”, o meglio, più “incapace di stare al mondo”.

Tra loro troviamo Clemente (lo stesso Verdone), ex percussionista, pensionato e orgogliosamente boomer, alle prese con un passato mai davvero risolto; Adele (Beatrice Arnera), influencer determinata a mettere in discussione la coach e l’intera utilità della scuola; Bruno (Lino Guanciale), professore sulla cinquantina che vive ancora con la madre; Giuliana (Vittoria Puccini), donna bellissima ormai completamente ignorata dalle attenzioni del marito; Gaia (Euridice Axen), libraia omosessuale convinta di essere una calamita di sfortuna per chiunque le stia vicino; Emanuele (Romano Reggiani), ricco e attraente, ma con una “piccola” insicurezza che lo mette costantemente in crisi.

Un modello che non si rinnova

Ventuno anni dopo il successo di Manuale d’amore, Luigi e Aurelio De Laurentis tornano a muoversi su territori simili, provando ad aggiornare quel modello al presente. Il risultato, però, non si ripete: le risate sono poche, anzi pochissime, e quando arrivano restano episodi isolati, incapaci di costruire un vero ritmo comico.

A questo si aggiunge una messa in scena piuttosto pigra: il montaggio di Pietro Morana è elementare, la sceneggiatura – firmata a sei mani da Verdone insieme a Luca Mastrogiovanni e Pasquale Plastino – risulta didascalica, la regia del comico romano è priva di slancio e la fotografia di Giovanni Canevari appare alquanto spenta. A salvarsi sono proprio gli interpreti, anche se solo a tratti e non tutti con la stessa efficacia.

Karla Sofía Gascón, da Audiard a Verdone

Tra questi spicca, e al tempo stesso sorprende, la presenza di Karla Sofía Gascón, alle prese con una recitazione in lingua italiana che però lascia più di qualche perplessità. Solo un anno fa era a un passo dall’Oscar come migliore attrice protagonista, al centro dell’attenzione internazionale tra polemiche e riflettori accesi per il divisivo Emilia Pérez, oggi si ritrova in una commedia italiana non particolarmente memorabile. Un passaggio che sorprende e che solleva più di una domanda sulla direzione che sta prendendo il suo percorso professionale.

Fragilità contemporanee senza una vera profondità

Scuola di seduzione si struttura attraverso una presentazione iniziale fortemente didascalica: i personaggi vengono introdotti uno per uno, come fossero schedati, e da lì in poi la narrazione procede per linee parallele. Le loro vite scorrono piu o meno separate, incontrandosi soltanto durante le “lezioni”, che diventano anche lo stratagemma per dividere il film in capitoli.

L’idea di fondo è comunque chiara: raccontare la fragilità emotiva del presente, fatta di solitudine, insicurezza e incapacità relazionale, comuni a persone di età diverse. Ma i personaggi sono più delle pedine narrative che individui reali: non evolvono, rimangono fermi, e il film non riesce a costruire attorno a loro un vero percorso emotivo.

Pur nel rispetto di Carlo Verdone che in passato ha saputo raccontare con lucidità e tanto divertimento l’Italia attraverso i suoi memorabili personaggi, qui la sua firma appare lontana dalla freschezza e dall’ispirazione dei suoi lavori migliori, in un film che fatica a coinvolgere e a lasciare il segno.

Guarda il trailer ufficiale di Scuola di seduzione

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Scuola di seduzione è un film che prova a raccontare le fragilità contemporanee attraverso una struttura corale, ma finisce per perdersi in una narrazione frammentata e superficiale. Poche risate, una scrittura debole e una messa in scena televisiva limitano l’efficacia del ritorno alla regia cinematografica di Carlo Verdone.

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