sabato, Novembre 26, 2022
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On the Rocks, recensione del nuovo film di Sofia Coppola

La recensione di On the Rocks, il nuovo film di Sofia Coppola. Disponibile in streaming su Apple Tv+ dal 23 ottobre.

Non dare il tuo cuore a nessun ragazzo. Tu sei mia finché non ti sposerai. Poi sarai comunque mia”. Sofia Coppola (L’inganno) apre il suo ultimo lavoro con queste parole, pronunciate fuori campo dalla voce di Bill Murray, qui in veste di padre all’apparenza “moderno”, ma in realtà goffamente incatenato (vuoi per motivi anagrafici, vuoi per ragioni culturali) ad una visione ormai anacronistica delle relazioni tra sessi. E dunque, prima ancora di conoscere le vicissitudini dei protagonisti, comprendiamo istantaneamente che il fulcro di On the Rocks sarà rappresentato dal complesso tema del rapporto tra uomo e donna (e, in particolare, di quello tanto meraviglioso quanto intricato che può instaurarsi tra un padre e una figlia). Il film è disponibile, dallo scorso 23 ottobre, sulla piattaforma streaming Apple Tv+.

Laura (Rashida Jones) è una giovane scrittrice in crisi, madre di due bambine e sposata con Dean (Marlon Wayans). La ragazza, notando una serie di campanelli d’allarme (frequenti viaggi di lavoro, cene fuori in compagnia di una avvenente collega, atteggiamento distratto verso la famiglia…), inizia a dubitare della fedeltà del marito e corre a chiedere consiglio a Felix, suo padre (Bill Murray). Quest’ultimo, uomo di mondo e playboy impenitente, anziché tranquillizzare la figlia, si propone di aiutarla nello smascheramento dell’ipotetico fedifrago. Laura, inizialmente reticente, decide infine di seguire i consigli del padre. Si sa, “gli uomini sono tutti uguali”: perché Dean dovrebbe rappresentare un’eccezione?

“On the Rocks”, con ghiaccio: le conversazioni tra Felix e Laura avvengono spesso di fronte ad un cocktail, magari in qualche raffinato locale newyorkese. L’universo del padre di Laura è questo: sofisticato ed elegante, specchio della (presunta) vita eccitante dell’uomo di mondo scaltro e seducente, tombeur de femmes e quindi fine conoscitore dell’universo femminile e delle dinamiche di coppia. L’espressione beffarda, l’ironia misurata e mai fuori dalle righe, l’atteggiamento sornione di chi non si prende mai totalmente sul serio, fanno di Bill Murray (come era prevedibile) il vero mattatore di questo film. On the Rocks è una commedia brillante e i toni dolceamari della narrazione si addicono particolarmente all’attore: ogni battuta è calibrata alla perfezione, ogni azione è divertente senza scadere nel ridicolo, ogni sguardo è buffo al punto giusto.

In certi momenti, d’altronde, più che di fronte ad un film di Sofia Coppola sembra di trovarsi al cospetto di un’opera di Woody Allen. Questa sensazione non è legata tanto all’ambientazione del film (New York, ovviamente), quanto a qualcosa di più sottile, impalpabile, rintracciabile nelle dinamiche tra personaggi e nelle modalità con cui essi affrontano (anche dialetticamente) i problemi esistenziali che li affliggono. La mano della regista è riconoscibile, specialmente nei temi trattati (e, in particolare, nella sua evidente volontà di presentarci un ulteriore tassello del “puzzle” al femminile costruito nei lavori precedenti) e nel carattere contemplativo di alcune scene di vita quotidiana. Vi è tuttavia una leggerezza di fondo inedita per la Coppola: l’autrice non calca mai la mano, non si crogiola nelle elucubrazioni mentali della protagonista e piuttosto cede ad un humour tragicomico ed estremamente delicato. Sembra quasi che la regista abbia deciso di virare leggermente dalla strada intrapresa in precedenza, pur senza tradire sé stessa.

on the rocks

La storia di On the Rocks, va detto, scorre lineare e senza particolari colpi di scena. I tormenti di Laura, infatti, sembrano un pretesto per fare un discorso più generale sui ruoli di genere e sulle modalità con cui donne e uomini si confrontano all’interno della società odierna. L’intenzione della regista di concentrarsi su atteggiamenti ed idiosincrasie dei personaggi è chiara da subito. Questo non significa che i protagonisti della vicenda siano “originali” o particolarmente approfonditi da un punto di vista psicologico. Anzi, tutto il contrario: gli attori della storia appaiono come esemplificazione di comportamenti tipici, estremizzazione di ruoli e posizioni che, più o meno inconsciamente, talvolta ricopriamo nelle nostre interazioni sociali.

Felix e Dean, anche se distanti anagraficamente, sono due facce della stessa medaglia. Il primo sembra quasi atterrito dall’emancipazione femminile: l’atteggiamento da libertino (che è solo suggerito e mai effettivamente mostrato) e le molteplici frasi fatte sulle donne e sulle strategie impiegate dagli uomini per “gestirle”, tradiscono una totale confusione e un’incapacità di instaurare un dialogo costruttivo e sensato con l’altro sesso. Il secondo è un marito distratto, apparentemente ancorato all’antico retaggio secondo cui l’uomo è in carriera e la donna, per quanto ambiziosa, è colei che deve badare ai figli e alle faccende quotidiane. L’idea di dare una mano in casa e di lasciare un po’ di tempo libero alla moglie si limita ad una frase di circostanza, ma nei fatti non è neanche presa in considerazione.

Di tutte le donne che incontriamo in On the Rocks, Laura sembra la più libera da condizionamenti estetici e culturali. Eppure, come le altre, non riesce a svincolarsi completamente dal ruolo imposto dalla società. Una società che prevede che siano le donne, e non gli uomini, a dover fare uno sforzo in più per conciliare ambizione professionale e famiglia. Mentre i mariti si dedicano alla carriera, le mamme vanno a prendere i figli a scuola. La donna descritta da Sofia Coppola non è affatto emancipata: continua a dipendere dalle figure maschili che la circondano, si interroga sulle loro intenzioni, spera con tutta sé stessa di non essere tradita o abbandonata.

La realtà, naturalmente, è più sfumata e complessa. Ma la schematicità di certe scelte narrative è funzionale alla domanda che, spontaneamente, ci poniamo alla fine della visione: quanto spesso donne e uomini, pur credendo di essere liberi dai vecchi retaggi, vi restano in realtà incatenati senza neanche rendersene conto? In On the Rocks, uomo e donna sembrano procedere su due binari diversi, destinati a non incontrarsi mai veramente. Per quanto alla fine si trovi un compromesso, si ha l’impressione che nessuna delle due parti raggiunga una consapevolezza tale da mettere veramente in discussione il rapporto con l’altro. Rapporto che, quindi, non giunge mai ad una reale evoluzione. I passi avanti, se ci sono, sembrano frutto delle circostanze e non di un vero cambiamento di prospettiva.

Quello che resta allo spettatore, al di là della godibilità della commedia, è quindi una certa inquietudine. Trattandosi di un film scritto da una donna e con protagonista una donna, è soprattutto la sensibilità femminile ad essere chiamata in causa. Ricadremo sempre negli stessi schemi? Siamo veramente destinate a ricercare, in ogni uomo che incontriamo, un’ombra di nostro padre o (nel migliore dei casi) un suo degno sostituto? La voce di Bill Murray ad inizio film funge così da monito: la visione di On the Rocks può rappresentare un’occasione per rimodulare il nostro ruolo di donne, compagne, madri. Magari con un po’ di consapevolezza in più.

Guarda il trailer ufficiale di On the Rocks

GIUDIZIO COMPLESSIVO

On the Rocks è una commedia brillante e i toni dolceamari della narrazione si addicono particolarmente all’attore: ogni battuta è calibrata alla perfezione, ogni azione è divertente senza scadere nel ridicolo, ogni sguardo è buffo al punto giusto.
Annalivia Arrighi
Annalivia Arrighi
Appassionata di cinema americano e rock ‘n’ roll | Film del cuore: Mystic River | Il più grande regista: Martin Scorsese | Attore preferito: due, Colin Farrell e Sean Penn | La citazione più bella: “Questo non è volare! questo è cadere con stile!” (Toy Story)

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