martedì, Agosto 9, 2022
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Power Rangers, recensione del film di Dean Israelite

Arriva finalmente nelle sale italiane, per la gioia di chiunque – dal 1993 al 2002 – sia stato conquistato dalla genuinità e dal fascino dei leggendari Power Rangers, il nuovo adattamento cinematografico basato sugli iconici personaggi creati da Haim Saban.

La prima e unica trasposizione dei colorati supereroi sul grande schermo risale al lontano 1995. Dopo 21 anni, è stato affidato a Dean Israelite (regista di Project Almanac) il compito di far rivevere il “mito” dei Power Rangers attraverso la realizzazione di un ottimo prodotto d’intrattenimento che si pone a metà strada tra l’operazione nostalgica e la conquista di una nuova fetta di appassionati.

La trama ricalca la struttura di un qualsiasi episodio della serie originale, risultando per questo estremamente semplice e chiaramente prevedibile. Jason, Kimberly, Billy, Trini e Zack sono cinque “normalissimi” teenager che scoprono di avere le capacità per trasformarsi in cinque giovani eroi – i Power Rangers, appunto – in grado di difendere le sorti del Pianeta. Quando la cittadina di Angel Grove e la vita sulla Terra sono sul punto di essere distrutte da una terribile minaccia, i ragazzi dovranno unire le forze per salvare il mondo intero dalla perfida Rita Repulsa.

Al di là della struttura narrativa elementare, la sceneggiatura del film di Israelite – opera di John Gatins (Kong: Skull Island) – ha il merito di arricchire i personaggi che tutti conosciamo di sfumature che li rendono nuovamente interessanti agli occhi dello spettatore più navigato e innegabilmente affascinanti a quello dei neofiti.

La penna di Gatins si pone l’obiettivo di regalare una rappresentazione in chiave moderna di cinque archetipi che, pur incanalando nelle loro figure dei prototipi universali, riescono contemporaneamente a parlare in maniera diretta e per nulla artefatta di tematiche risonanti come il bullismo, la ricerca della propria identità sessuale e l’autismo.

Il risultato finale è un film che si regge quasi interamente (ma non solo) su una caratterizzazione di questi “nuovi” Rangers – tutti volti più o meno nuovi per il grande schermo – precisa e anche piuttosto intrigante, dal momento che affonda le sue radici in quel cinema “adolescenziale” che, a partire dalla metà degli anni ’80, ha contribuito a ridefinire i sogni e le speranze (ma anche le paure e il malessere) di quella che è sicuramente una delle fasi più difficili e complesse della vita umana.

Dal punto di vista registico, Dean Israelite si dimostra un regista alla continua ricerca dell’inquadratura meno convenzionale e scontata possibile, optando per alcune soluzione stilistiche alquanto atipiche per un prodotto comunque destinato al grande pubblico. Che si tratti di riprendere i suoi cinque adorabili protagonisti alle prese con la consapevolezza della loro vera natura o di ricreare l’epico e scoppiettante scontro finale tra gli Zord e il guerriero potentissimo di turno (che tanto deve – bisogna riconoscerlo – alla messa in scena tipica di un blockbuster alla Michael Bay), Israelite costruisce ogni sequnza con accuratezza e anche un pizzico di innovazione.

Il cast del film annovera, oltre a Dacre Montgomery, Naomi Scott, R.J. Cyler, Becky G. e Ludi Lin nei panni rispettivamente di Jason (il Red Ranger), Kimberly (il Pink Ranger), Billy (il Blue Ranger), Trini (il Yellow Ranger) e Zack (il Black Ranger), anche il gigante Bryan Cranston nei panni di Zordon, Bill Harder in quelli di Alpha 5 e una meravigliosa Elizabeth Banks nei panni di Rita Repulsa, sicuramente il personaggio meglio riuscito del film.

Lontano dall’opulenza della strega intergalattica scolpita nella memoria collettiva grazie alla prima versione del villain presente nella serie andata in onda dal ’93 al ’95, la Rita impersonata dalla Banks è una vera e propria entità maligna, spaventosa grazie al bellissimo lavoro su trucco e costumi (specie nella prima parte del film), al contempo sexy e ammaliante.

Power Rangers è uno dei migliori popcorn movie che si siano visti negli ultimi anni, in grado di offrire intrattenimento allo stato puro senza però rinunciare ad una rappresentazione più che adeguata di personaggi e dinamiche. I fan nostalgici usciranno dalla sala più che soddisfatti (anche grazie alle musiche e a due “specialissimi” camei); tutti gli altri resteranno piacevolmente sorpresi.

Guarda il trailer ufficiale di Power Rangers

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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