sabato, Ottobre 1, 2022
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Red Zone – 22 Miglia di Fuoco, recensione del film con Mark Wahlberg

Ormai legato indissolubilmente al cinema d’azione, Mark Wahlberg torna in sala con un nuovo action movie che lo vede assoluto protagonista. Red Zone – 22 Miglia di Fuoco è infatti pronto ad esordire nelle sale italiane, trascinando lo spettatore in un nuovo micro-cosmo bellico, che piacerà agli amanti del genere ma non al pubblico più generalizzato.

Jimmy Silva (Wahlberg) è un problematico agente segreto americano, incapace di gestire la rabbia e le situazioni che ne conseguono. In missione in Indonesia, prende in custodia un informatore che, dopo essere stato scoperto, rischia di morire per mano nemnica. Il compito di Silva è portare l’uomo a 22 miglia di distanza da dove si trova, affinché possa avere salva la vita.

La quarta collaborazione tra l’attore Mark Wahlberg e il regista Peter Berg non brilla di inventiva o creatività rispetto al passato, proponendo nuovamente una trama basilare e ricca di azione. L’innovazione non è dunque il punto forte di una pellicola che, già dalle prime scene ma ancor più nel procedere degli eventi, appare artificiosa e priva di idee.

L’action movie, forse più di qualsiasi altro filone cinematografico contemporaneo, è tra i più difficilmente trattabili, perché ricolmo di luoghi comuni o archetipi narrativi estremamente inflazionati. Red Zone – 22 Miglia di Fuoco (qui il trailer italiano ufficiale) non sembra risolvere questa complicazione, limitando ad assoggettarsi alle logiche creative pregresse, senza aggiungere nulla ai discorsi e alle dialettiche già sfruttate.

Anche gli elementi del genere thriller, che tentano di donare un ritmo meno prevedibile agli eventi, non convincono, non riuscendo a far immedesimare realmente lo spettatore. Questa incapacità di connessione tra pubblico e narrazione appare ancora più palese nella caratterizzazione dei personaggi, che non sono delineati a tutto tondo e lontani da qualsiasi verosimiglianza.

Jimmy Silva, più degli altri comprimari, incarna l’ennesima declinazione dell’uomo estremamente virilizzato che sublima la propria crisi personale nella forza e nella violenza. La fisicità predominante di Mark Wahlberg, sempre più maschilizzata e intrinsecamente macchiettistica, non fa altro che evidenziare questa bidimensionalità, rendendo il suo personaggio un classico anti-eroe.

Anche la controparte femminile, interpretata dalla ex star di Supernatural e di The Walking Dead Lauren Cohan, non aggiunge nulla alle colleghe, risultando spesso meno psicologicamente approfondita al confronto con le più celebri Lara Croft o Katniss Everdeen. Rispetto al caso di Wahlberg, per quanto riguarda la figura incarnata dalla Cohan la colpa non è però principalmente dell’attrice, ma soprattutto della sterile sceneggiatura.

Proprio lo script e la connessa messa in scena registica sono infine ugualmente problematici. Se le cura dei dialoghi è sacrificata a favore delle scene d’azione, anche la regia di Berg non si carica di alcuna valenza significativa, svincolandosi da qualsiasi anche vaga autorialità e limitandosi a seguire pedissequamente le regole hollywoodiane.

Il trailer ufficiale di Red Zone – 22 Miglia di Fuoco

https://www.youtube.com/watch?v=zuyg_gzNiZU&feature=emb_title

Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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