giovedì, Luglio 7, 2022
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Red, recensione del nuovo film d’animazione Disney e Pixar

La recensione di Red, il nuovo film d'animazione Disney e Pixar, diretto dal premio Oscar Domee Shi. Dall'11 marzo su Disney+.

Disney sta prestando sempre più attenzione, nelle sue produzioni odierne, alla diversificazione dei suoi riferimenti culturali. Un’operazione che, oltre a garantire una maggiore rappresentazione, assicura una certa varietà di soggetti e ambientazioni dei suoi lungometraggi animati. Che si tratti del variopinto aldilà di Coco, basato sulla colorata festa dei morti messicana, o del misticismo orientale di Raya e l’ultimo drago, i film Disney sono ormai diventati un fantastico viaggio in giro per il mondo e tra le diverse culture.

Una tendenza che ha coinvolto, naturalmente, anche le opere di Pixar Animation Studios, studio d’animazione affiliato alla casa di Topolino (della Pixar, oltre il succitato Coco, anche l’avventura italiana Luca, ambientata nella Riviera ligure delle Cinque terre). Rientra sotto questa ottica della multiculturalità anche Red, nuovo lungometraggio Pixar, disponibile su Disney+ dall’11 marzo. Il film, ambientato a Toronto, è incentrato sulle disavventure fantastiche di una ragazza di origini cinesi.

Regista e co-sceneggiatrice di Red è Domee Shi, dietro al cortometraggio animato premio Oscar Bao. Shi ha inserito sicuramente più di un elemento autobiografico in Red; nata in Cina, nella provincia di Sichuan, si è subito trasferita con la sua famiglia in Canada, crescendo proprio a Toronto. L’affianca nella scrittura Julia Cho, professionista precedentemente attiva soprattutto nel mondo della tv (ha scritto episodi per serie come Fringe, Big Love e Halt and Catch Fire).

Ambientato nel 2002, Red ha per protagonista la tredicenne Mei Lee. Mei, continuamente pressata dalla iperprotettiva madre Ming, conduce una vita da brava ragazza, tra scuola e faccende domestiche. La giovane, per compiacere la madre, deve continuare a recitare la parte della figlia perfetta, nascondendo il suo recente interesse per i ragazzi e per la boy band 4*Town. Solo con le sue amiche del cuore Miriam, Abby e Priya può essere davvero se stessa.

Una mattina, dopo una pesante umiliazione subita dalla madre, Mei si risveglia trasformata in un gigantesco panda rosso. Apprende presto dai suoi genitori di una maledizione che affligge la sua famiglia: tutte le femmine dal lato materno, prima o poi, subiscono questa trasformazione, provocata dall’agitazione emotiva, sia positiva che negativa. Solo calmandosi la ragazza può riassumere la sua forma umana. Mei dovrà cercare di nascondere la cosa fino alla prossima luna rossa, serata in cui potrà essere eseguito il rituale per liberarla dallo spirito del panda rosso.

“È il mio corpo che cambia nella forma e nel colore”, cantavano i Litfiba nel ’99. Un verso che riassume perfettamente Red, una pellicola sui cambiamenti della pubertà (durante il film, viene fatto un parallelo diretto tra la scioccante trasformazione di Mei e il presentarsi del ciclo mestruale). Una storia che parla, tra ironia ed elementi fantastici, dei contrasti adolescenziali. Una ricerca del nostro vero io che porta ad inevitabili scontri con gli adulti.

L’adolescenza è il periodo in cui ci affermiamo come individui, anche a costo di deludere molte delle aspettative dei nostri genitori. Agli occhi di mamma e papà non siamo più i loro bambini, sempre bravi ed educati, ma mostri incontrollabili, metafora che Red rende letterale. Una trasformazione che all’inizio spaventa anche noi stessi, portandoci a credere di essere in qualche modo sbagliati, come succede alla giovane protagonista del film. Infine si arriva all’accettazione, anche grazie al supporto degli amici, gli affetti più importanti nella vita di un adolescente.

Domee Shi riesce a parlare con leggerezza, ma non per questo con superficialità, di questi delicati argomenti, inserendo più di un elemento autobiografico. Nell’ambientazione primi anni 2000, tra compact disc e Tamagotchi, si trovano sicuramente frammenti della sua giovinezza a Toronto (la regista, all’epoca, aveva circa la stessa età di Mei).

Red è inoltre arricchito dal contesto multiculturale (famiglia di origini orientali che vive in un paese occidentale), elemento che si riflette anche nello stile tondeggiante dei personaggi, perfetta sintesi tra oriente ed occidente (il pensiero va ad altri recenti cartoni animati, ispirati all’animazione giapponese, come Steven Universe). L’influenza degli anime è riscontrabile in diversi aspetti della pellicola: la trama che ricorda a tratti quella della serie Ranma ½, soprattutto per come gioca sull’effetto comico delle trasformazioni della protagonista, e diverse piccole citazioni disseminate per tutto il film (Sailor Moon, Inuyasha).

Divertimento, stile e un tema davvero sentito: Red ha tutto quello che si può desiderare da un film d’animazione Disney/Pixar. Un felice incontro tra occidente ed oriente, che strizza l’occhio anche ad opere come Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki, pronto a far sorridere ed emozionare tutta la famiglia.

Guarda il trailer ufficiale di Red

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Red è un film d'animazione Disney/Pixar che sa parlare in modo delicato dei cambiamenti dell'adolescenza. Divertente e con uno stile interessante. Un incontro tra occidente ed oriente, pieno di amore per l'animazione nipponica.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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Red, recensione del nuovo film d'animazione Disney e PixarRed è un film d'animazione Disney/Pixar che sa parlare in modo delicato dei cambiamenti dell'adolescenza. Divertente e con uno stile interessante. Un incontro tra occidente ed oriente, pieno di amore per l'animazione nipponica.