venerdì, Ottobre 7, 2022
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Ricchi di Fantasia recensione del film con Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli

Dopo una carriera che li ha visti partecipare tanto alle commedie quanto ai film d’autore, due pilastri dello star system italiano come Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli esordiscono insieme sul grande schermo per la prima volta, interpretando Ricchi di Fantasia, la nuova commedia di Francesco Micciché, prodotta da Italian International Film con Rai Cinema e distribuita da 01 Distribution.

Sergio è geometra fallito che, a causa della crisi, è costretto a fare il carpentiere, portando avanti un matrimonio infelice con una donna irascibile. Convinto di aver vinto alla lotteria, decide improvvisamente di cambiare vita: lascia la moglie e, insieme alla sua famiglia, inizia una nuova vita con Sabrina, donna che ha sempre amato. Quando la novella coppia scopre però che in realtà la vincita era fasulla, né Sergio né Sabrina si arrendono, facendo finta di aver davvero vinto 6 milioni di euro…

Commedia all’italiana che rievoca il cinema del passato, Ricchi di Fantasia (qui il trailer ufficiale) tenta di raccontare la realtà quotidiana, giocando sulla tradizione e sfruttando alcuni caratteri propri delle pellicole degli anni Sessanta.

La storia di Sergio e Sabrina, i cui nomi sono chiaramente ricalcati su quelli degli attori stessi, è infatti la storia di una famiglia qualunque che, ben lontana dall’impronta alto-borghese spesso imperante nel nostro cinema, permette allo spettatore medio di rispecchiarsi.

Nonostante un chiaro e necessario impianto comico, il lungometraggio affronta con intelligenza temi quotidiani, come la difficoltà nell’arrivare a fine mese, la complessa situazione lavorativa degli stranieri e le turbolente dinamiche delle famiglie 2.0.

Ricchi di Fantasia nelle sale dal 27 settembre

Dal punto di vista della regia, il lavoro promosso da Francesco Micciché si allinea sempre al passato, proponendo una classicità di ripresa e di montaggio tipica dei generi popolari del cinema italiano e internazionale. Mirando ad una chiarezza espositiva nuovamente necessaria, il cineasta indaga dunque con semplicità i personaggi, che si muovono equamente tra i panorami pugliesi e le strade di Roma.

Ottima in tal senso è anche la fotografia di Arnaldo Catinari che, ricorrendo a colori caldi e costantemente sfumati, dona carattere all’intera produzione, che si distacca in questo modo dall’impronta creativa tradizionale delle pellicole a target generalizzato.

Centro narrativo (e pubblicitario) del film è ovviamente il cast, che contempla molti volti noti. I due protagonisti, i celeberrimi Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli, propongono personaggi affini alla loro carriera precedente: se da Il Tuttofare il primo incarna personaggi sopra le righe, la seconda è da sempre affine alla figura della popolana romana.

Degni di nota sono anche alcuni interpreti per così dire minori, che nel film spesso rubano la scena ai protagonisti: se Valeria Fabrizi si conferma una delle interpreti chiave del nostro cinema ormai da decenni, anche nuove leve come Fabio Imola o i giovanissimi bambini colpiscono per la scioltezza scenica davanti alla macchina da presa.

Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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