martedì, Aprile 16, 2024
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Paradise Beach – Dentro l’incubo, recensione del film con Blake Lively

Sono passati circa quarant’anni da quando Lo Squalo di Steven Spielberg, capostipite dei blockbuster estivi, ha contribuito alla nascita di un vero e proprio sottogenere del cinema horror – il cosiddetto shark movie – con risultati più o meno soddisfacenti.

Era forse però dai tempi di Open Water (uscito nel 2003) che una pellicola dedicata ad uno dei predatori più spaventosi che siano mai arrivati sul grande schermo non metteva al centro in maniera così semplice ed efficace il rapporto tra l’uomo e la natura, riuscendo a costruire – seppur con i dovuti limiti – un’avvincente e scorrevole metafora sulla sopravvivenza.  Con enorme sorpresa, quindi, Paradise Beach – Dentro l’incubo (titolo originale The Shallows) centra in pieno il suo obiettivo.

Lo spagnolo Jaume Collet-Serra riesce ad elevare una materia “bassa” e ad aggirare l’ingenuità di una scrittura elementare (opera di Anthony Jaswinski) mettendo in piedi un b-movie dalla struttura solida, dotato di una buona tensione, capace di destare curiosità e di mantenere viva l’attenzione.

Il film non è quindi una sequela di sterili inquadrature volta a sottolineare le avvenenti doti fisiche della sua bellissima protagonista (nonostante alcune sequenze siano un elogio dichiarato al suo corpo mozzafiato). Al contrario Collet-Serra, regista action (si vedano i trascorsi con Liam Neeson alle voci Unknown, Non-Stop e Run All Night), dà il meglio di sè nella realizzazione delle scene in acqua (alcune davvero ben girate), confermandosi un ottimo narratore visivo, soprattutto nella creazione del rapporto cacciatore-preda.

Dal canto suo Blake Lively si dimostra un’attrice di grande abilità fisica, molto più brava di quanto molti sarebbero disposti ad ammettere, reggendo unicamente da sola questo survival movie al femminile imbastito per buona parte di realismo anche grazie all’incantevole ambiente naturale, con un finale certamente non memorabile ma comunque ben orchestrato.

Paradise Beach – Dentro l’incubo è puro divertissiment estivo, lontano anni luce dal capolavoro di Spielberg ma neanche così demenziale o insulso da poter essere accostato con disinvoltura a Sharknado & co. L’onestà alla base del progetto lo rende un prodotto godibile in cui non si alimentano aspettative che poi vengono disilluse. Nessun capolavoro: semplicemente un piacevole film di genere che intrattiene e, a sprazzi, diverte.

Guarda il trailer di Paradise Beach – Dentro l’incubo

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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