mercoledì, Ottobre 5, 2022
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Otzi e il Mistero del Tempo, recensione del film di Gabriele Pignotta

Otzi e il Mistero del Tempo è il suggestivo titolo del nuovo fantasy tutto italiano diretto da Gabriele Pignotta: dopo una luminosa carriera teatrale, Pignotta è approdato sul grande schermo con gli adattamenti delle proprie pièce prima di realizzare questo prodotto assolutamente originale, destinato ai più piccoli.

E l’Italia sembra essere proprio il “marchio di fabbrica” dietro questa operazione audiovisiva: nel cast, accanto a nomi italiani consolidati come Alessandra Mastronardi e Vinicio Marchioni, figurano attori europei come Michael Smiley e Deirdre Mullins, insieme ai giovani protagonisti Diego Delpiano, Amelia Bradley e Judah Cousin.

Nel Trentino Alto Adige, il giovanissimo Kip (Delpiano) deve lasciare l’amata Bolzano insieme al padre (Marchioni) dopo che la madre, antropologa, è scomparsa in un drammatico incidente sulle alpi. Ma prima di partire vuole visitare un’ultima volta il museo dove lavorava la madre per salutare Otzi, la famosa mummia del Similaun.

Ma, incredibilmente, accade qualcosa di magico: non solo la mummia si risveglia, ma è curiosa di scoprire le novità del XXI Secolo mostrando al giovane Kip il proprio destino: è infatti erede di un’antica tradizione di sciamani capaci di manipolare il tempo. Un potere importante quanto pericoloso, che attirerà sul piccolo gruppo gli interessi di una strega, Gelica (Mastronardi).

Otzi e il Mistero del Tempo rappresenta di sicuro un curioso esperimento, soprattutto per il mercato italiano: ambizioso, innovativo, mostra il tentativo – da parte della produttrice Manuela Cacciamani – di sfidare il mercato internazionale, realizzando un prodotto per adolescenti del tutto nuovo e autoctono, legato a doppio filo con la scoperta del territorio italiano e con le bellezze che esso nasconde.

La tradizione fantasy in Italia sembra ancora non aver colonizzato l’immaginario collettivo o il mercato, ma un film come quello di Pignotta fa ben sperare che in futuro il genere possa ritagliarsi una fetta di mercato autonoma e indipendente, diventando anche competitiva una volta limati e corretti gli errori di forma che si affacciano, talvolta, qua e là.

E Otzi e il Mistero del Tempo, purtroppo, mostra in qualche punto delle debolezze che lo rendono più fragile: gli effetti speciali sono ben realizzati ma inferiori a quelli ostentati nelle grandi produzioni per bambini/ragazzi dal sapore americano; inoltre la sceneggiatura, pur volendo sfruttare le potenzialità del Trentino Alto Adige mescolandole con una storia a base di magie, incantesimi e sciamani, sembra alzare troppo la posta in gioco perdendo in organicità e credibilità.

Il confine tra fantasy e mondo da fumetto, bidimensionale e colorato nonché pensato a misura di bambino, risulta qui sfumato e intercambiabile, come dimostrano anche alcuni personaggi: la mummia Otzi e la strega Gelica, ad esempio, creano dei contrasti grotteschi e comici con il mondo esterno, trasformandosi a tratti in macchiette comiche che finiscono per divertire i più piccoli, ma non riescono ad intrattenere gli adulti che li accompagnano al cinema.

Ed è proprio questa la debolezza più grande di Otzi e il Mistero del Tempo (qui il trailer ufficiale), film che per il resto crea un solco nel genere tracciandolo ex-novo, riscrivendone le regole e lanciando quello che a prima vista può sembrare un franchise seriale: è un fantasy che piacerà ai bambini, perché celebra i valori dell’amore e dell’amicizia, ma difficilmente riuscirà a convincere i più grandi, soprattutto quelli cresciuti a pane, Goonies ed Harry Potter.

Guarda il trailer di Otzi e il Mistero del Tempo

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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