mercoledì, Agosto 10, 2022
HomeRecensioniPiigs, recensione del documentario narrato da Claudio Santamaria

Piigs, recensione del documentario narrato da Claudio Santamaria

Diretto a sei mani da Adriano Cutraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre, Piigs, nelle sale il prossimo 27 aprile, è un documentario necessario la cui ottima fattura ricorda le prime lucide, taglienti inchieste firmate da Michael Moore. Necessario perché negli ultimi vent’anni, complice la repentina accelerazione dei flussi di informazione, terminologie e acronimi economici hanno letteralmente invaso l’immaginario degli italiani senza che spesso ci fosse alla base una reale comprensione dei fenomeni in atto.

Nei suoi 74 minuti Piigs (acronimo giornalistico coniato dalla stampa inglese per indicare in modo dispregiativo alcuni paesi UE dalle presunte politiche economiche fallimentari – Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna), documentario realizzato in parte grazie a una partecipata campagna di crowdfunding, non colma questo gap ma ottiene un risultato ugualmente importante: instillare il dubbio nelle coscienze, invogliarle a perseguire la conoscenza di concetti tanto chiacchierati quanto oscuri ai più come debito pubblico, deficit, inflazione e Costituzione Europea.

Attraverso una narrazione piacevole, accessibile e ricca di metafore affidata alla calda voce di Claudio SantamariaPiigs fa luce su alcuni aspetti poco noti del sistema economico all’interno del quale vivono i paesi europei. Solo per fare un esempio: il parametro della soglia massima del 3% del rapporto deficit/Pil stabilita nei trattati di Maastricht, che puntualmente condiziona le attività di tutti i governi europei, non sarebbe il frutto di una precisa logica economica ma di una regola del tutto arbitraria stabilita in Francia negli anni Ottanta e poi adottata dall’Unione Europea (lo spiega a questo link “Il Sole 24 Ore”).

E come questa tanti provvedimenti, tra cui l’Austerity che terrorizza e, a quanto emerge dal documentario, affossa e non risolleva i Paesi europei, sarebbero il frutto di un’applicazione di principi economici erronei, inadeguati ad affrontare le reali necessità dei singoli Stati. A sostegno di questa tesi le parole di nomi illustri – tra cui il filosofo Noam Chomsky, l’economista e politico greco Yanis Varoufakis, l’economista Warren Mosler, lo scrittore Erri De Luca e il giornalista e saggista Federico Rampini – arricchite da grafiche e animazioni, sostenute da un ottimo commento musicale e orchestrate da una regia movimentata e mai pedante.

L’aspetto forse più interessante di Piigs, che lo contraddistingue da prodotti analoghi, consiste però nella scelta di restare ancorato alla quotidianità delle persone bilanciando intelligentemente il parere degli esperti con una dolorosa quanto emblematica storia italiana, quella della cooperativa sociale Il Pungiglione di Monterotondo. Dopo 25 anni di attività l’organizzazione, che si occupa principalmente di offrire alla comunità servizi socio educativi e di inserimento lavorativo rivolto a persone con disabilità e/o in condizioni di disagio, è stata costretta a ricapitalizzare a causa dei tagli alla spesa sociale; qualora dovesse chiudere, 100 dipendenti rimarrebbero senza lavoro e centinaia di disabili senza assistenza.

Senza troppi giri di parole questa vicenda rappresenta la distanza talvolta siderale che separa la vita quotidiana da alcune scelte macro-economiche compiute nei palazzi di Strasburgo e Francoforte le cui ripercussioni, secondo gli autori, starebbero mortificando non solo i singoli Paesi ma anche l’idea di un’Europa unita così come inizialmente concepita e desiderata nei decenni del dopoguerra.

L’accusa dei tre registi, sempre ancorata a precise argomentazioni, rifugge prese di posizione assolutiste e, come anticipato, invoglia e incita lo spettatore a documentarsi, formarsi una propria opinione personale e acquisire una coscienza critica con la speranza, sottolineata dalle parole di De Luca, che germogli una nuova e nutrita generazione in grado di opporsi con consapevolezza alle storture del sistema. Per dirla con le parole di Rampini, che quasi concludono il documentario, “Gli italiani soffrono di analfabetismo economico. Tra tutti i paesi sviluppati noi siamo l’ultimo in termini di comprensione dei concetti di base dell’economia. Se non ci occupiamo di economia, l’economia si occupa di noi. Dobbiamo riprenderci l’economia perché questo significa riprenderci il nostro futuro”.

Con la sua immediatezza comunicativa e chiarezza espositiva Piigs rappresenta senza dubbio, oltre che un ottimo prodotto filmico, anche un punto dal quale cominciare o riprendere a “studiare” e dibattere, a prescindere da quali che siano le proprie convinzioni o conoscenze in materia economica.

Sulla pagina facebook ufficiale di Piigs la lista aggiornata dei cinema dove sarà proiettato il documentario.

Guarda il trailer ufficiale di Piigs

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -